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zone franche urbane, salvare il salvabile

12 gennaio 2010

Mentre dalla nuova bozza del Modello Irap 2010 scompare la colonna “quota esente Zone Franche Urbane”, inclusa nella precedente, si susseguono iniziative di amministratori, imprenditori, rappresentanti del mondo del lavoro e tecnici sulle modifiche introdotte dal “decreto milleproroghe”, che sopprimono le esenzioni e le agevolazioni fiscali e contributive e rischiano di fatto di eliminare le Zone Franche Urbane dal nostro ordinamento.

L’obiettivo è evidentemente quello di salvare il salvabile, in sede di conversione in legge del D.L. n. 194/2009.

Il 13 gennaio 2010 si terrà presso la sede romana dell’Anci un incontro che vedrà protagonisti i Sindaci dei 23 Comuni interessati, che nei giorni scorsi hanno espresso opinioni concordi, tecnicamente fondate e nel merito negative, sia pure con alcune eccezioni e non senza qualche imprecisione.

Tra le più recenti, degne di nota sono le dichiarazioni del Governatore della Sicilia On.le Lombardo, dell’On.le Laratta, dell’On.le Bianco, del Sindaco di Iglesias Pierluigi Carta, dei Sindaci delle Zfu calabresi Prof. Filareto, Avv. Vallone e Prof. Speranza, che si citano ad esempio, tra tante altre, solo per l’importanza politica e istituzionale e per la puntualità delle argomentazioni tecniche, non per le posizioni di parte che in questo blog, come noto, non rilevano.

Autorevole è l’intervento dell’Avv. Maurizio Villani, che invita a una riflessione più ampia sui rapporti tra Legislatore e contribuente, così come quelli della Dott.ssa Marilena Nasti, consigliere dell’Odcec di Napoli, e del Dott. Franz Cannizzo, di Confcommercio di Catania.

Di “Zone Franche Urbane a dieta” ha parlato Roberto Lenzi, in un articolo su Italia Oggi Sette del 11 gennaio 2010, mentre Amedeo Sacrestano, in un articolo su Il Sole 24 Ore del 5 gennaio 2010, ha posto l’accento sulle  possibili conseguenze della modifica del regime ai fini dell’autorizzazione comunitaria.

( rocco.iemma@tin.it )

Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook.

zone franche urbane, il testo modificato

3 gennaio 2010

E’ stato pubblicato in G.U. n. 302 del 30/12/2009 il decreto-legge n. 194/2009 “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative” (c.d. “decreto milleproroghe”), che all’art. 9, comma 4, in materia di Zone Franche Urbane così dispone:

Allo scopo di consentire ai comuni nel cui territorio ricadono le zone franche urbane individuate dal CIPE con delibera n. 14/2009 dell’8 maggio 2009, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 159 dell’11 luglio 2009, sulla base delle istanze presentate dai soggetti di cui ai commi 341 e 341-bis dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, di provvedere all’erogazione del contributo di cui al predetto comma 341, nel rispetto della decisione della Commissione europea C(2009)8126 definitivo del 28 ottobre 2009, e nei limiti delle risorse finanziarie individuate con la predetta delibera CIPE n. 14/2009, nonche’ sulla base delle informazioni trasmesse dagli enti previdenziali, secondo modalita’ stabilite con il procedimento di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, limitatamente alla misura di cui alla lettera d) del citato comma 341, il termine per la presentazione di tali istanze decorre dal 1° marzo 2010; conseguentemente all’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 341:

1) nell’alinea, le parole: «delle seguenti agevolazioni, nei limiti delle risorse del Fondo di cui al comma 340 a tal fine vincolate» sono sostituite dalle seguenti: «di un contributo nei limiti delle risorse del Fondo di cui al comma 340, parametrato a»;

2) le lettere a) e b) sono soppresse;

3) alla lettera c) le parole: «esenzione dall’imposta comunale sugli immobili» sono sostituite dalle seguenti: «all’imposta comunale sugli immobili dovuta»;

4) alla lettera d) le parole: «esonero dal versamento dei contributi» sono sostituite dalle seguenti: «all’ammontare dei contributi previdenziali dovuti»; al secondo periodo le parole: «l’esonero» sono sostituite dalle seguenti: «l’ammontare»;  all’inizio del terzo periodo le parole: «L’esonero» sono sostituite dalle seguenti: «Il contributo»;

b) al comma 341-ter le parole: «regime agevolativo» sono sostituite dalla seguente: «contributo»;

c) il comma 341-quater e’ abrogato.

L’art. 1, commi 340-343, della L. n. 296/2006 (Legge Finanziara 2007), già modificato dall’art. 2, commi 561-563 della L. n. 244/2007 (Legge Finanziaria 2008), norma istitutiva della misura, risulta così ulteriormente modificato dal decreto “milleproroghe”, in vigore dal 30/12/2009, giorno stesso della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (in grassetto le ultime modifiche):

340. Al fine di contrastare i fenomeni di esclusione sociale negli spazi urbani e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri delle città caratterizzati da degrado urbano e sociale, sono istituite, con le modalità di cui al comma 342, zone franche urbane con un numero di abitanti non superiore a 30.000. Per le finalità di cui al periodo precedente, è istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico un apposito Fondo con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, che provvede al finanziamento di programmi di intervento, ai sensi del comma 342.

341. Le piccole e microimprese, come individuate dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, che iniziano, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012, una nuova attività economica nelle zone franche urbane individuate secondo le modalità di cui al comma 342, possono fruire di un contributo nei limiti delle risorse del Fondo di cui al comma 340, parametrato a:

a) soppressa;

b) soppressa;

c) all’imposta comunale sugli immobili dovuta, a decorrere dall’anno 2008 e fino all’anno 2012, per i soli immobili siti nelle zone franche urbane dalle stesse imprese posseduti ed utilizzati per l’esercizio delle nuove attività economiche;

d) all’ammontare dei contributi previdenziali dovuti sulle retribuzioni da lavoro dipendente, per i primi cinque anni di attività, nei limiti di un massimale di retribuzione definito con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, solo in caso di contratti a tempo indeterminato, o a tempo determinato di durata non inferiore a dodici mesi, e a condizione che almeno il 30 per cento degli occupati risieda nel sistema locale di lavoro in cui ricade la zona franca urbana. Per gli anni successivi l’ammontare è limitato per i primi cinque al 60 per cento, per il sesto e settimo al 40 per cento e per l’ottavo e nono al 20 per cento. Il contributo di cui alla presente lettera spetta, alle medesime condizioni, anche ai titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono l’attività all’interno della zona franca urbana.

341-bis. Le piccole e le micro imprese che hanno avviato la propria attività in una zona franca urbana antecedentemente al 1º gennaio 2008 possono fruire delle agevolazioni di cui al comma 341, nel rispetto del regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato agli aiuti di importanza minore, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. L 379 del 28 dicembre 2006.

341-ter. Sono, in ogni caso, escluse dal contributo le imprese operanti nei settori della costruzione di automobili, della costruzione navale, della fabbricazione di fibre tessili artificiali o sintetiche, della siderurgia e del trasporto su strada.

341-quater. abrogato.

342. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della solidarietà sociale, provvede alla definizione dei criteri per l’allocazione delle risorse e per la individuazione e la selezione delle zone franche urbane, sulla base di parametri socio-economici, rappresentativi dei fenomeni di degrado di cui al comma 340. Provvede successivamente, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, alla perimetrazione delle singole zone franche urbane ed alla concessione del finanziamento in favore dei programmi di intervento di cui al comma 340. L’efficacia delle disposizioni dei commi da 341 a 342 è subordinata, ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3, del Trattato istitutivo della Comunità europea, all’autorizzazione della Commissione europea.

343. Il Nucleo di valutazione e verifica del Ministero dello sviluppo economico, anche in coordinamento con i nuclei di valutazione delle regioni interessate, provvede al monitoraggio ed alla valutazione di efficacia degli interventi e presenta a tal fine al CIPE una relazione annuale sugli esiti delle predette attività.

Per un utile confronto, ecco il testo normativo precedente (in rosso le parti sostituite o soppresse o abrogate):

340. Al fine di contrastare i fenomeni di esclusione sociale negli spazi urbani e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri delle città caratterizzati da degrado urbano e sociale, sono istituite, con le modalità di cui al comma 342, zone franche urbane con un numero di abitanti non superiore a 30.000. Per le finalità di cui al periodo precedente, è istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico un apposito Fondo con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, che provvede al finanziamento di programmi di intervento, ai sensi del comma 342.

341. Le piccole e microimprese, come individuate dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, che iniziano, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012, una nuova attività economica nelle zone franche urbane individuate secondo le modalità di cui al comma 342, possono fruire delle seguenti agevolazioni, nei limiti delle risorse del Fondo di cui al comma 340 a tal fine vincolate:

a) esenzione dalle imposte sui redditi per i primi cinque periodi di imposta. Per i periodi di imposta successivi, l’esenzione è limitata, per i primi cinque al 60 per cento, per il sesto e settimo al 40 per cento e per l’ottavo e nono al 20 per cento. L’esenzione di cui alla presente lettera spetta fino a concorrenza dell’importo di euro 100.000 del reddito derivante dall’attività svolta nella zona franca urbana, maggiorato, a decorrere dal periodo di imposta in corso al 1º gennaio 2009 e per ciascun periodo d’imposta, di un importo pari a euro 5.000, ragguagliato ad anno, per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato, residente all’interno del sistema locale di lavoro in cui ricade la zona franca urbana;

b) esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive, per i primi cinque periodi di imposta, fino a concorrenza di euro 300.000, per ciascun periodo di imposta, del valore della produzione netta;

c) esenzione dall’imposta comunale sugli immobili, a decorrere dall’anno 2008 e fino all’anno 2012, per i soli immobili siti nelle zone franche urbane dalle stesse imprese posseduti ed utilizzati per l’esercizio delle nuove attività economiche;

d) esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente, per i primi cinque anni di attività, nei limiti di un massimale di retribuzione definito con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, solo in caso di contratti a tempo indeterminato, o a tempo determinato di durata non inferiore a dodici mesi, e a condizione che almeno il 30 per cento degli occupati risieda nel sistema locale di lavoro in cui ricade la zona franca urbana. Per gli anni successivi l’esonero è limitato per i primi cinque al 60 per cento, per il sesto e settimo al 40 per cento e per l’ottavo e nono al 20 per cento. L’esonero di cui alla presente lettera spetta, alle medesime condizioni, anche ai titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono l’attività all’interno della zona franca urbana.

341-bis. Le piccole e le micro imprese che hanno avviato la propria attività in una zona franca urbana antecedentemente al 1º gennaio 2008 possono fruire delle agevolazioni di cui al comma 341, nel rispetto del regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato agli aiuti di importanza minore, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. L 379 del 28 dicembre 2006.

341-ter. Sono, in ogni caso, escluse dal regime agevolativo le imprese operanti nei settori della costruzione di automobili, della costruzione navale, della fabbricazione di fibre tessili artificiali o sintetiche, della siderurgia e del trasporto su strada.

341-quater. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, saranno determinati le condizioni, i limiti e le modalità di applicazione delle esenzioni fiscali di cui ai commi da 341 a 341-ter.

342. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della solidarietà sociale, provvede alla definizione dei criteri per l’allocazione delle risorse e per la individuazione e la selezione delle zone franche urbane, sulla base di parametri socio-economici, rappresentativi dei fenomeni di degrado di cui al comma 340. Provvede successivamente, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, alla perimetrazione delle singole zone franche urbane ed alla concessione del finanziamento in favore dei programmi di intervento di cui al comma 340. L’efficacia delle disposizioni dei commi da 341 a 342 è subordinata, ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3, del Trattato istitutivo della Comunità europea, all’autorizzazione della Commissione europea.

343. Il Nucleo di valutazione e verifica del Ministero dello sviluppo economico, anche in coordinamento con i nuclei di valutazione delle regioni interessate, provvede al monitoraggio ed alla valutazione di efficacia degli interventi e presenta a tal fine al CIPE una relazione annuale sugli esiti delle predette attività.

( rocco.iemma@tin.it )

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zone affrante urbane, non fiori ma opere di bene

21 dicembre 2009

Finalmente qualcuno dall’alto inizia a farci caso (su Gazzetta del Sud Calabria di oggi, pagina 13, le dichiarazioni dell’europarlamentare On.le Gianni Pittella in un articolo di Vinicio Leonetti, “Stop della Commissione Ue alle agevolazioni”).

Le modifiche introdotte dal Governo col decreto legge “milleproroghe”, presentate come un “ritocco” teso alla “semplificazione”, rischiano invece di complicare irrimediabilmente l’iter attuativo, di rinviare a tempo indeterminato l’attivazione e, realisticamente, di determinare la fine delle Zone Franche Urbane.

Non può non suscitare perplessità (a Natale siamo tutti più buoni) il fatto che proprio chi ha ottenuto l’autorizzazione della Commissione Europea lo scorso 28 ottobre 2009 non abbia tenuto in conto che, così recita la decisione comunitaria, “qualunque iniziativa volta a modificare questo regime deve essere notificata alla Commissione”.

Ma non è tutto.

La stessa Commissione autorizza la concessione dell’aiuto sotto forma di esenzioni fiscali (punto 2.4)  e apprezza il fatto che l’aiuto è “concesso in modo automatico”, ciò che caratterizza questa forma di fiscalità di vantaggio su ristretta base territoriale e ne determina l’ammissibilità in sede comunitaria.

Che esito avrebbe la nuova notifica alla Commissione Europea se fosse un contributo erogato dai Comuni su istanza delle imprese e previa conferenza di servizi, come già stabiliva l’ormai noto emendamento 2.1383 al disegno di legge finanziaria 2010, a prendere il posto delle esenzioni?

Quale fiscalità di vantaggio senza vantaggi fiscali?

E poi, vocabolario alla mano, zone “franche” da cosa, se non sono più previste esenzioni fiscali?

Pasticcio? Svista? Non fiori ma opere di bene.

( rocco.iemma@tin.it )

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(altri rif. http://iltempo.ilsole24ore.com/abruzzo/cronaca_locale/abruzzo/2009/12/21/1106989-stop_alla_zona_franca.shtml)

francamente

3 dicembre 2009

Non solo l’On.le Sergio D’Antoni, sull’emendamento 2.1383.

Sono da registrare infatti altri interventi.

Se l’On.le Ludovico Vico in un comunicato stampa (non) cita questo (evidentemente) anonimo blog, nè la testata giornalistica che spesso ospita questo (evidentemente) ignoto autore, e lo stesso fanno altri, è il Vice Direttore di Svimez Luca Bianchi a sottolineare opportunamente che, se mai passasse un emendamento così fatto, “avremmo non più una  no tax area, ma un semplice incentivo che si aggiungerebbe a quelli già in vigore per il Mezzogiorno“.

Sintesi perfetta.

( rocco.iemma@tin.it )

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zone franche urbane, rischio di aborto

2 dicembre 2009

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Niente esenzioni da imposte sui redditi e Irap, niente automatismi, ma solo un contributo parametrato all’Ici dovuta e all’ammontare dei contributi previdenziali dovuti sulle retribuzioni da lavoro dipendente, erogato dai Comuni nei limiti delle risorse già stanziate dal Cipe.

Questo, in estrema sintesi, il contenuto dell’emendamento 2.1383 sulle Zone Franche Urbane presentato dal Governo in Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati, dove è in esame il disegno di Legge Finanziaria 2010 (C. 2936).

Il primo e finora unico a lanciare l’allarme è stato l’On.le Sergio D’Antoni, tra i padri delle Zone Franche Urbane in Italia.

Nelle ultime ore, in verità, si è appreso che l’emendamento 2.1383 è stato, tra altri, dichiarato inammissibile.

Inammissibile, non rigettato. Inammissibile in quanto privo di effetti finanziari e dunque non rientrante nel contenuto tipico di una legge finanziaria.

Sono quindi possibili, c’è chi dice probabili, riformulazioni e la ripresentazione in Aula.

Serve commento?

( rocco.iemma@tin.it )

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Pubblicato su Strill.it, quotidiano in tempo reale

“Zone franche urbane: tutto da rifare?”, dicembre 2009

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