Archive for the 'zone franche' Category

si definiscono le zone franche urbane, ma la calabria è distratta?

25 luglio 2013

si definiscono le zone franche urbane, ma la calabria è distratta?

zfu, pubblicato il decreto

12 luglio 2013

 

Il D.M. 10 aprile 2013 è in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 161 11.07.2013).

riferimenti

11 luglio 2013

Dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica

Zone franche urbane – Agevolazioni fiscali e contributive in favore di micro e piccole imprese

Zfu di L’Aquila – Imprese ammesse alle agevolazioni, elenco provvisorio

reggio ed altri territori calabresi tra le zone franche urbane. Può essere la svolta.

8 luglio 2013

Reggio ed altri territori calabresi tra le zone franche urbane. Può essere la svolta.

In corso di pubblicazione il D.M. 10 aprile 2013.

ricominciamo

9 febbraio 2011

Possibili contenuti del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (quello del Ministero del Lavoro c’è già, anche se nessuno lo cita mai) e modalità di accesso alle esenzioni.

Risorse a copertura delle esenzioni (non ci sono 100 milioni ma, sulla carta, 50 per il 2008 e meno di 50 per il 2009; e per il resto? Cosa dicono gli stati di previsione del Ministero? Quali gli effetti della rimodulazione dei Fas operata dal Cipe? Perchè l’emendamento 2.5003 al Ddl n. 2518 e la statuizione sugli oneri derivanti dall’attuazione? Quale la sorte delle risorse e delle Zfu “estese” ex L. n. 99/2009?).

Investimenti pubblici e privati già effettuati (problema sottovalutato).

Politiche urbane e sociali.

Ipotetico avvio delle esenzioni (con effetto da quando, sottinteso che si parla di norme del 2006-2007, con effetto sulla carta a partire da 2008 e 2009, per aree selezionate su dati ancora precedenti e ancora inattuate nel 2011?).

Effetti della coincidenza con le Zbz.

Effetti del federalismo fiscale.

Quando si ricomincia a parlarne?

( rocco.iemma@tin.it )

Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook.

zfu day

13 dicembre 2010

Interessante iniziativa che parte da Mondragone, progetto “Zfu itinerate”. Link utili: http://www.zfuday.it/ ; http://zonafrancamondragone.myblog.it/ .

l’aquila, individuata e perimetrata la zfu

17 novembre 2010

E’ stata pubblicata in G.U. n. 268 del 16 novembre 2010 la Deliberazione del Cipe n. 39 del 13 maggio 2010, recante “Individuazione e perimetrazione della zona franca urbana del Comune de l’Aquila e assegnazione delle risorse (Legge n. 77/2009)”.

La Zfu corrisponde all’intero territorio comunale aquilano e la sua attivazione è subordinata all’autorizzazione comunitaria.

Esplicito il richiamo alla L. n. 296/2006 come modificata dalla L. n. 244/2007, quindi alla necessità di decreti ministeriali attuativi e di indicazione delle modalità attuative che, secondo quanto riferito dal Commissario e Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, “verosimilmente” si concluderà entro la prossima settimana.

( rocco.iemma@tin.it )

Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook.

le zfu della sicilia

15 novembre 2010

La Giunta Regionale della Sicilia ha individuato 5 nuove Zfu, collocate, secondo quanto proposto dai Comuni interessati, nei territori di Palermo (Brancaccio Costa Sud e Fiera Costa Nord), Bagheria, Vittoria e Enna.

L’istituzione di Zfu “regionali” è prevista dall’art. 67 della L.R. n. 11/2010 (Legge Finanziaria 2010), secondo il quale la Regione provvede al rimborso di imposte sui redditi, Irap, Ici e contributi previdenziali, connessi alle attività svolte nelle suddette aree, con priorità per le nuove imprese.

Destinatarie di un finanziamento regionale integrativo (rispetto a quello a carico di “fondi statali”) sono anche le 3 Zfu già selezionate ai sensi della Legge Finanziaria nazionale per il 2007 (individuate a Catania, Gela e Erice).

( rocco.iemma@tin.it )

Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook.

zone franche rurali, zone franche montane: perchè no?

13 luglio 2010

E’ il titolo di una pubblicazione curata dal Sindaco di Bardi (PR) e Consigliere Provinciale di Parma Giuseppe Conti, al quale va il ringraziamento dell’autore di questo blog e dello stesso breve scritto.

Qui la copertina.

rocco.iemma@tin.it

zfu, work in progress

9 giugno 2010

Contatti:

Cell. 3343558958
E-mail rocco.iemma@tin.it

  • STUDIOIEMMA.COM
  • STUDIOLEGALEIEMMA.IT
  •  

    Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook

    zfu e zone a burocrazia zero nella manovra correttiva: la coincidenza

    1 giugno 2010

    E’ stato pubblicato in G.U. n. 125 S.O. n. 114 del 31 maggio 2010 il D.L. n. 78 del 31 maggio 2010, recante “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”.

    All’art. 43, la coincidenza.

    Per un commento a lavori in corso: “Le Zone Franche Urbane e la manovra finanziaria”, pubblicato da Strill.it il 28 maggio 2010.

    ( rocco.iemma@tin.it )

    Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook.

    mortal sospiro?

    27 maggio 2010

    Da Il Sole 24 Ore del 27 maggio 2010:

    Si parte dal Sud anche per le zone sburocratizzate, dove per le nuove iniziative produttive tutti i procedimenti amministrativi avviati su istanza di parte (fatta eccezione per quelli di naturatributaria) sono adottati esclusivamente dal prefetto o da un commissario di governo. Silenzio assenso dopo 30 giorni. La nuova misura di fatto cancella le zone franche urbane su cui aveva forte- mente puntato l`ex ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. La manovra stabilisce infatti che, al Sud, le risorse previste per le zone franche urbane saranno dirottate dai sindaci verso contributi per le nuove iniziative produttive avviate nelle zone a burocrazia zero. Lo stesso vale perla zona franca “speciale” prevista all`Aquila.

    ( rocco.iemma@tin.it )

    Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook.

    aridànghete

    25 maggio 2010

    Da Italia Oggi del 25.05.2010, pagina 22, in merito alla manovra correttiva che sta per essere varata dal Governo: “Inoltre, i soldi appositamente destinati alle zone franche urbane del Sud e alla zona dell’Aquila, potranno essere utilizzati dai sindaci per la concessione di contributi diretti a sostenere le nuove attività produttive sul territorio”.

    ( rocco.iemma@tin.it )

    Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook.

    zone franche urbane, è la volta buona?

    20 maggio 2010

    Buone notizie dal ForumPA, che sia la volta buona? Dal sito dell’Anci:

    Zone franche urbane – Fanelli: “Iniziativa congiunta per chiedere che le regole diventino uno strumento reale”

    La delegata alle politiche Ue: “Il convegno che l’Anci ha organizzato oggi è stato il primo confronto di livello sul futuro delle politiche di coesione”

    [20-05-2010]

    Un’iniziativa congiunta con i Comuni ed i soggetti del partenariato locale per chiedere con forza che le nuove regole sulle zone franche urbane, ormai scritte dal governo e condivise dall’Anci, diventino uno strumento reale. E’ quanto annuncia Micaela Fanelli, responsabile Politiche Comunitarie Anci, al termine del convegno sulla dimensione territoriale delle politiche di coesione. “Apprendiamo oggi da  Aldo Mancurti, Capo Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica del Ministero dello Sviluppo Economico, che il decreto di attuazione sulle zone franche è in fase di firma”. “Visto che è parecchi mesi che siamo in stand by con questa firma, che ha ormai un inchiostro piuttosto raggrumato, accogliamo l’invito che ci viene rivolto di essere più presenti”, osserva Fanelli. Per questo “faremo un rilancio in sede politica locale attraverso i Comuni ed i soggetti del partenariato locale che hanno rinnovato il loro interesse per questo strumento”, ribadisce.

    La stessa delegata alle politiche comunitarie torna sul convegno odierno organizzato dall’Anci al Forum Pa, “il primo confronto di livello organizzato sul futuro delle politiche di coesione”. “Sono soddisfatta di questa iniziativa che ha registrato, anche se nella diversità di vedute, una sostanziale convergenza sulla necessità di rivedere la filosofia di queste politiche, pur mantenendone invariate la finalità di riequilibrio territoriale”, sottolinea. Questo risultato rafforza sicuramente la posizione che l’Italia dovrà sostenere nel negoziato per la revisione di medio termine della programmazione 2007-2013 e l’avvio del negoziato per la futura Strategia 2020“, conclude. (gp)

    ( rocco.iemma@tin.it )

    Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook.

    zona franca urbana a l’aquila, il cipe approva

    13 maggio 2010

    Nel corso della seduta del 13 maggio 2010, il Cipe ha approvato la perimetrazione e la delimitazione della Zona Franca Urbana all’interno del Comune de L’Aquila, come da deliberazione del Consiglio Regionale dell’Abruzzo del 22 settembre 2009 (qui il resoconto integrale ufficiale; qui il verbale), assegnando 45 milioni di euro.

    Fonte normativa è l’art. 10, comma 1 bis, della L. n. 77/2009, pubblicata in G.U. n. 147 del 27 giugno 2009, di conversione del D.L. n. 39/2009, c.d. “decreto Abruzzo”, secondo cui: “Il CIPE, su proposta del Ministro dello sviluppo economico e sentita la regione Abruzzo, provvede all’individuazione ed alla perimetrazione, nell’ambito dei territori comunali della provincia di L’Aquila e di quelli di cui all’articolo 1 del presente decreto, di zone franche urbane ai sensi dell’articolo 1, commi da 340 a 343, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, sulla base di parametri fisici e socio-economici rappresentativi dei fenomeni di degrado urbano e sociale e degli effetti provocati dal sisma sul tessuto economico e produttivo, in deroga al requisito demografico ivi previsto. Alle aree, così individuate, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 340 a 343, della predetta legge n. 296 del 2006. Ai fini di cui al presente comma, il termine del 1o gennaio 2008 stabilito dai commi 341 e 341-bis dell’articolo 1 della predetta legge n. 296 del 2006 si intende sostituito dal termine del 6 aprile 2009 e l’espressione “a decorrere dall’anno 2008″ di cui alla lettera c) del citato comma 341 si intende sostituita dall’espressione “a decorrere dall’anno 2009″. Per il finanziamento delle zone franche urbane individuate ai sensi del presente comma, e per il periodo di vigenza degli incentivi previsto ai sensi del presente comma, è istituito un apposito Fondo nello stato di previsione della spesa del Ministero dell’economia e delle finanze, con una dotazione di 45 milioni di euro, che costituisce tetto di spesa massima, a valere sulle risorse di cui all’articolo 14, comma 1, compatibilmente con gli utilizzi del presente decreto”.

    Per alcuni commenti in corso d’opera apparsi su questo blog, consultare: https://roccoiemma.wordpress.com/?s=aquila .

    rocco.iemma@tin.it )

    Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook

    ecco la zona franca di gioia tauro

    11 aprile 2010

    Autorizzata dall’Agenzia delle Dogane il 1° agosto 2003, la Zona Franca di Gioia Tauro, zona franca doganale “non interclusa” ai sensi dell’art.168 bis del Codice Doganale Comunitario approvato con Reg. CEE n.2913/92, modificato dal Reg. CEE n.2700/2000, è finalmente nella lista delle zone franche notificate dagli Stati Membri alla Commissione Europea.

    Qui l’elenco: http://ec.europa.eu/taxation_customs/resources/documents/customs/procedural_aspects/imports/free_zones/list_freezones.pdf .

    Altra fonte: http://www.confindustriavv.it/generale/il-porto-di-gioia-tauro-zona-franca.html .

    ( rocco.iemma@tin.it )

    Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook.

    zone franche urbane, che fatica

    6 aprile 2010

    Zone Franche Urbane, tabella di marcia:

    1) Cipe: delibera ai sensi dell’art. 1 comma 342 della L. n. 296/2006, come sostituito dall’art. 2 comma 563 della L. n. 244/2007 (fatto, delibera n. 5 del 30 gennaio 2008, pubblicata il 6 giugno 2008);

    2) Ministero dello Sviluppo Economico: definizione delle procedure di presentazione delle proposte da parte delle amministrazioni coinvolte, ai sensi del paragrafo 2 della delibera n 5/2008 del Cipe (fatto, circolare del Dps-Mise n. 1418 del 26 giugno 2008);

    3) Comuni interessati: presentazione delle proposte alle Regioni, ai sensi della delibera n. 5/2008 del Cipe (fatto entro il 21 luglio 2008);

    4) Ministero dello Sviluppo Economico e Dipartimento per le Politiche di Sviluppo in collaborazione con le Regioni: entro 60 giorni dalla pubblicazione della delibera del Cipe, individuazione delle Zfu da proporre al Cipe per l’ammissione a finanziamento, ai sensi del paragrafo 2 della delibera n 5/2008 del Cipe (fatto, le Regioni hanno ammesso e inoltrato entro il 5 agosto 2008 le proposte al Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per le politiche di sviluppo; un Gruppo Tecnico interno ha elaborato una Relazione sulla proposta di individuazione delle Zone Franche Urbane da trasmettere al Cipe, Relazione datata 30 settembre 2008);

    5) Ministero dell’Economia e delle Finanze: decreto su limiti, modalità e condizioni delle esenzioni fiscali in Zona Franca Urbana, ai sensi dell’art. 1 comma 341 quater della L. n. 296/2006, introdotto dall’art. 2 comma 562 della L. n. 244/2007, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della disposizione (da fare);

    6) Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale: decreto su limiti di massimale di retribuzione entro cui applicare l’esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente previsto dall’art. 1 comma 341 lett. d) della L. n. 296/2006, come sostituito dall’art. 2 comma 562 della L. n. 244/2007, ai sensi dello stesso (fatto, G.U. n. 302 del 30/12/2009);

    7) Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le politiche di sviluppo – Nucleo di valutazione e verifica: proposta tecnica per il sistema di monitoraggio e la valutazione del dispositivo, secondo quanto previsto dal Gruppo Tecnico istituito presso il Mise-Dps al par. 12 della Relazione sulla proposta di individuazione delle Zone Franche Urbane del 30 settembre 2008, tutto ai fini dell’attuazione dell’art. 1, comma 343, della L. n. 296/2006 (da fare, importante, inizialmente previsto entro il 2008, poi entro il primo trimestre 2009 secondo la proposta del Ministero dello Sviluppo Economico del 9 dicembre 2008, approvata dal Cipe in data 8 maggio 2009…);

    8) Cipe: delibera recante individuazione e perimetrazione delle Zone Franche Urbane e allocazione delle risorse, ai sensi dell’art. 1 comma 342 della L. n. 296/2006, come sostituito dall’art. 2 comma 563 della L. n. 244/2007, e della delibera n. 5/2008 dello stesso Cipe (fatto, 8 maggio 2009, su proposta del Ministero dello Sviluppo Economico, deliberazione n. 14/2009 pubblicata in G.U. n. 159 del 11 luglio 2009);

    9) Commissione Europea: autorizzazione delle misure e del dispositivo ex art. 88 par. 3 del Trattato istitutivo della Comunità Europea, ai sensi dell’art. 1 comma 342 della L. n. 296/2006, come sostituito dall’art. 2 comma 563 della L. n. 244/2007 (autorizzazione richiesta in data 11 giugno 2009, aiuto di stato N346/2009, concessa il 28 ottobre 2009);

    10) Comuni e Ministero dello Sviluppo Economico: Contratti di Zona Franca Urbana (impegni sottoscritti a Roma il 28 ottobre 2009).

    ( rocco.iemma@tin.it )

    Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook.

    zone franche urbane, ultime novità

    9 marzo 2010

    Pubblicata in G.U. n. 48 del 27 febbraio 2010, S.O. n. 39, la L. n. 25/2010 di conversione con modifiche del decreto-legge “milleproroghe”, n. 194/2009.

    In seguito alle modifiche al testo originario del d.l.: ritorno alle esenzioni; 50 milioni per il 2008 e 50 milioni per il 2009 tetto di spesa (art. 9, comma 4).

    Per contatti, iniziative, aggiornamenti, scambi di idee e altro:

    rocco.iemma@tin.it

    Zone Franche Urbane su Facebook

    zone franche urbane, appuntamento a matera

    18 febbraio 2010

    “Work in Progress ZFU, dal Decreto Milleproroghe alle proposte Anci”, Matera, 24 febbraio 2010.

    Scaricare e consultare il programma (cliccare su “download”).

    ( rocco.iemma@tin.it )

    Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook

    zone franche urbane, si torna alle esenzioni

    9 febbraio 2010

    Approvati quasi all’unanimità in Commissione Affari Costituzionali, sede referente per la conversione in legge del decreto “milleproroghe”, tutti gli emendamenti che sopprimomo il comma 4; non approvato invece il 9.600 del Relatore (che recepiva -in verità male nonostante certo entusiasmo- le proposte dell’Anci). Al momento, tutto tornerebbe come prima, ovvero alle esenzioni. Il testo passa ora all’Assemblea del Senato.

    18 febbraio 2010: il Governo ha posto la questione di fiducia su un maxiemendamento che prevedeva la sostituzione del comma 4 (ritorno alle esenzioni e previsione tetto di spesa per il fondo di cui al comma 340 delle norme istitutive). L’Assemblea del Senato ha votato favorevolmente, il testo sarà alla Camera dei Deputati  per la conversione definitiva tra il 22 e il 26 febbraio.

    rocco.iemma@tin.it

    Zone Franche Urbane su Facebook

    e non è un piccolo particolare

    29 gennaio 2010

    Ancora a proposito del “milleproroghe”, dopo giorni di dibattito, tavoli e trattative, l’Anci esprime soddisfazione per il recepimento delle proprie proposte in un emendamento all’art. 9, comma 4, del Relatore Lucio Malan.

    Quello che segue è il testo dell’emendamento 9.600 presentato dal Relatore in Commissione Affari Costituzionali del Senato il 28 gennaio 2010.

    9.600

    IL RELATORE

    Dopo il comma 4, aggiungere il seguente:

    «4-bis. Il comma 341-quater dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è sostituito dal seguente:

    “341-quater. Con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, sentito il Ministro dello Sviluppo economico, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, saranno determinate, previa intesa con la Conferenza Unificata ai sensi dell’articolo 9 del Decreto Legislativo 28 agosto 1997, n. 281 ed in considerazione delle disponibilità finanziarie, le condizioni e le modalità di applicazione delle esenzioni fiscali, individuando specifici limiti temporali e di tipologie di beneficiari.”».

    Dopo il comma 4. E non è un piccolo particolare.

    rocco.iemma@tin.it

    Zone Franche Urbane su Facebook

    il calendario

    29 gennaio 2010

    Aggiornato al 9 febbraio 2010.

    Calendario dei lavori parlamentari per l’approvazione del disegno di legge S. 1955 (C. 3085), di conversione del decreto legge n. 194/2009, c.d. “milleproroghe”, che contiene disposizioni in materia di Zone Franche Urbane all’art. 9, comma 4 (il commento), soppresso dalla Commissione Affari Costituzionali nella seduta del 8 febbraio 2010.

    9, 10, 11 e 12 febbraio 2010, Assemblea del Senato: discussione e votazione;

    28 febbraio 2010: scadenza dei termini per la conversione in legge.

    rocco.iemma@tin.it

    Zone Franche Urbane su Facebook

    zone franche urbane e milleproroghe, work in progress

    28 gennaio 2010

    Per informazioni, contatti, iniziative, aggiornamenti, scambi di idee e altro:

    rocco.iemma@tin.it

    Zone Franche Urbane su Facebook

    zfu, prime notizie dalla commissione affari costituzionali del senato

    19 gennaio 2010

    Tratto da un lancio Apcom:

    Milleproroghe/ Impegno governo a valutare problema Zone franche

    Termine emendamenti lunedì, da martedì al via voto

    Roma, 19 gen. (Apcom) – Il governo si è impegnato ad esaminare il problema delle Zone franche urbane scaturito da una norma del decreto Milleproroghe che fa marcia indietro sulle agevolazioni fiscali. Misura su cui i Comuni e l’opposizione hanno annunciato battaglia. Lo ha riferito il sottosegretario all’Economia, Alberto Giorgetti, al termine della seduta della commissione Affari Costituzionali che ha fissato per lunedì prossimo alle 13 il termine per gli emendamenti. Da martedì, invece, ha detto il relatore Lucio Malan (Pdl) si dovrebbe entrare nel vivo dell’esame del decreto con le votazioni.

    Dal governo al momento, ha chiarito Giorgetti, non sono attese grosse novità, ma soltanto “qualche piccola correzione”. Tuttavia, il sottosegretario ha precisato: “Al momento il testo resta questo, ma se ci sono problemi particolari siamo disponibili a valutarli. Non siamo chiusi a modifiche e correzioni”. Intanto, per domani pomeriggio è previsto al Tesoro un tavolo sul ‘nodo’ Zone franche fra rappresentanti del ministero dell’Economia, dello Sviluppo economico, dell’Anci e dell’Agenzia delle Entrate.

    […]

    Sulle Zone franche urbane, lo stesso relatore ha chiarito che “il governo ha acconsentito alla richiesta della commissione” di avere maggiori spiegazioni sulla norma introdotta nel decreto. Malan ha inoltre annunciato che presenterà anche alcuni emendamenti “per fare chiarezza” all’interno del testo stesso del decreto. “Sulla metà delle 70 norme contenute – ha detto – non c’è scritto di che proroga si tratta”*.

    *Per esempio all’art. 9, comma 4, che stabilisce un termine per la presentazione delle istanze da parte delle imprese, mai precedentemente previsto da disposizioni legislative.

    ( rocco.iemma@tin.it )

    Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook.

    la dichiarazione del ministro tremonti. una prece.

    15 gennaio 2010

    Agenzia Asca:

    15-01-10

    FISCO: TREMONTI A BASSOLINO, ILLUSORI BONUS ZONE FRANCHE SENZA COPERTURA

    (ASCA) – Roma, 15 gen – Gli sconti fiscali previsti nella disciplina originaria delle zone franche urbane non hanno adeguata copertura e quindi seguono una logica ”Illusoria e non responsabile”. E’ quanto scrive il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in una lettera al presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. A sua volta, il governatore nei giorni acorsi aveva inviato una lettera a Tremonti lamentando la restrizione delle agevolazioni fiscali per le zone franche urbane contenuta nel decreto milleproroghe.

    ”La norma citata nella Sua lettera e’ una norma di incentivo fiscale. Come tale, per principio generale e costituzionale, e’ una norma che richiede una copertura di bilancio” dice Tremonti aggiungendo che la legge istitutiva ”voluta e votata dal Governo Prodi” (nella finanziaria per il 2007) prevedeva come copertura circa 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009.

    Secondo Tremonti ”la legge era (ed e’) scritta in una logica perversa, del tipo: il beneficio si applica automaticamente, ovunque in Italia (nord, centro, sud, isole), a prescindere dalla sua effettiva consistenza; se questa supera la copertura di legge formalmente iscritta in bilancio, cosi’ creando deficit, questo e’ un problema futuro della collettivita’ e non dei governanti ‘pro-tempore”’.

    Si tratta, scrive ancora il ministro, di ”una logica illusoria e non responsabile. Tanto piu’ se la differenza tra copertura in bilancio ed intensita’ del beneficio e’ forte e prevedibile gia’ ex ante. Se chi ha fatto la legge fosse stato piu’ convinto e/o davvero convinto della sua utilita’, avrebbe allora potuto e dovuto, responsabilmente e coerentemente, prevedere una diversa e maggiore copertura.

    Quello che ora si cerca di fare e’ conservare comunque la norma, pur se nei limiti imposti dalla copertura prevista dai suoi ideatori”.

    red-lsa/mcc/bra

    Una prece.

    ( rocco.iemma@tin.it )

    Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook.

    alla luce del sole

    15 gennaio 2010

    Tratto da Il Sole 24 Ore del 15 gennaio 2010, “Proteste dei sindaci: così le zone franche restano al palo” a firma di Carmine Fotina:

    La desfiscalizzazione di cui avrebbero beneficiato piccole e microimprese pronte a insediarsi nelle aree indicate sparisce, lasciando posto a quello che, abbandonato il concetto di zona franca, di fatto è un nuovo incentivo che si aggiunge a quelli che affollano le politiche per il Sud.

    ( rocco.iemma@tin.it )

    Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook.

    zfu, i possibili effetti del milleproroghe

    13 gennaio 2010

    Creative Commons License
    Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

    Le modifiche alla normativa sulle Zone Franche Urbane introdotte dal D.L. n. 194/2009, in vigore dal 30 dicembre scorso, hanno disorientato non poco imprenditori, professionisti e amministratori, fino a ieri del tutto ignari, norme alla mano, dell’esistenza di un finanziamento da erogare da parte dei Comuni e di un termine per la presentazione di istanze.

    Eppure l’art. 9, comma 4, del decreto “milleproroghe” si pone lo scopo dichiarato di “consentire” ai Comuni l’erogazione del “contributo di cui” al comma 341 dell’art. 1 della L. n. 296/2006.

    Le disposizioni originarie prevedevano in realtà non un contributo ma semplicemente, per interpretazione diffusa e costante negli ultimi anni, la copertura finanziaria delle esenzioni fiscali e contributive, oggi soppresse, e nessuna previsione legislativa aveva contemplato istanze né stabilito un termine a decorrere dal quale le piccole e le micro imprese potessero fare domanda per l’accesso alle agevolazioni, determinazioni che spettavano a un decreto del Ministero delle Finanze mai pubblicato.

    Non si comprende quindi, tra l’altro, quali siano i presupposti della decretazione d’urgenza, né quale fosse il termine previsto da disposizioni legislative da prorogare con decreto, appunto, “milleproroghe”; non è un caso se in Commissione Affari Costituzionali del Senato, sede referente, sia stata proposta eccezione di costituzionalità e di non omogeneità con l’oggetto del provvedimento.

    Soppresse le esenzioni, i Comuni dovrebbero pertanto erogare una somma parametrata all’Ici e ai contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente dovuti, su istanza presentata dalle imprese a decorrere dal 1° marzo 2010 e previa conferenza di servizi e acquisizione di informazioni dagli enti previdenziali.

    E’ lecito chiedersi se si tratti davvero di semplificazione e accelerazione, come afferma la relazione tecnica che accompagna il disegno di legge S.1955, di conversione del decreto “milleproroghe”.

    Prima della modifica, l’autorizzazione comunitaria era stata concessa, il decreto del Ministero del Lavoro era stato firmato, la stessa Agenzia delle Entrate aveva pubblicato la prima bozza di modello Irap 2010 con “quota esente” per le Zfu, molti Comuni avevano provveduto allo studio di varianti ai propri piani regolatori e molti impenditori avevano già operato scelte strategiche sulla base di norme in vigore ormai da tempo: mancava solo il decreto del Ministero delle Finanze che, secondo gli stessi annunci del Ministro Scajola, era di imminente pubblicazione e improntato all’automatismo, con istanze da inoltrarsi per via telematica e esenzioni da applicare in dichiarazione.

    Oggi, invece, sarebbe probabilmente necessaria una nuova notifica alla Commissione Europea, iter dai tempi e dagli esiti incerti se è vero che proprio l’automatismo delle esenzioni era stato positivamente apprezzato e considerato decisivo; sarebbe opportuno attendere provvedimenti attuativi o quantomeno esplicativi per l’uniformazione delle procedure tra i Comuni e per definire alcuni dettagli tecnici, ad esempio su cosa si intenda per contributo “parametrato”; a tutto questo si aggiunga che gli stessi Comuni, di certo mediamente meno informatizzati dell’Amministrazione Finanziaria centrale, potrebbero dover organizzare risorse, competenze e strutture ad hoc, procedere a determine e delibere, bandi per le richieste, magari cartacee, di assegnazione del contributo, conferenza di servizi, valutazioni e graduatorie, con implicazioni e rischi prevedibili.

    Il problema della discrezionalità, dei tempi e dei costi è però del tutto secondario e, anzi, trascurabile dinanzi alla prospettiva dell’avvio di una misura depotenziata, distante dal modello francese e comunitario tanto nella forma quanto nello spirito e negli effetti desiderati, lontana dal concetto stesso di “zona franca”.

    Infatti, il contributo “parametrato” erogato dai Comuni in riferimento agli anni 2008 e 2009, oltre che un déja vu con risultati almeno discutibili nel panorama nazionale e meridionale, rischia di rivelarsi sin d’ora un incentivo quantitativamente e qualitativamente ridimensionato rispetto alle esenzioni fiscali e contributive fino a quattordici anni, che rappresenterebbero invece una novità interessante e attraente, primo esempio di fiscalità di vantaggio su base territoriale in Italia; tutto ciò, fermi restando i dubbi espressi da più parti sul trattamento fiscale di queste erogazioni, che possono formare per ironia della sorte nuova base imponibile.

    Qualche perplessità emerge poi sull’ammontare dell’erogazione per soggetto istante a fronte di un’allocazione delle risorse per Comune rimasta invariata come da delibera Cipe: da un lato il timore è quello di una distribuzione dei fondi così ampia e per piccole quote da risultare nel tempo poco ambita soprattutto per le imprese che dovrebbero trasferirsi dall’esterno; dall’altro e di conseguenza vi è il rischio che a beneficiare del contributo siano solo imprese già esistenti in Zfu e, tra queste, le maggiori e più solide, capaci di sostenere costi in attesa di un finanziamento non particolarmente rilevante, nè incentivante in prospettiva, non predeterminato e erogato con margini di discrezionalità.

    Se così fosse, lo spirito delle Zfu, che è quello di favorire la ripresa socio-economica di aree urbane disagiate attraverso la creazione di nuova impresa e di nuova occupazione, sarebbe tradito.

    E soprattutto, se è ammessa una provocazione, nessuno scandalo susciterebbe a questo punto la proposta di cambiare denominazione all’istituto: senza vantaggi fiscali e esenzioni, infatti, sarebbe improprio continuare a parlare non solo di fiscalità di vantaggio, ma anche di “zone franche”, che sono tali sotto il profilo fiscale in quanto libere, all’interno della perimetrazione che a ciò è funzionale, dall’applicazione delle norme impositive ordinariamente applicate nel territorio circostante.

    Mentre si moltiplicano le iniziative di tecnici, rappresentanti delle categorie e amministratori, le residue speranze di evitare la fine delle Zfu sono ora riposte nel Parlamento, che ha già iniziato a discutere la conversione in legge del decreto “milleproroghe”.

    ( rocco.iemma@tin.it )

    Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook.

    zone franche urbane, prime notizie dai sindaci

    13 gennaio 2010

    Prime notizie e primi resoconti sulla riunione dei 23 Sindaci dei Comuni sui cui territori sono state individuate le 22 Zone Franche Urbane, tenutasi questa mattina presso la sede Anci di Roma.

    Tratto da www.ilgiornalenuovo.it:

    Il Sindaco del Comune di Sora Cesidio Casinelli rende noto che all’incontro tenutosi oggi a Roma, presso la sede dell’Anci, sono intervenuti i rappresentanti di 14 dei 23 Comuni ammessi al riconoscimento delle Zone Franche Urbane nonché il Direttore Generale del Ministero per lo Sviluppo Economico.

    Nel corso dell’incontro è emersa la comune volontà di chiedere l’abrogazione dell’art.9 comma 4 del Decreto-Legge 194/2009 e il ripristino di quanto originariamente previsto dalla finanziaria per l’anno 2007 – Legge 296/06.
    Il Coordinamento dei Sindaci ha, inoltre, richiesto un urgente incontro con il Ministro Scajola e con il Presidente della Commissione Finanza del Senato, dove è attualmente in discussione il decreto “mille proroghe”, per rappresentare le problematiche emerse dalla lettura delle modifiche proposte alla  normativa originaria che sono state ritenute assolutamente non condivisibili.

    Comunicato Stampa Comune di Sora

    Tratto da La Periferica:

    Il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli ha partecipato stamani a una riunione a Roma all’Anci promossa dai ventidue primi cittadini dei Comuni interessati ai benefici della Zona Franca Urbana alla luce del decreto legge cosiddetto “Milleproroghe” che ha modificato il sistema delle agevolazioni fiscali originariamente previsto.

    Raffaele Stancanelli, che è anche l’unico tra i sindaci a ricoprire l’incarico di parlamentare nazionale, ha illustrato agli altri colleghi amministratori il contenuto dell’emendamento che si appresta a presentare al Senato per modificare il comma 4 dell’articolo 9 del decreto, inziativa che è già al vaglio dell’Ufficio legislativo. “Insieme a me -ha detto Stancanelli- il gruppo dei sindaci condurrà una battaglia, che naturalmente non ha alcun colore politico, affinchè vengano avviate le ZFU secondo un sistema veramente utile ad avviare nuove inziative imprenditoriali nelle città interessate al provvedimento, per la gran parte nel sud, per garantire sviluppo e occupazione in queste zone. Catania, anche per essere la città che ha avuto il maggiore stanziamento, è particolarmente interessata a questo provvedimento perche riguarda l’area di Librino uno dei quartieri periferici su cui la nostra attenzione è massimae la nostra iniziativa, al di là dei profili di incostituzionalità che qualcuno ha rilevato nel regime previsto dal decreto, ha proprio come fine quello di rendere efficace questo sistema di incentivazione per le imprese ”. Per questo obiettivo Stancanelli ha fatto sapere di avere già chiesto un incontro urgente con il ministro Scajola e per quanto riguarda la discussione dell’emendamento al decreto legge, con il presidente della commissione parlamentare Affari Istituzionali Carlo Vizzini.

    ( rocco.iemma@tin.it )

    Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook.

    zone franche urbane, salvare il salvabile

    12 gennaio 2010

    Mentre dalla nuova bozza del Modello Irap 2010 scompare la colonna “quota esente Zone Franche Urbane”, inclusa nella precedente, si susseguono iniziative di amministratori, imprenditori, rappresentanti del mondo del lavoro e tecnici sulle modifiche introdotte dal “decreto milleproroghe”, che sopprimono le esenzioni e le agevolazioni fiscali e contributive e rischiano di fatto di eliminare le Zone Franche Urbane dal nostro ordinamento.

    L’obiettivo è evidentemente quello di salvare il salvabile, in sede di conversione in legge del D.L. n. 194/2009.

    Il 13 gennaio 2010 si terrà presso la sede romana dell’Anci un incontro che vedrà protagonisti i Sindaci dei 23 Comuni interessati, che nei giorni scorsi hanno espresso opinioni concordi, tecnicamente fondate e nel merito negative, sia pure con alcune eccezioni e non senza qualche imprecisione.

    Tra le più recenti, degne di nota sono le dichiarazioni del Governatore della Sicilia On.le Lombardo, dell’On.le Laratta, dell’On.le Bianco, del Sindaco di Iglesias Pierluigi Carta, dei Sindaci delle Zfu calabresi Prof. Filareto, Avv. Vallone e Prof. Speranza, che si citano ad esempio, tra tante altre, solo per l’importanza politica e istituzionale e per la puntualità delle argomentazioni tecniche, non per le posizioni di parte che in questo blog, come noto, non rilevano.

    Autorevole è l’intervento dell’Avv. Maurizio Villani, che invita a una riflessione più ampia sui rapporti tra Legislatore e contribuente, così come quelli della Dott.ssa Marilena Nasti, consigliere dell’Odcec di Napoli, e del Dott. Franz Cannizzo, di Confcommercio di Catania.

    Di “Zone Franche Urbane a dieta” ha parlato Roberto Lenzi, in un articolo su Italia Oggi Sette del 11 gennaio 2010, mentre Amedeo Sacrestano, in un articolo su Il Sole 24 Ore del 5 gennaio 2010, ha posto l’accento sulle  possibili conseguenze della modifica del regime ai fini dell’autorizzazione comunitaria.

    ( rocco.iemma@tin.it )

    Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook.

    la sai l’ultima?

    4 gennaio 2010

    E’ stato pubblicato in G.U. n. 302 del 30/12/2009 il Decreto del Ministero del Lavoro del 1° dicembre 2009, recante “Determinazione del massimale di retribuzione ai fini dell’esonero del versamento dei contributi previdenziali” in Zona Franca Urbana, demandando all’ente impositore la definizione delle ulteriori modalità attuative.

    Nello stesso giorno, stesso numero, la Gazzetta Ufficiale pubblicava il decreto legge “milleproroghe” che con l’art. 9, comma 4, proprio quell’esonero elimina e sostituisce con un contributo erogato dai Comuni.

    In altre parole, pubblicato un provvedimento attuativo di una disposizione legislativa dallo stesso giorno non più in vigore.

    Chi l’ha capita alzi la mano.

    ( rocco.iemma@tin.it )

    Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook.

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: