valzer

4 giugno 2014

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Non accadeva da tempo che si potesse commentare un intervento legislativo in materia di ZFU, con relativo valzer di emendamenti e testi.

Tra ieri sera e stamattina (4 giugno 2013), è giunta la notizia della proposta di rifinanziamento delle 45 ZFU già finanziate e finalmente attivate nel Mezzogiorno d’Italia ai sensi dell’art. 37 del D.L. n. 179/2012, nonchè di altre 10 non incluse in Regioni Convergenza ma già individuate e selezionate dal Cipe con la nota delibera n. 14/2009 (in attuazione dell’art. 1, commi 340 e seguenti, della L. n. 296/2006, Legge Finanziaria 2007), finora mai avviate.

All’emendamento 22.0.1, licenziato ieri pomeriggio dalle Commissioni riunite 5^ e 6^ del Senato in sede referente e di approvazione del disegno di legge n. 1465, di conversione del D.L. n. 66/2014 (c.d. “decreto Irpef”), si affianca quest’oggi, con l’inizio della trattazione in Assemblea, il 22.0.200 del Relatore.

Nulla di strano, se non all’ultimo comma del secondo testo: in questo caso, l’art. 22 bis proposto all’attenzione dei Senatori stabilisce che “Per l’attuazione degli interventi di cui al comma 1 i termini per la presentazione delle domande di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico del 10 aprile 2013 […] sono differiti al 31 luglio 2014. Sono fatte salve le restanti disposizioni ivi previste”.

Piccoli particolari: 1) il D.M. citato non prevede termini per la presentazione delle istanze, ma demanda la fissazione ad appositi bandi ministeriali (art. 14); 2) i termini stabiliti da 4 bandi, sui 5 già emanati ai sensi del D.M. 10 aprile 2013, si sono chiusi, con tanto di elenco ufficiale degli ammessi in 3 casi, di pubblicazione del codice tributo (ad oggi) in un solo caso e così via; 3) è imminente lo spirare dei termini anche per l’accesso alle agevolazioni nelle ZFU della Regione Puglia; 4) di qui a breve, noti i codici tributo, sarà già possibile per i beneficiari utilizzare l’agevolazione in riduzione in F24, dagli acconti di giugno prossimo.

Non sarebbe forse più chiaro, sebbene all’apparenza meno semplice, piuttosto che prorogare per legge termini già scaduti, stabilire che un nuovo D.M. ridefinisca l’ambito di applicazione (includendo le aree non Convergenza) e per il resto riproduca, richiami, modifichi o integri (come per la Puglia) il D.M. 10 aprile 2013, per poi procedere, secondo rodate procedure, a nuovi bandi ministeriali per la quantificazione delle coperture per singola ZFU e per la fissazione, caso per caso o una volta per tutte, dei termini di presentazione di nuove istanze (magari chiarendo anche la posizione dei beneficiari ammessi alle agevolazioni nelle ZFU già attivate e anch’esse rifinanziate)?

Tra i testi che circolano sul sito web del Senato della Repubblica, comunque, ecco quello invece definitivamente accolto dalle Commissioni che, opportunamente, si limita a richiamare il D.M. 10 aprile 2013:

22.0.1 (testo 2)

Le Commissioni riunite

Dopo l’articolo 22, aggiungere il seguente:

«Art. 22-bis.

(Risorse destinate alle Zone franche urbane)

        1. Per gli interventi in favore delle zone franche urbane di cui all’articolo 37, comma 1, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, come convertito dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, delle ulteriori Zone franche individuate dalla delibera CIPE n. 14 dell’8 maggio 2009, ricadenti nelle regioni non comprese nell’obiettivo Convergenza e della Zona franca del Comune di Lampedusa, istituita dall’articolo 23, comma 45, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, come convertito dalla legge 25 luglio 20 Il, n. 111, è autorizzata la spesa di 75 milioni di euro per il 2015 e di 100 milioni di euro per il 2016.

        2. Le risorse di cui al comma 1 sono ripartite tra le Zone franche urbane, al netto degli eventuali costi necessari per l’attuazione degli interventi, sulla base dei medesimi criteri di riparto utilizzati nell’ambito della delibera CIPE n. 14 dell’8 maggio 2009. L’autorizzazione di spesa di cui al comma 1 costituisce il limite annuale per la fruizione delle agevolazioni da parte delle imprese beneficiarie. Le regioni interessate possono destinare, a integrazione delle risorse di cui al comma 1, proprie risorse per il finanziamento delle agevolazioni di cui al presente articolo, anche rivenienti, per le Zone franche dell’obiettivo Convergenza da eventuali riprogrammazioni degli interventi del Piano di azione coesione.

        3. Per l’attuazione degli interventi di cui al comma 1 si applicano le disposizioni di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico del 10 aprile 2013, adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, e successive modificazioni ed integrazioni, recante le condizioni, i limiti, le modalità e i termini di decorrenza e durata delle agevolazioni concesse ai sensi dell’articolo 37 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.  179.

        4. Agli oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 si provvede mediante riduzione della quota nazionale del Fondo per lo sviluppo e la coesione, programmazione 2014-2020, di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, per 75 milioni di euro per il 2015 e 100 milioni per il 2016.»

Aggiornamento del 5 giugno:

L’Aula del Senato approva (anche il rifinanziamento delle ZFU, confluito in un unico “maxiemendamento sostitutivo” proposto dal Governo). Ora alla Camera.

Aggiornamento del 13 giugno:

Camera dei Deputati, Commissioni Finanze e Bilancio riunite in sede referente di conversione del D.L. 66/2014 (il progetto di legge di conversione prevede l’inserimento di un art. 22 bis per il rifinanziamento delle ZFU).

1) Il Comitato per la Legislazione ha espresso parere favorevole sull’art. 22 bis;

2) Il 10 giugno così si esprimo i relatori:

“L’articolo 22-bis, introdotto dal Senato, autorizza, al comma 1, la spesa di 75 milioni per il 2015 e di 100 milioni per il 2016 per gli interventi in favore delle zone franche urbane di Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, (di cui all’articolo 37, comma 1, del decreto-legge n.179 del 2012) delle ulteriori zone franche individuate dalla delibera CIPE n.14 del 2009 ricadenti nelle regioni non comprese nell’obiettivo Convergenza, nonché della zona franca del Comune di Lampedusa istituita dall’articolo 23, comma 45, del decreto-legge n.98 del 2011.
In merito ricorda che il citato articolo 37 del decreto-legge n.179 reca disposizioni per il finanziamento di talune agevolazioni in favore delle piccole e medie imprese localizzate nelle zone franche urbane (ZFU) ricadenti nelle regioni dell’Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia). Fa presente come si tratti delle ZFU ricadenti in tali regioni già individuate dal CIPE con la delibera n.14 del 2009 (Catania, Torre Annunziata, Napoli, Taranto, Gela, Mondragone, Andria, Crotone, Erice, Rossano, Lecce, Lamezia Terme), nonché quelle valutate ammissibili nella relazione istruttoria allegata alla stessa delibera e quelle ulteriori rivenienti da altra procedura di cui all’articolo 1, comma 342, della legge n.296 del 2006 (legge finanziaria 2007), la quale all’articolo 1, comma 340, ha previsto l’istituzione di zone franche urbane (ZFU) e ha costituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico un apposito Fondo per il finanziamento di programmi di intervento da realizzarsi nelle ZFU, definendo altresì le agevolazioni tributarie di cui possono beneficiare le ZFU (esenzioni IRES, IRAP, IMU, previdenziali).
In merito segnala come tale regime agevolativo sia stato esteso (ai sensi dell’articolo 37, comma 1-bis, del decreto-legge n.179) anche alle aree industriali delle medesime regioni per le quali è stata già avviata una procedura di riconversione industriale, purché siano state precedentemente utilizzate per la produzione di autovetture, nonché (ai sensi del comma 4-bis del medesimo articolo 37) ai comuni della provincia di Carbonia – Iglesias
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nell’ambito dei programmi di sviluppo e degli interventi compresi nell’Accordo di Programma «Piano Sulcis».
In forza del decreto del MISE del 10 aprile 2013 le ZFU delle 4 regioni dell’Obiettivo Convergenza interessano determinate sezioni censuarie dei seguenti comuni:
a) Campania: Aversa, Benevento, Casoria, Mondragone, Napoli, Portici (centro storico), Portici (zona costiera), San Giuseppe Vesuviano e Torre Annunziata;
b) Calabria: Corigliano Calabro, Cosenza, Crotone, Lamezia Terme, Reggio Calabria, Rossano e Vibo Valentia;
c) Puglia: Andria, Barletta, Foggia, Lecce, Lucera, Manduria, Manfredonia, Molfetta, San Severo, Santeramo in Colle e Taranto;
d) Sicilia: Aci Catena, Acireale, Bagheria, Barcellona Pozzo di Gotto, Castelvetrano, Catania, Enna, Erice, Gela, Giarre, Lampedusa e Linosa, Messina, Palermo (Brancaccio), Palermo (porto), Sciacca, Termini Imerese (inclusa area industriale), Trapani e Vittoria.

Le ulteriori zone franche individuate dalla delibera CIPE n.14 dell’8 maggio 2009 ricadenti nelle regioni non ricomprese nell’obiettivo Convergenza destinatarie dei finanziamenti di cui al presente articolo riguardano alcune zone censuarie dei comuni di Cagliari, Iglesias, Quartu Sant’Elena, Campobasso, Velletri, Sora, Pescara, Ventimiglia, Massa-Carrara, Matera.
Fa presente che le risorse stanziate dal comma 1 dell’articolo 22-bis (75 milioni per il 2015 e di 100 milioni per il 2016) saranno ripartite tra le zone franche urbane, al netto degli eventuali costi necessari per l’attuazione degli interventi, sulla base dei medesimi criteri di riparto utilizzati nell’ambito della delibera CIPE n.14 dell’8 maggio 2009.
Tali autorizzazioni di spesa costituiscono il limite annuale per la fruizione delle agevolazioni da parte delle imprese beneficiarie.
Ai sensi del comma 2 dell’articolo 22-bis le regioni interessate possono destinare, a integrazione di tali risorse, proprie risorse per il finanziamento delle agevolazioni, anche rivenienti, per le zone franche dell’obiettivo Convergenza da eventuali riprogrammazioni degli interventi nell’ambito del Piano di azione coesione.
Per l’attuazione degli interventi il comma 3 rinvia a quanto già disposto dal decreto del Ministro dello sviluppo economico del 10 aprile 2013, recante le condizioni, i limiti, le modalità e i termini di decorrenza e durata delle agevolazioni concesse ai sensi dell’articolo 37 del decreto-legge n.179 del 2012.
Il comma 4 pone il finanziamento di tali interventi nelle zone franche urbane a carico della quota nazionale (e quindi non di quella destinata alle regioni) delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, relative al ciclo di programmazione 2014-2020, come individuate dall’articolo 1, comma 6, della legge di stabilità 2014.
Al riguardo ricorda che il citato articolo 1, comma 6, della legge di stabilità 2014 determina la dotazione aggiuntiva delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) relativamente al ciclo di programmazione 2014-2020 nella misura di 54.810 milioni. Tuttavia la norma ne dispone l’iscrizione in bilancio nella misura dell’80 per cento (43.848 milioni), subordinando la restante quota di 10.962 milioni ad una verifica di metà periodo (da effettuare precedentemente alla predisposizione della legge di stabilità per il 2019, quindi nella primavera-estate 2018) sull’effettivo impiego delle prime risorse assegnate.
Di tali risorse, peraltro, il predetto articolo 1, comma 6, della legge di stabilità 2014 ne dispone l’iscrizione in bilancio nella misura di 50 milioni nel 2014, di 500 milioni nel 2015 e di 1 miliardo nel 2016. Per gli anni successivi la quota annuale sarà determinata della tabella E delle singole leggi di stabilità a valere sulla restante quota di 42.298 milioni. “.

3) Il 12 giugno 2014 vengono presentati i seguenti emendamenti:

Al comma 1, dopo le parole: 2011, n.111 aggiungere le seguenti: nonché per le zone franche urbane di confine, da istituire nei comuni il cui territorio ricade anche parzialmente nell’area distante fino a 20 chilometri dal confine di Stato, ed individuate in forma elencativa con DPCM da emanarsi entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,.
(22-bis. 1. Guidesi.)

Al comma 1, dopo le parole: 2011, n.111 aggiungere le seguenti: nonché per le zone franche che sono istituite nei comuni dell’Emilia Romagna colpite dal terremoto del 20 e 29 maggio 2012 e dall’alluvione del 17 gennaio 2014, come individuati dalle relative dichiarazioni dello stato di emergenza,.
(22-bis. 2. Guidesi.)

Dopo il comma 4, aggiungere il seguente:
5. In un apposita sezione dei sito web del Ministero dello sviluppo economico, viene pubblicata un’anagrafe dei beneficiari delle risorse destinate alle zone franche urbane, con l’indicazione delle diverse tipologie di agevolazione alle quali hanno accesso, e dei relativi importi distinti per annualità. Il Ministero dello sviluppo economico trasmette al Parlamento, con cadenza annuale, una relazione che descriva gli effetti sui sistemi socio-economici compresi nelle zone franche urbane, indotti dalle agevolazioni e dalle esenzioni concesse, fornendo per ciascuna zona franca urbana, l’importo delle risorse assegnate, l’indicazione delle diverse tipologie di agevolazioni concesse, del numero di beneficiari, del numero di occupati con l’indicazione della tipologia di contratto lavorativo stipulato, e del numero di imprese complessivamente insediate nelle Zone Franche Urbane e nel Comune all’interno della quale si trova la stessa Zona Franca Urbana.
(22-bis. 3. Mannino.)

Dopo l’articolo 22-bis, aggiungere il seguente:

Art. 22-ter.
(Istituzione delle zone franche urbane nelle aree di confine con la Repubblica di Slovenia e la Repubblica d’Austria).

1. Al fine contrastare il processo di delocalizzazione industriale esistente lungo la fascia confinaria della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia con la Slovenia e con l’Austria, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze sentita la Conferenza unificata, di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281, da emanarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, è istituita nei territori compresi nei comuni di Trieste, Gorizia, Cividale del Friuli, Tarvisio e Monfalcone, la zona franca urbana, finalizzata a favorire le attività industriali, commerciali, artigianali e turistiche e sostenere la promozione e lo sviluppo dell’economia locale, dell’occupazione, nonché l’interscambio economico con i Paesi limitrofi.
2. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro dello sviluppo economico, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono individuate specifiche agevolazioni di natura fiscale e contributiva in favore delle imprese localizzate dal precedente comma 1.
3. Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui al presente articolo, si provvede mediante quanto indicato dal comma 4 del precedente articolo 22-bis.
(22-bis. 01. Sandra Savino.)

QUEST’ULTIMO DICHIARATO INAMMISSIBILE DAL PRESIDENTE DELLA V COMMISSIONE (BOCCIA).

L’ESAME DEL PROGETTO DI LEGGE, RACCOLTO IL PARERE POSITIVO DELLE ALTRE COMMISSIONI IN SEDE CONSULTIVA, SI CONCLUDE POSITIVAMENTE.

LA PAROLA PASSA ALL’ASSEMBLEA per nuovi emendamenti e voto.

Aggiornamento del 16 giugno:

Il Governo pone la questione di fiducia alla Camera sul testo di conversione del “decreto Irpef”, tale e quale come licenziato dalle Commissioni (comprensivo quindi del rifinanziamento di cui all’art. 22 bis), senza altri emendamenti e modifiche.

La Camera accorda la fiducia. Domani il voto finale sul medesimo testo uscito dal Senato.

Aggiornamento del 17 giugno:

La Camera approva.

Il D.L. n. 66/2014 è così convertito in L. n. 89/2014, pubblicata in G.U. n. 143 del 23 giugno 2014.

(info e contatti: posta@studiolegaleiemma.it )

(partecipazione e aggiornamento: Zone Franche Urbane su Facebook )

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