Posts Tagged ‘catanzaro’

zone franche urbane in calabria, impressioni di ottobre

16 ottobre 2013

Ho avuto l’opportunità di partecipare attivamente al seminario sulle Zone Franche Urbane, organizzato il 15 ottobre scorso a Lamezia Terme da Anci e Regione Calabria, alla presenza degli esponenti politici, istituzionali e tecnici di alcuni, purtroppo non tutti, dei Comuni calabresi interessati (e spero di aver dato il mio piccolo contributo per una più ampia condivisione della disciplina agevolativa, della quale ritengo che anche i Comuni, a cui il cittadino-impresa in prima battuta si rivolge per informazioni, debbano almeno in linea di massima occuparsi, visto che si parla anche di IMU e addizionali IRPEF).

Di sicuro interesse, generale e locale, le novità e le conferme pubblicamente emerse:

1) il 24 ottobre prossimo scadranno i termini per le comunicazioni delle Regioni al Ministero dello Sviluppo Economico (su risorse proprie a maggior copertura delle agevolazioni concedibili e su riserve finanziarie di scopo, ai sensi dell’art. 8 del D.M. 10 aprile 2013), finalizzate all’eventuale “personalizzazione” dei bandi ministeriali;

2) l’emanazione dei bandi (per la totalità delle ZFU o per Regione o anche per una o più aree) è prevista certamente entro la fine dell’anno e sono allo studio modalità e soprattutto tempistica (diverse scadenze e scaglioni?) per garantire il buon andamento dell’operazione, essendo previsto l’invio delle istanze per mezzo telematico;

3) dall’emanazione dei bandi, sarà fissato un termine non inferiore a 90 giorni per la preparazione e l’invio delle istanze;

4) tenuto conto dei tempi a disposizione (o comunque della possibilità di una riapertura dei termini), è allo studio l’ipotesi di rientro tra le ZFU calabresi della Città capoluogo di Catanzaro, presumibilmente secondo la procedura “d’iniziativa regionale” consentita dall’art. 37 del D.L. n. 179/2012 e/o secondo l’esempio pugliese;

5) nuovi scenari, per quanto concerne le risorse eventuali delle Regioni e appunto alla luce del caso-Puglia, potrebbero a breve aprirsi grazie all’ulteriore “ultimissimo” (“ultimo” era il precedente) aggiornamento del Piano di Azione Coesione (riprogrammazione fondi strutturali 2007-2013);

6) il riparto delle coperture alle esenzioni (secondo i criteri recati in delibera Cipe n. 14/2009), comunicato dal M.I.S.E. alla Regione Calabria nello scorso mese di luglio, prevede risorse per singola ZFU da un minimo di euro 6,5 milioni circa (per Vibo Valentia e Corigliano) a un massimo di oltre 10 milioni di euro per Crotone.

Ma il decisivo contributo tecnico dell’Anci (Francesco Monaco, responsabile Area Mezzogiorno) e del Ministero dello Sviluppo Economico (Nicola Buonfiglio, Invitalia – M.I.S.E.) ha offerto ai Comuni l’imperdibile occasione per una pressante richiesta di informazioni e notizie, soprattutto per quanto concerne il ruolo, in questo frangente, degli enti locali.

Le risposte, più che esaustive, fermo restando che le perimetrazioni delle ZFU (per zona censuaria) sono e restano quelle proposte (dai Comuni) e ammesse tra il 2008 e il 2009, hanno posto in luce l’importanza fondamentale degli enti locali tanto in fase di informazione e divulgazione presso gli attori, quanto in fase di guida della misura agevolativa nella direzioni dalle stesse amministrazioni tracciate, in termini di sviluppo e vocazione delle aree individuate.

“Sì, ma come?”.

L’incontro di Lamezia Terme pare e si spera possa essere il primo di una lunga serie, in collaborazione tra Anci e Regione Calabria, di iniziative di orientamento finalizzate a dare risposta veloce e concreta e seguito pratico ai dubbi posti.

La mia impressione sul punto, però, per quanto possa contare, è che i Comuni calabresi stiano in qualche modo sottovalutando il proprio stesso operato.

Se così non fosse, infatti, sarebbe di difficile comprensione la ragione per cui non si possa stabilire quantomeno un punto di partenza operativo nelle proposte di individuazione e perimetrazione di Zone Franche Urbane deliberate nel 2008!

E’ certamente vero che da allora molte cose possono essere cambiate (definitiva attuazione o fallimento di programmi e iniziative all’epoca in corso; nuovi problemi socio-economici; nuovi assetti demografici; avanzamento o arretramento dal punto di vista strutturale e infrastrutturale e così via), ma le delibere comunali del 2008 e le relazioni allegate, previo inevitabile aggiornamento, contengono già, quantomeno a livello di primo spunto, una risposta ai dubbi posti a Lamezia Terme.

E’ in quelle delibere, alcune delle quali straordinariamente argomentate e dettagliate, che i Comuni calabresi hanno descritto la vocazione del territorio indicato e hanno esplicitato intenzioni e ipotesi operative per favorirne la realizzazione, in considerazione delle specifiche esigenze e alla luce di programmi di spesa in corso; è lì che vengono individuate le strutture tecniche interdisciplinari competenti per l’orientamento alle imprese, per la gestione in loco della misura, per il censimento degli immobili disponibili e/o per il monitoraggio dei risultati; è lì che si propone il coinvolgimento e il coordinamento col mondo dell’impresa, del lavoro, del sociale; è lì che vengono già configurati staff tecnici e luoghi virtuali o reali di incontro tra domanda e offerta; è lì che si attribuiscono competenze, anche ai fini di una necessaria attività di marketing territoriale rivolta all’esterno, onde evitare che il tutto si traduca e si riduca a un fenomeno di trasferimento di sedi e uffici nell’ambito della stessa area urbana; è lì che si fa riferimento ad altri interventi che, sovrapponendosi alle esenzioni, possono e devono valorizzare gli automatismi fiscali per scopi sociali, per la lotta al degrado e all’esclusione sociale, come insegna il modello francese e come impone l’art. 1, comma 340, della L. n. 296/2006.

Ripartire da quelle proposte e da quelle motivazioni (già positivamente valutate da Regione, Ministero e Cipe), con l’essenziale supporto tecnico dell’Anci, può essere un primo passo, una prima risposta alla domanda “sì, ma come?”.

Il resto è solo, si fa per dire, reperire risorse.

(info e contatti: posta@studiolegaleiemma.it )

(partecipazione e aggiornamento: Zone Franche Urbane su Facebook )

Annunci

lamezia terme, novità dal seminario sulle zone franche urbane

15 ottobre 2013

Resoconto dal sito web istituzionale della Regione Calabria.

 

(info e contatti: posta@studiolegaleiemma.it )

(partecipazione e aggiornamento: Zone Franche Urbane su Facebook )

latte (non tutto) versato

30 luglio 2013

“Inutile piangere sul latte versato”.

E’ il primo pensiero che viene spontaneo quando oggi, nel 2013, a quasi 7 anni dalla prima norma di legge (L. n. 296/2006) sulle Zone Franche Urbane italiane, questa o quella amministrazione locale, questa o quella associazione di categoria, questa o quella forza politica, lamentano la “esclusione” di un territorio dalle ultime disposizioni normative e attuative in materia di finanziamento delle ZFU in Regioni Convergenza (art. 37 del D.L. n. 179/2012 e D.M. 10 aprile 2013).

Al di là dei casi delle ZFU del centro-nord, di quelle di Puglia e Basilicata e di alcune aspiranti ZFU della Sicilia (situazioni meritevoli ognuna di distinte considerazioni tecniche), è emerso ieri, tra gli altri, il caso di Catanzaro, capoluogo della Regione Calabria,

“Inutile piangere sul latte versato”.

Le procedure infatti erano e sono ben chiare sin dal 2008 (quando finalmente si attuò il dispositivo di legge del 2006, come modificato nel 2007).

All’epoca, spettava ai Comuni proporre l’individuazione e la perimetrazione sul proprio territorio di Zone Franche Urbane, con progetti da inoltrare alle Regioni (che delle proposte avrebbero, come hanno fatto, stilato una graduatoria, con indicazione di quelle prioritarie al Ministero dello Sviluppo Economico, tutto secondo i criteri e i passaggi procedurali fissati dal CIPE con la Delibera n. 5/2008 e dal DPS con la Circolare n. 14180/2008).

Il recente art. 37 del D.L. n. 179/2012 non fa altro che “rifinanziare” alcune (quelle in Regioni Convergenza) delle ZFU in origine in graduatoria, anche di quelle allora non ammesse alla copertura delle agevolazioni in Delibera CIPE n. 14/2009.

E’ evidente quindi che, nel 2013, lamentare la mancata individuazione (peraltro imputandola a enti cui non spettava l’individuazione ma, al limite, la successiva selezione) di una ZFU su un territorio per il quale nel 2008 lo stesso Comune interessato non ha formulato alcuna proposta, equivale appunto, tecnicamente (tralasciando cioè ogni considerazione politica che non trova spazio in questo blog), a “piangere sul latte versato”: nel 2008, in Calabria, avanzarono proposte i Comuni di Reggio Calabria, Vibo Valentia, Cosenza, Crotone, Lamezia Terme, Rossano e Corigliano (ZFU oggi “rifinanziate” e, si spera, attivate o riattivate).

Ma è davvero ormai tutto versato?

L’art. 37 del D.L. n. 179/2012, in effetti, prevede anche il finanziamento di agevolazioni in ZFU “ulteriori” rispetto a quelle oggetto di valutazione nel 2009, “rinvenienti da altra procedura di cui all’art. 1, comma 342, della medesima legge n. 296 del 2006 da definire entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”.

I “novanta giorni” dall’entrata in vigore della L. n. 221/2012 sono oggi ampiamente trascorsi senza che sia stata avviata alcuna procedura ex art. 1, comma 342, della L. n. 296/2006, ma non è assurdo nè impossibile ipotizzare un giorno, su questa base normativa, proroga più proroga meno, una riapertura di termini…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: