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zfu, prime notizie dalla commissione affari costituzionali del senato

19 gennaio 2010

Tratto da un lancio Apcom:

Milleproroghe/ Impegno governo a valutare problema Zone franche

Termine emendamenti lunedì, da martedì al via voto

Roma, 19 gen. (Apcom) – Il governo si è impegnato ad esaminare il problema delle Zone franche urbane scaturito da una norma del decreto Milleproroghe che fa marcia indietro sulle agevolazioni fiscali. Misura su cui i Comuni e l’opposizione hanno annunciato battaglia. Lo ha riferito il sottosegretario all’Economia, Alberto Giorgetti, al termine della seduta della commissione Affari Costituzionali che ha fissato per lunedì prossimo alle 13 il termine per gli emendamenti. Da martedì, invece, ha detto il relatore Lucio Malan (Pdl) si dovrebbe entrare nel vivo dell’esame del decreto con le votazioni.

Dal governo al momento, ha chiarito Giorgetti, non sono attese grosse novità, ma soltanto “qualche piccola correzione”. Tuttavia, il sottosegretario ha precisato: “Al momento il testo resta questo, ma se ci sono problemi particolari siamo disponibili a valutarli. Non siamo chiusi a modifiche e correzioni”. Intanto, per domani pomeriggio è previsto al Tesoro un tavolo sul ‘nodo’ Zone franche fra rappresentanti del ministero dell’Economia, dello Sviluppo economico, dell’Anci e dell’Agenzia delle Entrate.

[…]

Sulle Zone franche urbane, lo stesso relatore ha chiarito che “il governo ha acconsentito alla richiesta della commissione” di avere maggiori spiegazioni sulla norma introdotta nel decreto. Malan ha inoltre annunciato che presenterà anche alcuni emendamenti “per fare chiarezza” all’interno del testo stesso del decreto. “Sulla metà delle 70 norme contenute – ha detto – non c’è scritto di che proroga si tratta”*.

*Per esempio all’art. 9, comma 4, che stabilisce un termine per la presentazione delle istanze da parte delle imprese, mai precedentemente previsto da disposizioni legislative.

( rocco.iemma@tin.it )

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la dichiarazione del ministro tremonti. una prece.

15 gennaio 2010

Agenzia Asca:

15-01-10

FISCO: TREMONTI A BASSOLINO, ILLUSORI BONUS ZONE FRANCHE SENZA COPERTURA

(ASCA) – Roma, 15 gen – Gli sconti fiscali previsti nella disciplina originaria delle zone franche urbane non hanno adeguata copertura e quindi seguono una logica ”Illusoria e non responsabile”. E’ quanto scrive il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in una lettera al presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. A sua volta, il governatore nei giorni acorsi aveva inviato una lettera a Tremonti lamentando la restrizione delle agevolazioni fiscali per le zone franche urbane contenuta nel decreto milleproroghe.

”La norma citata nella Sua lettera e’ una norma di incentivo fiscale. Come tale, per principio generale e costituzionale, e’ una norma che richiede una copertura di bilancio” dice Tremonti aggiungendo che la legge istitutiva ”voluta e votata dal Governo Prodi” (nella finanziaria per il 2007) prevedeva come copertura circa 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009.

Secondo Tremonti ”la legge era (ed e’) scritta in una logica perversa, del tipo: il beneficio si applica automaticamente, ovunque in Italia (nord, centro, sud, isole), a prescindere dalla sua effettiva consistenza; se questa supera la copertura di legge formalmente iscritta in bilancio, cosi’ creando deficit, questo e’ un problema futuro della collettivita’ e non dei governanti ‘pro-tempore”’.

Si tratta, scrive ancora il ministro, di ”una logica illusoria e non responsabile. Tanto piu’ se la differenza tra copertura in bilancio ed intensita’ del beneficio e’ forte e prevedibile gia’ ex ante. Se chi ha fatto la legge fosse stato piu’ convinto e/o davvero convinto della sua utilita’, avrebbe allora potuto e dovuto, responsabilmente e coerentemente, prevedere una diversa e maggiore copertura.

Quello che ora si cerca di fare e’ conservare comunque la norma, pur se nei limiti imposti dalla copertura prevista dai suoi ideatori”.

red-lsa/mcc/bra

Una prece.

( rocco.iemma@tin.it )

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zfu, i possibili effetti del milleproroghe

13 gennaio 2010

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Le modifiche alla normativa sulle Zone Franche Urbane introdotte dal D.L. n. 194/2009, in vigore dal 30 dicembre scorso, hanno disorientato non poco imprenditori, professionisti e amministratori, fino a ieri del tutto ignari, norme alla mano, dell’esistenza di un finanziamento da erogare da parte dei Comuni e di un termine per la presentazione di istanze.

Eppure l’art. 9, comma 4, del decreto “milleproroghe” si pone lo scopo dichiarato di “consentire” ai Comuni l’erogazione del “contributo di cui” al comma 341 dell’art. 1 della L. n. 296/2006.

Le disposizioni originarie prevedevano in realtà non un contributo ma semplicemente, per interpretazione diffusa e costante negli ultimi anni, la copertura finanziaria delle esenzioni fiscali e contributive, oggi soppresse, e nessuna previsione legislativa aveva contemplato istanze né stabilito un termine a decorrere dal quale le piccole e le micro imprese potessero fare domanda per l’accesso alle agevolazioni, determinazioni che spettavano a un decreto del Ministero delle Finanze mai pubblicato.

Non si comprende quindi, tra l’altro, quali siano i presupposti della decretazione d’urgenza, né quale fosse il termine previsto da disposizioni legislative da prorogare con decreto, appunto, “milleproroghe”; non è un caso se in Commissione Affari Costituzionali del Senato, sede referente, sia stata proposta eccezione di costituzionalità e di non omogeneità con l’oggetto del provvedimento.

Soppresse le esenzioni, i Comuni dovrebbero pertanto erogare una somma parametrata all’Ici e ai contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente dovuti, su istanza presentata dalle imprese a decorrere dal 1° marzo 2010 e previa conferenza di servizi e acquisizione di informazioni dagli enti previdenziali.

E’ lecito chiedersi se si tratti davvero di semplificazione e accelerazione, come afferma la relazione tecnica che accompagna il disegno di legge S.1955, di conversione del decreto “milleproroghe”.

Prima della modifica, l’autorizzazione comunitaria era stata concessa, il decreto del Ministero del Lavoro era stato firmato, la stessa Agenzia delle Entrate aveva pubblicato la prima bozza di modello Irap 2010 con “quota esente” per le Zfu, molti Comuni avevano provveduto allo studio di varianti ai propri piani regolatori e molti impenditori avevano già operato scelte strategiche sulla base di norme in vigore ormai da tempo: mancava solo il decreto del Ministero delle Finanze che, secondo gli stessi annunci del Ministro Scajola, era di imminente pubblicazione e improntato all’automatismo, con istanze da inoltrarsi per via telematica e esenzioni da applicare in dichiarazione.

Oggi, invece, sarebbe probabilmente necessaria una nuova notifica alla Commissione Europea, iter dai tempi e dagli esiti incerti se è vero che proprio l’automatismo delle esenzioni era stato positivamente apprezzato e considerato decisivo; sarebbe opportuno attendere provvedimenti attuativi o quantomeno esplicativi per l’uniformazione delle procedure tra i Comuni e per definire alcuni dettagli tecnici, ad esempio su cosa si intenda per contributo “parametrato”; a tutto questo si aggiunga che gli stessi Comuni, di certo mediamente meno informatizzati dell’Amministrazione Finanziaria centrale, potrebbero dover organizzare risorse, competenze e strutture ad hoc, procedere a determine e delibere, bandi per le richieste, magari cartacee, di assegnazione del contributo, conferenza di servizi, valutazioni e graduatorie, con implicazioni e rischi prevedibili.

Il problema della discrezionalità, dei tempi e dei costi è però del tutto secondario e, anzi, trascurabile dinanzi alla prospettiva dell’avvio di una misura depotenziata, distante dal modello francese e comunitario tanto nella forma quanto nello spirito e negli effetti desiderati, lontana dal concetto stesso di “zona franca”.

Infatti, il contributo “parametrato” erogato dai Comuni in riferimento agli anni 2008 e 2009, oltre che un déja vu con risultati almeno discutibili nel panorama nazionale e meridionale, rischia di rivelarsi sin d’ora un incentivo quantitativamente e qualitativamente ridimensionato rispetto alle esenzioni fiscali e contributive fino a quattordici anni, che rappresenterebbero invece una novità interessante e attraente, primo esempio di fiscalità di vantaggio su base territoriale in Italia; tutto ciò, fermi restando i dubbi espressi da più parti sul trattamento fiscale di queste erogazioni, che possono formare per ironia della sorte nuova base imponibile.

Qualche perplessità emerge poi sull’ammontare dell’erogazione per soggetto istante a fronte di un’allocazione delle risorse per Comune rimasta invariata come da delibera Cipe: da un lato il timore è quello di una distribuzione dei fondi così ampia e per piccole quote da risultare nel tempo poco ambita soprattutto per le imprese che dovrebbero trasferirsi dall’esterno; dall’altro e di conseguenza vi è il rischio che a beneficiare del contributo siano solo imprese già esistenti in Zfu e, tra queste, le maggiori e più solide, capaci di sostenere costi in attesa di un finanziamento non particolarmente rilevante, nè incentivante in prospettiva, non predeterminato e erogato con margini di discrezionalità.

Se così fosse, lo spirito delle Zfu, che è quello di favorire la ripresa socio-economica di aree urbane disagiate attraverso la creazione di nuova impresa e di nuova occupazione, sarebbe tradito.

E soprattutto, se è ammessa una provocazione, nessuno scandalo susciterebbe a questo punto la proposta di cambiare denominazione all’istituto: senza vantaggi fiscali e esenzioni, infatti, sarebbe improprio continuare a parlare non solo di fiscalità di vantaggio, ma anche di “zone franche”, che sono tali sotto il profilo fiscale in quanto libere, all’interno della perimetrazione che a ciò è funzionale, dall’applicazione delle norme impositive ordinariamente applicate nel territorio circostante.

Mentre si moltiplicano le iniziative di tecnici, rappresentanti delle categorie e amministratori, le residue speranze di evitare la fine delle Zfu sono ora riposte nel Parlamento, che ha già iniziato a discutere la conversione in legge del decreto “milleproroghe”.

( rocco.iemma@tin.it )

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zone franche urbane, prime notizie dai sindaci

13 gennaio 2010

Prime notizie e primi resoconti sulla riunione dei 23 Sindaci dei Comuni sui cui territori sono state individuate le 22 Zone Franche Urbane, tenutasi questa mattina presso la sede Anci di Roma.

Tratto da www.ilgiornalenuovo.it:

Il Sindaco del Comune di Sora Cesidio Casinelli rende noto che all’incontro tenutosi oggi a Roma, presso la sede dell’Anci, sono intervenuti i rappresentanti di 14 dei 23 Comuni ammessi al riconoscimento delle Zone Franche Urbane nonché il Direttore Generale del Ministero per lo Sviluppo Economico.

Nel corso dell’incontro è emersa la comune volontà di chiedere l’abrogazione dell’art.9 comma 4 del Decreto-Legge 194/2009 e il ripristino di quanto originariamente previsto dalla finanziaria per l’anno 2007 – Legge 296/06.
Il Coordinamento dei Sindaci ha, inoltre, richiesto un urgente incontro con il Ministro Scajola e con il Presidente della Commissione Finanza del Senato, dove è attualmente in discussione il decreto “mille proroghe”, per rappresentare le problematiche emerse dalla lettura delle modifiche proposte alla  normativa originaria che sono state ritenute assolutamente non condivisibili.

Comunicato Stampa Comune di Sora

Tratto da La Periferica:

Il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli ha partecipato stamani a una riunione a Roma all’Anci promossa dai ventidue primi cittadini dei Comuni interessati ai benefici della Zona Franca Urbana alla luce del decreto legge cosiddetto “Milleproroghe” che ha modificato il sistema delle agevolazioni fiscali originariamente previsto.

Raffaele Stancanelli, che è anche l’unico tra i sindaci a ricoprire l’incarico di parlamentare nazionale, ha illustrato agli altri colleghi amministratori il contenuto dell’emendamento che si appresta a presentare al Senato per modificare il comma 4 dell’articolo 9 del decreto, inziativa che è già al vaglio dell’Ufficio legislativo. “Insieme a me -ha detto Stancanelli- il gruppo dei sindaci condurrà una battaglia, che naturalmente non ha alcun colore politico, affinchè vengano avviate le ZFU secondo un sistema veramente utile ad avviare nuove inziative imprenditoriali nelle città interessate al provvedimento, per la gran parte nel sud, per garantire sviluppo e occupazione in queste zone. Catania, anche per essere la città che ha avuto il maggiore stanziamento, è particolarmente interessata a questo provvedimento perche riguarda l’area di Librino uno dei quartieri periferici su cui la nostra attenzione è massimae la nostra iniziativa, al di là dei profili di incostituzionalità che qualcuno ha rilevato nel regime previsto dal decreto, ha proprio come fine quello di rendere efficace questo sistema di incentivazione per le imprese ”. Per questo obiettivo Stancanelli ha fatto sapere di avere già chiesto un incontro urgente con il ministro Scajola e per quanto riguarda la discussione dell’emendamento al decreto legge, con il presidente della commissione parlamentare Affari Istituzionali Carlo Vizzini.

( rocco.iemma@tin.it )

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