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zfu: mille e non più mille (proroghe)

17 dicembre 2009

Da sito del Ministero dello Sviluppo Economico:

Primo Piano  17-12-2009

Pmi: Mse, semplificata normativa per Zone Franche Urbane

Procedure ancora più semplici per la realizzazione delle Zone Franche Urbane al fine di accelerare la creazione di micro-imprese e stimolare nuova occupazione. Su proposta del Ministro Claudio Scajola, il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato, nel cosiddetto “decreto mille-proroghe”, la modifica della normativa sulle Zone Franche Urbane, varate di recente dal Ministero dello Sviluppo Economico e che, nella fase iniziale, riguardano 23 Comuni, in gran parte nelle regioni meridionali.

“In un momento difficile per l’economia del Paese e, a maggior ragione per le aree più fragili e disagiate, questa semplificazione procedurale – ha precisato il Ministro Claudio Scajola – permette di ridurre una serie di passaggi amministrativi e contabili complessi in modo da far decollare il progetto già con l’inizio del prossimo anno. Convocheremo subito i Comuni interessati per dare immediatamente seguito a queste decisioni”.

Il ‘ritocco’ proposto dal dicastero di Via Veneto, di concerto con quello dell’Economia e delle Finanze, ha l’obiettivo di rendere immediatamente operativa l’agevolazione assegnando le risorse (100 milioni di euro) direttamente ai Comuni interessati, accelerando così notevolmente i tempi per l’erogazione alle imprese. La modifica, che conferma l’entità dei benefici per azienda, privilegia inoltre il taglio degli oneri relativi al costo del lavoro e all’ICI, semplificando il calcolo dell’agevolazione e la sua effettiva fruizione.

Attendiamo (fiduciosi?) il testo.

( rocco.iemma@tin.it )

Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook

l’elenco delle zone franche urbane ammesse dalle regioni

6 agosto 2008

E’ stato reso noto con un comunicato stampa del Ministero dello Sviluppo Economico del 6 agosto 2008 l’elenco delle proposte di individuazione di Zona Franca Urbana ammesse dalle Regioni e da esse inoltrate entro il 5 agosto 2008:

Abruzzo: Pescara, Chieti e Lanciano; 

Basilicata: Matera;

Calabria: Crotone, Lamezia Terme, Rossano, Vibo Valentia, Cosenza, Corigliano, Reggio Calabria;

Campania: Torre Annunziata, Mondragone, Napoli Est, San Giuseppe Vesuviano e Benevento; 

Lazio: Alatri, Aprilia, Latina, Rieti, Sora, Velletri e Viterbo;

Liguria: Ventimiglia;

Molise: Campobasso e Termoli;

Puglia: Andria, Santeramo in Colle, Molfetta, Barletta, Foggia, Manfredonia, San Severo, Lucera, Lecce, Manduria e Taranto;

Toscana: Massa e Carrara;

Sardegna: Cagliari, Sassari, Quartu S.Elena, Olbia, Alghero, Oristano, Selargius, Iglesias, Assemini;

Sicilia: Catania, Gela, Erice, Termini Imerese, Messina, Barcellona Pozzo di Gotto, Aci Catena, Castel Vetrano, Trapani, Acireale, Giarre e Sciacca.

Le altre proposte pervenute dai Comuni alle Regioni e che non compaiono in elenco sono risultate evidentemente inammissibili e non hanno superato la prima fase istruttoria.
L’elenco, in ogni caso, è da integrare con l’indicazione delle proposte considerate di interesse prioritario dalle Regioni e, dunque, con la graduatoria che le stesse dovrebbero aver predisposto sulla base, tra gli altri elementi in considerazione, dell’indice di disagio socio-economico calcolato per l’area prescelta.

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