Archive for gennaio, 2010

e non è un piccolo particolare

29 gennaio 2010

Ancora a proposito del “milleproroghe”, dopo giorni di dibattito, tavoli e trattative, l’Anci esprime soddisfazione per il recepimento delle proprie proposte in un emendamento all’art. 9, comma 4, del Relatore Lucio Malan.

Quello che segue è il testo dell’emendamento 9.600 presentato dal Relatore in Commissione Affari Costituzionali del Senato il 28 gennaio 2010.

9.600

IL RELATORE

Dopo il comma 4, aggiungere il seguente:

«4-bis. Il comma 341-quater dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è sostituito dal seguente:

“341-quater. Con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, sentito il Ministro dello Sviluppo economico, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, saranno determinate, previa intesa con la Conferenza Unificata ai sensi dell’articolo 9 del Decreto Legislativo 28 agosto 1997, n. 281 ed in considerazione delle disponibilità finanziarie, le condizioni e le modalità di applicazione delle esenzioni fiscali, individuando specifici limiti temporali e di tipologie di beneficiari.”».

Dopo il comma 4. E non è un piccolo particolare.

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il calendario

29 gennaio 2010

Aggiornato al 9 febbraio 2010.

Calendario dei lavori parlamentari per l’approvazione del disegno di legge S. 1955 (C. 3085), di conversione del decreto legge n. 194/2009, c.d. “milleproroghe”, che contiene disposizioni in materia di Zone Franche Urbane all’art. 9, comma 4 (il commento), soppresso dalla Commissione Affari Costituzionali nella seduta del 8 febbraio 2010.

9, 10, 11 e 12 febbraio 2010, Assemblea del Senato: discussione e votazione;

28 febbraio 2010: scadenza dei termini per la conversione in legge.

rocco.iemma@tin.it

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zone franche urbane e milleproroghe, work in progress

28 gennaio 2010

Per informazioni, contatti, iniziative, aggiornamenti, scambi di idee e altro:

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zfu, prime notizie dalla commissione affari costituzionali del senato

19 gennaio 2010

Tratto da un lancio Apcom:

Milleproroghe/ Impegno governo a valutare problema Zone franche

Termine emendamenti lunedì, da martedì al via voto

Roma, 19 gen. (Apcom) – Il governo si è impegnato ad esaminare il problema delle Zone franche urbane scaturito da una norma del decreto Milleproroghe che fa marcia indietro sulle agevolazioni fiscali. Misura su cui i Comuni e l’opposizione hanno annunciato battaglia. Lo ha riferito il sottosegretario all’Economia, Alberto Giorgetti, al termine della seduta della commissione Affari Costituzionali che ha fissato per lunedì prossimo alle 13 il termine per gli emendamenti. Da martedì, invece, ha detto il relatore Lucio Malan (Pdl) si dovrebbe entrare nel vivo dell’esame del decreto con le votazioni.

Dal governo al momento, ha chiarito Giorgetti, non sono attese grosse novità, ma soltanto “qualche piccola correzione”. Tuttavia, il sottosegretario ha precisato: “Al momento il testo resta questo, ma se ci sono problemi particolari siamo disponibili a valutarli. Non siamo chiusi a modifiche e correzioni”. Intanto, per domani pomeriggio è previsto al Tesoro un tavolo sul ‘nodo’ Zone franche fra rappresentanti del ministero dell’Economia, dello Sviluppo economico, dell’Anci e dell’Agenzia delle Entrate.

[…]

Sulle Zone franche urbane, lo stesso relatore ha chiarito che “il governo ha acconsentito alla richiesta della commissione” di avere maggiori spiegazioni sulla norma introdotta nel decreto. Malan ha inoltre annunciato che presenterà anche alcuni emendamenti “per fare chiarezza” all’interno del testo stesso del decreto. “Sulla metà delle 70 norme contenute – ha detto – non c’è scritto di che proroga si tratta”*.

*Per esempio all’art. 9, comma 4, che stabilisce un termine per la presentazione delle istanze da parte delle imprese, mai precedentemente previsto da disposizioni legislative.

( rocco.iemma@tin.it )

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la dichiarazione del ministro tremonti. una prece.

15 gennaio 2010

Agenzia Asca:

15-01-10

FISCO: TREMONTI A BASSOLINO, ILLUSORI BONUS ZONE FRANCHE SENZA COPERTURA

(ASCA) – Roma, 15 gen – Gli sconti fiscali previsti nella disciplina originaria delle zone franche urbane non hanno adeguata copertura e quindi seguono una logica ”Illusoria e non responsabile”. E’ quanto scrive il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in una lettera al presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. A sua volta, il governatore nei giorni acorsi aveva inviato una lettera a Tremonti lamentando la restrizione delle agevolazioni fiscali per le zone franche urbane contenuta nel decreto milleproroghe.

”La norma citata nella Sua lettera e’ una norma di incentivo fiscale. Come tale, per principio generale e costituzionale, e’ una norma che richiede una copertura di bilancio” dice Tremonti aggiungendo che la legge istitutiva ”voluta e votata dal Governo Prodi” (nella finanziaria per il 2007) prevedeva come copertura circa 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009.

Secondo Tremonti ”la legge era (ed e’) scritta in una logica perversa, del tipo: il beneficio si applica automaticamente, ovunque in Italia (nord, centro, sud, isole), a prescindere dalla sua effettiva consistenza; se questa supera la copertura di legge formalmente iscritta in bilancio, cosi’ creando deficit, questo e’ un problema futuro della collettivita’ e non dei governanti ‘pro-tempore”’.

Si tratta, scrive ancora il ministro, di ”una logica illusoria e non responsabile. Tanto piu’ se la differenza tra copertura in bilancio ed intensita’ del beneficio e’ forte e prevedibile gia’ ex ante. Se chi ha fatto la legge fosse stato piu’ convinto e/o davvero convinto della sua utilita’, avrebbe allora potuto e dovuto, responsabilmente e coerentemente, prevedere una diversa e maggiore copertura.

Quello che ora si cerca di fare e’ conservare comunque la norma, pur se nei limiti imposti dalla copertura prevista dai suoi ideatori”.

red-lsa/mcc/bra

Una prece.

( rocco.iemma@tin.it )

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alla luce del sole

15 gennaio 2010

Tratto da Il Sole 24 Ore del 15 gennaio 2010, “Proteste dei sindaci: così le zone franche restano al palo” a firma di Carmine Fotina:

La desfiscalizzazione di cui avrebbero beneficiato piccole e microimprese pronte a insediarsi nelle aree indicate sparisce, lasciando posto a quello che, abbandonato il concetto di zona franca, di fatto è un nuovo incentivo che si aggiunge a quelli che affollano le politiche per il Sud.

( rocco.iemma@tin.it )

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zfu, i possibili effetti del milleproroghe

13 gennaio 2010

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Le modifiche alla normativa sulle Zone Franche Urbane introdotte dal D.L. n. 194/2009, in vigore dal 30 dicembre scorso, hanno disorientato non poco imprenditori, professionisti e amministratori, fino a ieri del tutto ignari, norme alla mano, dell’esistenza di un finanziamento da erogare da parte dei Comuni e di un termine per la presentazione di istanze.

Eppure l’art. 9, comma 4, del decreto “milleproroghe” si pone lo scopo dichiarato di “consentire” ai Comuni l’erogazione del “contributo di cui” al comma 341 dell’art. 1 della L. n. 296/2006.

Le disposizioni originarie prevedevano in realtà non un contributo ma semplicemente, per interpretazione diffusa e costante negli ultimi anni, la copertura finanziaria delle esenzioni fiscali e contributive, oggi soppresse, e nessuna previsione legislativa aveva contemplato istanze né stabilito un termine a decorrere dal quale le piccole e le micro imprese potessero fare domanda per l’accesso alle agevolazioni, determinazioni che spettavano a un decreto del Ministero delle Finanze mai pubblicato.

Non si comprende quindi, tra l’altro, quali siano i presupposti della decretazione d’urgenza, né quale fosse il termine previsto da disposizioni legislative da prorogare con decreto, appunto, “milleproroghe”; non è un caso se in Commissione Affari Costituzionali del Senato, sede referente, sia stata proposta eccezione di costituzionalità e di non omogeneità con l’oggetto del provvedimento.

Soppresse le esenzioni, i Comuni dovrebbero pertanto erogare una somma parametrata all’Ici e ai contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente dovuti, su istanza presentata dalle imprese a decorrere dal 1° marzo 2010 e previa conferenza di servizi e acquisizione di informazioni dagli enti previdenziali.

E’ lecito chiedersi se si tratti davvero di semplificazione e accelerazione, come afferma la relazione tecnica che accompagna il disegno di legge S.1955, di conversione del decreto “milleproroghe”.

Prima della modifica, l’autorizzazione comunitaria era stata concessa, il decreto del Ministero del Lavoro era stato firmato, la stessa Agenzia delle Entrate aveva pubblicato la prima bozza di modello Irap 2010 con “quota esente” per le Zfu, molti Comuni avevano provveduto allo studio di varianti ai propri piani regolatori e molti impenditori avevano già operato scelte strategiche sulla base di norme in vigore ormai da tempo: mancava solo il decreto del Ministero delle Finanze che, secondo gli stessi annunci del Ministro Scajola, era di imminente pubblicazione e improntato all’automatismo, con istanze da inoltrarsi per via telematica e esenzioni da applicare in dichiarazione.

Oggi, invece, sarebbe probabilmente necessaria una nuova notifica alla Commissione Europea, iter dai tempi e dagli esiti incerti se è vero che proprio l’automatismo delle esenzioni era stato positivamente apprezzato e considerato decisivo; sarebbe opportuno attendere provvedimenti attuativi o quantomeno esplicativi per l’uniformazione delle procedure tra i Comuni e per definire alcuni dettagli tecnici, ad esempio su cosa si intenda per contributo “parametrato”; a tutto questo si aggiunga che gli stessi Comuni, di certo mediamente meno informatizzati dell’Amministrazione Finanziaria centrale, potrebbero dover organizzare risorse, competenze e strutture ad hoc, procedere a determine e delibere, bandi per le richieste, magari cartacee, di assegnazione del contributo, conferenza di servizi, valutazioni e graduatorie, con implicazioni e rischi prevedibili.

Il problema della discrezionalità, dei tempi e dei costi è però del tutto secondario e, anzi, trascurabile dinanzi alla prospettiva dell’avvio di una misura depotenziata, distante dal modello francese e comunitario tanto nella forma quanto nello spirito e negli effetti desiderati, lontana dal concetto stesso di “zona franca”.

Infatti, il contributo “parametrato” erogato dai Comuni in riferimento agli anni 2008 e 2009, oltre che un déja vu con risultati almeno discutibili nel panorama nazionale e meridionale, rischia di rivelarsi sin d’ora un incentivo quantitativamente e qualitativamente ridimensionato rispetto alle esenzioni fiscali e contributive fino a quattordici anni, che rappresenterebbero invece una novità interessante e attraente, primo esempio di fiscalità di vantaggio su base territoriale in Italia; tutto ciò, fermi restando i dubbi espressi da più parti sul trattamento fiscale di queste erogazioni, che possono formare per ironia della sorte nuova base imponibile.

Qualche perplessità emerge poi sull’ammontare dell’erogazione per soggetto istante a fronte di un’allocazione delle risorse per Comune rimasta invariata come da delibera Cipe: da un lato il timore è quello di una distribuzione dei fondi così ampia e per piccole quote da risultare nel tempo poco ambita soprattutto per le imprese che dovrebbero trasferirsi dall’esterno; dall’altro e di conseguenza vi è il rischio che a beneficiare del contributo siano solo imprese già esistenti in Zfu e, tra queste, le maggiori e più solide, capaci di sostenere costi in attesa di un finanziamento non particolarmente rilevante, nè incentivante in prospettiva, non predeterminato e erogato con margini di discrezionalità.

Se così fosse, lo spirito delle Zfu, che è quello di favorire la ripresa socio-economica di aree urbane disagiate attraverso la creazione di nuova impresa e di nuova occupazione, sarebbe tradito.

E soprattutto, se è ammessa una provocazione, nessuno scandalo susciterebbe a questo punto la proposta di cambiare denominazione all’istituto: senza vantaggi fiscali e esenzioni, infatti, sarebbe improprio continuare a parlare non solo di fiscalità di vantaggio, ma anche di “zone franche”, che sono tali sotto il profilo fiscale in quanto libere, all’interno della perimetrazione che a ciò è funzionale, dall’applicazione delle norme impositive ordinariamente applicate nel territorio circostante.

Mentre si moltiplicano le iniziative di tecnici, rappresentanti delle categorie e amministratori, le residue speranze di evitare la fine delle Zfu sono ora riposte nel Parlamento, che ha già iniziato a discutere la conversione in legge del decreto “milleproroghe”.

( rocco.iemma@tin.it )

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zone franche urbane, prime notizie dai sindaci

13 gennaio 2010

Prime notizie e primi resoconti sulla riunione dei 23 Sindaci dei Comuni sui cui territori sono state individuate le 22 Zone Franche Urbane, tenutasi questa mattina presso la sede Anci di Roma.

Tratto da www.ilgiornalenuovo.it:

Il Sindaco del Comune di Sora Cesidio Casinelli rende noto che all’incontro tenutosi oggi a Roma, presso la sede dell’Anci, sono intervenuti i rappresentanti di 14 dei 23 Comuni ammessi al riconoscimento delle Zone Franche Urbane nonché il Direttore Generale del Ministero per lo Sviluppo Economico.

Nel corso dell’incontro è emersa la comune volontà di chiedere l’abrogazione dell’art.9 comma 4 del Decreto-Legge 194/2009 e il ripristino di quanto originariamente previsto dalla finanziaria per l’anno 2007 – Legge 296/06.
Il Coordinamento dei Sindaci ha, inoltre, richiesto un urgente incontro con il Ministro Scajola e con il Presidente della Commissione Finanza del Senato, dove è attualmente in discussione il decreto “mille proroghe”, per rappresentare le problematiche emerse dalla lettura delle modifiche proposte alla  normativa originaria che sono state ritenute assolutamente non condivisibili.

Comunicato Stampa Comune di Sora

Tratto da La Periferica:

Il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli ha partecipato stamani a una riunione a Roma all’Anci promossa dai ventidue primi cittadini dei Comuni interessati ai benefici della Zona Franca Urbana alla luce del decreto legge cosiddetto “Milleproroghe” che ha modificato il sistema delle agevolazioni fiscali originariamente previsto.

Raffaele Stancanelli, che è anche l’unico tra i sindaci a ricoprire l’incarico di parlamentare nazionale, ha illustrato agli altri colleghi amministratori il contenuto dell’emendamento che si appresta a presentare al Senato per modificare il comma 4 dell’articolo 9 del decreto, inziativa che è già al vaglio dell’Ufficio legislativo. “Insieme a me -ha detto Stancanelli- il gruppo dei sindaci condurrà una battaglia, che naturalmente non ha alcun colore politico, affinchè vengano avviate le ZFU secondo un sistema veramente utile ad avviare nuove inziative imprenditoriali nelle città interessate al provvedimento, per la gran parte nel sud, per garantire sviluppo e occupazione in queste zone. Catania, anche per essere la città che ha avuto il maggiore stanziamento, è particolarmente interessata a questo provvedimento perche riguarda l’area di Librino uno dei quartieri periferici su cui la nostra attenzione è massimae la nostra iniziativa, al di là dei profili di incostituzionalità che qualcuno ha rilevato nel regime previsto dal decreto, ha proprio come fine quello di rendere efficace questo sistema di incentivazione per le imprese ”. Per questo obiettivo Stancanelli ha fatto sapere di avere già chiesto un incontro urgente con il ministro Scajola e per quanto riguarda la discussione dell’emendamento al decreto legge, con il presidente della commissione parlamentare Affari Istituzionali Carlo Vizzini.

( rocco.iemma@tin.it )

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zone franche urbane, salvare il salvabile

12 gennaio 2010

Mentre dalla nuova bozza del Modello Irap 2010 scompare la colonna “quota esente Zone Franche Urbane”, inclusa nella precedente, si susseguono iniziative di amministratori, imprenditori, rappresentanti del mondo del lavoro e tecnici sulle modifiche introdotte dal “decreto milleproroghe”, che sopprimono le esenzioni e le agevolazioni fiscali e contributive e rischiano di fatto di eliminare le Zone Franche Urbane dal nostro ordinamento.

L’obiettivo è evidentemente quello di salvare il salvabile, in sede di conversione in legge del D.L. n. 194/2009.

Il 13 gennaio 2010 si terrà presso la sede romana dell’Anci un incontro che vedrà protagonisti i Sindaci dei 23 Comuni interessati, che nei giorni scorsi hanno espresso opinioni concordi, tecnicamente fondate e nel merito negative, sia pure con alcune eccezioni e non senza qualche imprecisione.

Tra le più recenti, degne di nota sono le dichiarazioni del Governatore della Sicilia On.le Lombardo, dell’On.le Laratta, dell’On.le Bianco, del Sindaco di Iglesias Pierluigi Carta, dei Sindaci delle Zfu calabresi Prof. Filareto, Avv. Vallone e Prof. Speranza, che si citano ad esempio, tra tante altre, solo per l’importanza politica e istituzionale e per la puntualità delle argomentazioni tecniche, non per le posizioni di parte che in questo blog, come noto, non rilevano.

Autorevole è l’intervento dell’Avv. Maurizio Villani, che invita a una riflessione più ampia sui rapporti tra Legislatore e contribuente, così come quelli della Dott.ssa Marilena Nasti, consigliere dell’Odcec di Napoli, e del Dott. Franz Cannizzo, di Confcommercio di Catania.

Di “Zone Franche Urbane a dieta” ha parlato Roberto Lenzi, in un articolo su Italia Oggi Sette del 11 gennaio 2010, mentre Amedeo Sacrestano, in un articolo su Il Sole 24 Ore del 5 gennaio 2010, ha posto l’accento sulle  possibili conseguenze della modifica del regime ai fini dell’autorizzazione comunitaria.

( rocco.iemma@tin.it )

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la sai l’ultima?

4 gennaio 2010

E’ stato pubblicato in G.U. n. 302 del 30/12/2009 il Decreto del Ministero del Lavoro del 1° dicembre 2009, recante “Determinazione del massimale di retribuzione ai fini dell’esonero del versamento dei contributi previdenziali” in Zona Franca Urbana, demandando all’ente impositore la definizione delle ulteriori modalità attuative.

Nello stesso giorno, stesso numero, la Gazzetta Ufficiale pubblicava il decreto legge “milleproroghe” che con l’art. 9, comma 4, proprio quell’esonero elimina e sostituisce con un contributo erogato dai Comuni.

In altre parole, pubblicato un provvedimento attuativo di una disposizione legislativa dallo stesso giorno non più in vigore.

Chi l’ha capita alzi la mano.

( rocco.iemma@tin.it )

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zone franche urbane, il testo modificato

3 gennaio 2010

E’ stato pubblicato in G.U. n. 302 del 30/12/2009 il decreto-legge n. 194/2009 “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative” (c.d. “decreto milleproroghe”), che all’art. 9, comma 4, in materia di Zone Franche Urbane così dispone:

Allo scopo di consentire ai comuni nel cui territorio ricadono le zone franche urbane individuate dal CIPE con delibera n. 14/2009 dell’8 maggio 2009, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 159 dell’11 luglio 2009, sulla base delle istanze presentate dai soggetti di cui ai commi 341 e 341-bis dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, di provvedere all’erogazione del contributo di cui al predetto comma 341, nel rispetto della decisione della Commissione europea C(2009)8126 definitivo del 28 ottobre 2009, e nei limiti delle risorse finanziarie individuate con la predetta delibera CIPE n. 14/2009, nonche’ sulla base delle informazioni trasmesse dagli enti previdenziali, secondo modalita’ stabilite con il procedimento di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, limitatamente alla misura di cui alla lettera d) del citato comma 341, il termine per la presentazione di tali istanze decorre dal 1° marzo 2010; conseguentemente all’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 341:

1) nell’alinea, le parole: «delle seguenti agevolazioni, nei limiti delle risorse del Fondo di cui al comma 340 a tal fine vincolate» sono sostituite dalle seguenti: «di un contributo nei limiti delle risorse del Fondo di cui al comma 340, parametrato a»;

2) le lettere a) e b) sono soppresse;

3) alla lettera c) le parole: «esenzione dall’imposta comunale sugli immobili» sono sostituite dalle seguenti: «all’imposta comunale sugli immobili dovuta»;

4) alla lettera d) le parole: «esonero dal versamento dei contributi» sono sostituite dalle seguenti: «all’ammontare dei contributi previdenziali dovuti»; al secondo periodo le parole: «l’esonero» sono sostituite dalle seguenti: «l’ammontare»;  all’inizio del terzo periodo le parole: «L’esonero» sono sostituite dalle seguenti: «Il contributo»;

b) al comma 341-ter le parole: «regime agevolativo» sono sostituite dalla seguente: «contributo»;

c) il comma 341-quater e’ abrogato.

L’art. 1, commi 340-343, della L. n. 296/2006 (Legge Finanziara 2007), già modificato dall’art. 2, commi 561-563 della L. n. 244/2007 (Legge Finanziaria 2008), norma istitutiva della misura, risulta così ulteriormente modificato dal decreto “milleproroghe”, in vigore dal 30/12/2009, giorno stesso della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (in grassetto le ultime modifiche):

340. Al fine di contrastare i fenomeni di esclusione sociale negli spazi urbani e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri delle città caratterizzati da degrado urbano e sociale, sono istituite, con le modalità di cui al comma 342, zone franche urbane con un numero di abitanti non superiore a 30.000. Per le finalità di cui al periodo precedente, è istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico un apposito Fondo con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, che provvede al finanziamento di programmi di intervento, ai sensi del comma 342.

341. Le piccole e microimprese, come individuate dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, che iniziano, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012, una nuova attività economica nelle zone franche urbane individuate secondo le modalità di cui al comma 342, possono fruire di un contributo nei limiti delle risorse del Fondo di cui al comma 340, parametrato a:

a) soppressa;

b) soppressa;

c) all’imposta comunale sugli immobili dovuta, a decorrere dall’anno 2008 e fino all’anno 2012, per i soli immobili siti nelle zone franche urbane dalle stesse imprese posseduti ed utilizzati per l’esercizio delle nuove attività economiche;

d) all’ammontare dei contributi previdenziali dovuti sulle retribuzioni da lavoro dipendente, per i primi cinque anni di attività, nei limiti di un massimale di retribuzione definito con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, solo in caso di contratti a tempo indeterminato, o a tempo determinato di durata non inferiore a dodici mesi, e a condizione che almeno il 30 per cento degli occupati risieda nel sistema locale di lavoro in cui ricade la zona franca urbana. Per gli anni successivi l’ammontare è limitato per i primi cinque al 60 per cento, per il sesto e settimo al 40 per cento e per l’ottavo e nono al 20 per cento. Il contributo di cui alla presente lettera spetta, alle medesime condizioni, anche ai titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono l’attività all’interno della zona franca urbana.

341-bis. Le piccole e le micro imprese che hanno avviato la propria attività in una zona franca urbana antecedentemente al 1º gennaio 2008 possono fruire delle agevolazioni di cui al comma 341, nel rispetto del regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato agli aiuti di importanza minore, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. L 379 del 28 dicembre 2006.

341-ter. Sono, in ogni caso, escluse dal contributo le imprese operanti nei settori della costruzione di automobili, della costruzione navale, della fabbricazione di fibre tessili artificiali o sintetiche, della siderurgia e del trasporto su strada.

341-quater. abrogato.

342. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della solidarietà sociale, provvede alla definizione dei criteri per l’allocazione delle risorse e per la individuazione e la selezione delle zone franche urbane, sulla base di parametri socio-economici, rappresentativi dei fenomeni di degrado di cui al comma 340. Provvede successivamente, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, alla perimetrazione delle singole zone franche urbane ed alla concessione del finanziamento in favore dei programmi di intervento di cui al comma 340. L’efficacia delle disposizioni dei commi da 341 a 342 è subordinata, ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3, del Trattato istitutivo della Comunità europea, all’autorizzazione della Commissione europea.

343. Il Nucleo di valutazione e verifica del Ministero dello sviluppo economico, anche in coordinamento con i nuclei di valutazione delle regioni interessate, provvede al monitoraggio ed alla valutazione di efficacia degli interventi e presenta a tal fine al CIPE una relazione annuale sugli esiti delle predette attività.

Per un utile confronto, ecco il testo normativo precedente (in rosso le parti sostituite o soppresse o abrogate):

340. Al fine di contrastare i fenomeni di esclusione sociale negli spazi urbani e favorire l’integrazione sociale e culturale delle popolazioni abitanti in circoscrizioni o quartieri delle città caratterizzati da degrado urbano e sociale, sono istituite, con le modalità di cui al comma 342, zone franche urbane con un numero di abitanti non superiore a 30.000. Per le finalità di cui al periodo precedente, è istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico un apposito Fondo con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, che provvede al finanziamento di programmi di intervento, ai sensi del comma 342.

341. Le piccole e microimprese, come individuate dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, che iniziano, nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2008 e il 31 dicembre 2012, una nuova attività economica nelle zone franche urbane individuate secondo le modalità di cui al comma 342, possono fruire delle seguenti agevolazioni, nei limiti delle risorse del Fondo di cui al comma 340 a tal fine vincolate:

a) esenzione dalle imposte sui redditi per i primi cinque periodi di imposta. Per i periodi di imposta successivi, l’esenzione è limitata, per i primi cinque al 60 per cento, per il sesto e settimo al 40 per cento e per l’ottavo e nono al 20 per cento. L’esenzione di cui alla presente lettera spetta fino a concorrenza dell’importo di euro 100.000 del reddito derivante dall’attività svolta nella zona franca urbana, maggiorato, a decorrere dal periodo di imposta in corso al 1º gennaio 2009 e per ciascun periodo d’imposta, di un importo pari a euro 5.000, ragguagliato ad anno, per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato, residente all’interno del sistema locale di lavoro in cui ricade la zona franca urbana;

b) esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive, per i primi cinque periodi di imposta, fino a concorrenza di euro 300.000, per ciascun periodo di imposta, del valore della produzione netta;

c) esenzione dall’imposta comunale sugli immobili, a decorrere dall’anno 2008 e fino all’anno 2012, per i soli immobili siti nelle zone franche urbane dalle stesse imprese posseduti ed utilizzati per l’esercizio delle nuove attività economiche;

d) esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente, per i primi cinque anni di attività, nei limiti di un massimale di retribuzione definito con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, solo in caso di contratti a tempo indeterminato, o a tempo determinato di durata non inferiore a dodici mesi, e a condizione che almeno il 30 per cento degli occupati risieda nel sistema locale di lavoro in cui ricade la zona franca urbana. Per gli anni successivi l’esonero è limitato per i primi cinque al 60 per cento, per il sesto e settimo al 40 per cento e per l’ottavo e nono al 20 per cento. L’esonero di cui alla presente lettera spetta, alle medesime condizioni, anche ai titolari di reddito di lavoro autonomo che svolgono l’attività all’interno della zona franca urbana.

341-bis. Le piccole e le micro imprese che hanno avviato la propria attività in una zona franca urbana antecedentemente al 1º gennaio 2008 possono fruire delle agevolazioni di cui al comma 341, nel rispetto del regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato agli aiuti di importanza minore, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. L 379 del 28 dicembre 2006.

341-ter. Sono, in ogni caso, escluse dal regime agevolativo le imprese operanti nei settori della costruzione di automobili, della costruzione navale, della fabbricazione di fibre tessili artificiali o sintetiche, della siderurgia e del trasporto su strada.

341-quater. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, saranno determinati le condizioni, i limiti e le modalità di applicazione delle esenzioni fiscali di cui ai commi da 341 a 341-ter.

342. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della solidarietà sociale, provvede alla definizione dei criteri per l’allocazione delle risorse e per la individuazione e la selezione delle zone franche urbane, sulla base di parametri socio-economici, rappresentativi dei fenomeni di degrado di cui al comma 340. Provvede successivamente, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, alla perimetrazione delle singole zone franche urbane ed alla concessione del finanziamento in favore dei programmi di intervento di cui al comma 340. L’efficacia delle disposizioni dei commi da 341 a 342 è subordinata, ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3, del Trattato istitutivo della Comunità europea, all’autorizzazione della Commissione europea.

343. Il Nucleo di valutazione e verifica del Ministero dello sviluppo economico, anche in coordinamento con i nuclei di valutazione delle regioni interessate, provvede al monitoraggio ed alla valutazione di efficacia degli interventi e presenta a tal fine al CIPE una relazione annuale sugli esiti delle predette attività.

( rocco.iemma@tin.it )

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