latte (non tutto) versato

30 luglio 2013

“Inutile piangere sul latte versato”.

E’ il primo pensiero che viene spontaneo quando oggi, nel 2013, a quasi 7 anni dalla prima norma di legge (L. n. 296/2006) sulle Zone Franche Urbane italiane, questa o quella amministrazione locale, questa o quella associazione di categoria, questa o quella forza politica, lamentano la “esclusione” di un territorio dalle ultime disposizioni normative e attuative in materia di finanziamento delle ZFU in Regioni Convergenza (art. 37 del D.L. n. 179/2012 e D.M. 10 aprile 2013).

Al di là dei casi delle ZFU del centro-nord, di quelle di Puglia e Basilicata e di alcune aspiranti ZFU della Sicilia (situazioni meritevoli ognuna di distinte considerazioni tecniche), è emerso ieri, tra gli altri, il caso di Catanzaro, capoluogo della Regione Calabria,

“Inutile piangere sul latte versato”.

Le procedure infatti erano e sono ben chiare sin dal 2008 (quando finalmente si attuò il dispositivo di legge del 2006, come modificato nel 2007).

All’epoca, spettava ai Comuni proporre l’individuazione e la perimetrazione sul proprio territorio di Zone Franche Urbane, con progetti da inoltrare alle Regioni (che delle proposte avrebbero, come hanno fatto, stilato una graduatoria, con indicazione di quelle prioritarie al Ministero dello Sviluppo Economico, tutto secondo i criteri e i passaggi procedurali fissati dal CIPE con la Delibera n. 5/2008 e dal DPS con la Circolare n. 14180/2008).

Il recente art. 37 del D.L. n. 179/2012 non fa altro che “rifinanziare” alcune (quelle in Regioni Convergenza) delle ZFU in origine in graduatoria, anche di quelle allora non ammesse alla copertura delle agevolazioni in Delibera CIPE n. 14/2009.

E’ evidente quindi che, nel 2013, lamentare la mancata individuazione (peraltro imputandola a enti cui non spettava l’individuazione ma, al limite, la successiva selezione) di una ZFU su un territorio per il quale nel 2008 lo stesso Comune interessato non ha formulato alcuna proposta, equivale appunto, tecnicamente (tralasciando cioè ogni considerazione politica che non trova spazio in questo blog), a “piangere sul latte versato”: nel 2008, in Calabria, avanzarono proposte i Comuni di Reggio Calabria, Vibo Valentia, Cosenza, Crotone, Lamezia Terme, Rossano e Corigliano (ZFU oggi “rifinanziate” e, si spera, attivate o riattivate).

Ma è davvero ormai tutto versato?

L’art. 37 del D.L. n. 179/2012, in effetti, prevede anche il finanziamento di agevolazioni in ZFU “ulteriori” rispetto a quelle oggetto di valutazione nel 2009, “rinvenienti da altra procedura di cui all’art. 1, comma 342, della medesima legge n. 296 del 2006 da definire entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”.

I “novanta giorni” dall’entrata in vigore della L. n. 221/2012 sono oggi ampiamente trascorsi senza che sia stata avviata alcuna procedura ex art. 1, comma 342, della L. n. 296/2006, ma non è assurdo nè impossibile ipotizzare un giorno, su questa base normativa, proroga più proroga meno, una riapertura di termini…

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