Posts Tagged ‘terremoto’

esenzioni in casi di calamità e di improvviso disagio socioeconomico: un nuovo modello?

19 marzo 2014

Tra gli emendamenti al disegno di legge C. 2012, di conversione in legge del D.L. n. 4/2014, da pochi giorni in discussione in Assemblea alla Camera dei Deputati, il 3.09 prevedeva l’istituzione di ZFU nei territori colpiti dal terremoto del maggio 2012 (comuni delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo) e in quelli che hanno subito gli effetti della recente alluvione di inizio 2014 (nel modenese), con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016.

L’emendamento 3.09, proposto alla VI Commissione in sede referente, è stato dichiarato inammissibile perchè non reca “disposizioni strettamente connesse o consequenziali a quelle contenute nel testo del decreto-legge”.

Tuttavia, pare ormai chiaro come L’Aquila, i comuni della Provincia di Carbonia-Iglesias, Lampedusa e Linosa e l’area industriale di Termini Imerese facciano da precedenti: ancora in attesa di verificare gli esiti della sperimentazione, il sistema di aiuti tramite esenzioni automatiche territorialmente mirate (in questi casi non si può parlare di ZFU in senso stretto) è ormai considerato un modello, oltre che innovativo, evidentemente appetibile ed adattabile anche a situazioni eccezionali, transitorie e non solo croniche di disagio, non solo in ambito urbano e non solo a livello infracomunale.

(info e contatti: posta@studiolegaleiemma.it )

(partecipazione e aggiornamento: Zone Franche Urbane su Facebook)

l’aquila, individuata e perimetrata la zfu

17 novembre 2010

E’ stata pubblicata in G.U. n. 268 del 16 novembre 2010 la Deliberazione del Cipe n. 39 del 13 maggio 2010, recante “Individuazione e perimetrazione della zona franca urbana del Comune de l’Aquila e assegnazione delle risorse (Legge n. 77/2009)”.

La Zfu corrisponde all’intero territorio comunale aquilano e la sua attivazione è subordinata all’autorizzazione comunitaria.

Esplicito il richiamo alla L. n. 296/2006 come modificata dalla L. n. 244/2007, quindi alla necessità di decreti ministeriali attuativi e di indicazione delle modalità attuative che, secondo quanto riferito dal Commissario e Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, “verosimilmente” si concluderà entro la prossima settimana.

( rocco.iemma@tin.it )

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zona franca urbana a l’aquila, il cipe approva

13 Mag 2010

Nel corso della seduta del 13 maggio 2010, il Cipe ha approvato la perimetrazione e la delimitazione della Zona Franca Urbana all’interno del Comune de L’Aquila, come da deliberazione del Consiglio Regionale dell’Abruzzo del 22 settembre 2009 (qui il resoconto integrale ufficiale; qui il verbale), assegnando 45 milioni di euro.

Fonte normativa è l’art. 10, comma 1 bis, della L. n. 77/2009, pubblicata in G.U. n. 147 del 27 giugno 2009, di conversione del D.L. n. 39/2009, c.d. “decreto Abruzzo”, secondo cui: “Il CIPE, su proposta del Ministro dello sviluppo economico e sentita la regione Abruzzo, provvede all’individuazione ed alla perimetrazione, nell’ambito dei territori comunali della provincia di L’Aquila e di quelli di cui all’articolo 1 del presente decreto, di zone franche urbane ai sensi dell’articolo 1, commi da 340 a 343, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, sulla base di parametri fisici e socio-economici rappresentativi dei fenomeni di degrado urbano e sociale e degli effetti provocati dal sisma sul tessuto economico e produttivo, in deroga al requisito demografico ivi previsto. Alle aree, così individuate, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 340 a 343, della predetta legge n. 296 del 2006. Ai fini di cui al presente comma, il termine del 1o gennaio 2008 stabilito dai commi 341 e 341-bis dell’articolo 1 della predetta legge n. 296 del 2006 si intende sostituito dal termine del 6 aprile 2009 e l’espressione “a decorrere dall’anno 2008″ di cui alla lettera c) del citato comma 341 si intende sostituita dall’espressione “a decorrere dall’anno 2009″. Per il finanziamento delle zone franche urbane individuate ai sensi del presente comma, e per il periodo di vigenza degli incentivi previsto ai sensi del presente comma, è istituito un apposito Fondo nello stato di previsione della spesa del Ministero dell’economia e delle finanze, con una dotazione di 45 milioni di euro, che costituisce tetto di spesa massima, a valere sulle risorse di cui all’articolo 14, comma 1, compatibilmente con gli utilizzi del presente decreto”.

Per alcuni commenti in corso d’opera apparsi su questo blog, consultare: https://roccoiemma.wordpress.com/?s=aquila .

rocco.iemma@tin.it )

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una zona franca per l’abruzzo

19 aprile 2009

Nelle ultime ore e in vista dei provvedimenti urgenti che saranno emanati dal Governo nei prossimi giorni, prende corpo l’ipotesi di adottare, tra le altre, misure di fiscalità di vantaggio mirata in favore delle aree colpite dal terremoto di inizio aprile, in particolare L’Aquila e i Comuni della provincia.

Tra le prime proposte in tal senso, sono giunte quelle della Uil e dell’On.le Sergio D’Antoni, responsabile per il Mezzogiorno del Partito Democratico e già Vice Ministro dello Sviluppo Economico alla cui iniziativa si deve, in massima parte, l’introduzione delle Zone Franche Urbane in Italia nel 2006.

Si è parlato di adozione del modello Zfu e persino di individuazione di una Zona Franca Urbana sull’intero territorio de L’Aquila e dintorni e di un aggiornamento dei criteri e dei parametri di selezione perchè ciò sia possibile.

La soluzione, in verità, appare di difficile applicazione e di incerta portata effettiva, ove si intenda far rientrare L’Aquila tra le Zone Franche Urbane oggi istituite ai sensi della Legge Finanziaria 2007 e successive modifiche e dei provvedimenti del Cipe e del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo: al di là della modifica dei criteri, dei decreti attuativi ancora in istruttoria e del problema delle risorse, su cui non mancano in queste settimane confusione e attesa, basti pensare che solo quartieri e circoscrizioni possono essere Zone Franche Urbane e non interi territori comunali; o al fatto che destinatarie delle misure agevolative in Zona Franca Urbana sono solo micro e piccole imprese, e non direttamente privati cittadini e famiglie; oppure ancora al novero delle esenzioni e alle condizioni cui sono subordinate; o infine al carattere non urbano ma rurale di molti centri colpiti dal tragico evento, con quel che ne consegue sotto il profilo socio-economico.

Più opportuno e rapido, ferma restando la bontà dell’idea di fondo e data la straordinarietà del caso specifico, pare percorrere la via di un provvedimento ad hoc, su quale territorio si vedrà, per la cui ammissibilità sembra che il Governo, per tramite del Ministro Ronchi, si sia già attivato presso l’Unione Europea: così gli interventi del Ministro Tremonti durante un meeting dell’Aspen Institute a Berlino, del Ministro Scajola a Brescia e del Direttore della Confcommercio de L’Aquila, che ha parlato di esenzioni per cinque o dieci anni, di “abolizione delle tasse universitarie” e, in generale, di agevolazioni alle famiglie che il dispositivo sulle Zone Franche Urbane allo stato non prevede.

( rocco.iemma@tin.it )

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