Archive for aprile, 2009

l’aquila zona franca

23 aprile 2009

Nel corso della conferenza stampa a conclusione della riunione del Consiglio dei Ministri di questa mattina, a L’Aquila per l’approvazione dei provvedimenti in favore delle zone colpite dal terremoto di inizio aprile, il Ministro Tremonti ha annunciato l’avvio della procedura per chiedere all’Unione Europea l’attivazione di una o più Zone Franche nel capoluogo abruzzese “o comunque nel territorio”, ipotesi definita realistica e più immediata rispetto ad altre.

In attesa dei testi ufficiali e di ulteriori dettagli, dalle parole del Ministro pare quindi che il Governo abbia optato per un provvedimento di fiscalità di vantaggio ad hoc, non essendo stato rivolto alcun cenno al dispositivo sulle Zone Franche Urbane, oggetto di diverse proposte avanzate nei giorni scorsi.

Qui il video, tratto dal sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri: al minuto 43,50 il passaggio sulla Zona Franca.

rocco.iemma@tin.it )

Gruppo Zone Franche Urbane su Facebook.

una zona franca per l’abruzzo

19 aprile 2009

Nelle ultime ore e in vista dei provvedimenti urgenti che saranno emanati dal Governo nei prossimi giorni, prende corpo l’ipotesi di adottare, tra le altre, misure di fiscalità di vantaggio mirata in favore delle aree colpite dal terremoto di inizio aprile, in particolare L’Aquila e i Comuni della provincia.

Tra le prime proposte in tal senso, sono giunte quelle della Uil e dell’On.le Sergio D’Antoni, responsabile per il Mezzogiorno del Partito Democratico e già Vice Ministro dello Sviluppo Economico alla cui iniziativa si deve, in massima parte, l’introduzione delle Zone Franche Urbane in Italia nel 2006.

Si è parlato di adozione del modello Zfu e persino di individuazione di una Zona Franca Urbana sull’intero territorio de L’Aquila e dintorni e di un aggiornamento dei criteri e dei parametri di selezione perchè ciò sia possibile.

La soluzione, in verità, appare di difficile applicazione e di incerta portata effettiva, ove si intenda far rientrare L’Aquila tra le Zone Franche Urbane oggi istituite ai sensi della Legge Finanziaria 2007 e successive modifiche e dei provvedimenti del Cipe e del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo: al di là della modifica dei criteri, dei decreti attuativi ancora in istruttoria e del problema delle risorse, su cui non mancano in queste settimane confusione e attesa, basti pensare che solo quartieri e circoscrizioni possono essere Zone Franche Urbane e non interi territori comunali; o al fatto che destinatarie delle misure agevolative in Zona Franca Urbana sono solo micro e piccole imprese, e non direttamente privati cittadini e famiglie; oppure ancora al novero delle esenzioni e alle condizioni cui sono subordinate; o infine al carattere non urbano ma rurale di molti centri colpiti dal tragico evento, con quel che ne consegue sotto il profilo socio-economico.

Più opportuno e rapido, ferma restando la bontà dell’idea di fondo e data la straordinarietà del caso specifico, pare percorrere la via di un provvedimento ad hoc, su quale territorio si vedrà, per la cui ammissibilità sembra che il Governo, per tramite del Ministro Ronchi, si sia già attivato presso l’Unione Europea: così gli interventi del Ministro Tremonti durante un meeting dell’Aspen Institute a Berlino, del Ministro Scajola a Brescia e del Direttore della Confcommercio de L’Aquila, che ha parlato di esenzioni per cinque o dieci anni, di “abolizione delle tasse universitarie” e, in generale, di agevolazioni alle famiglie che il dispositivo sulle Zone Franche Urbane allo stato non prevede.

( rocco.iemma@tin.it )

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lento pede

18 aprile 2009

Nella seduta del 25 marzo 2009, la Conferenza Unificata ha espresso parere favorevole alla proposta di delibera Cipe su individuazione delle Zone Franche Urbane e allocazione delle risorse, di cui alla relazione del Ministero dello Sviluppo Economico presentata il 5 marzo 2009 in seduta preparatoria e ancora non approvata dal Comitato Interministeriale.

Interessante il contenuto del documento, che rende conto: dell’iter fino ad oggi seguito; di una lieve riduzione della dotazione finanziaria prevista dalla Legge Finanziaria 2007 e successive modifiche, da 50 milioni a 49,956 circa, per la copertura degli oneri derivanti dal d.l. n. 180/2008, il cd. decreto Gelmini sulle Università; del parere negativo di Lombardia, Piemonte, Basilicata, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta con richiesta di una rapida approvazione della disposizione, contenuta in ddl “sviluppo e internazionalizzazione”, che prevede l’estensione “ad altre aree del Paese”.

( rocco.iemma@tin.it )

zone franche urbane: la sveglia

15 aprile 2009

La mancata approvazione, da parte del Cipe, della proposta di allocazione delle risorse presentata dal Ministero dello Sviluppo Economico e la creazione di un fondo per le imprese e per l’economia reale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, derivante dalla rimodulazione dei Fas, inclusa la dote per le Zone Franche Urbane fino ad allora nella diretta disponibilità proprio dello Sviluppo Economico, hanno generato non poca confusione e un certo panico.

Da più parti è infatti emerso il timore, complici la crisi economica e finanziaria e la priorità riconosciuta agli interventi infrastrutturali, di un blocco degli stanziamenti per le esenzioni in Zona Franca Urbana (già considerati insufficienti soprattutto dopo il riconoscimento di 22 proposte in luogo delle 18 inizialmente previste, a parità di risorse) fino a parlarsi di sconcerto e delusione: da Andria a Campobasso, passando per Matera, Taranto, Massa e Carrara, numerose e preoccupate si sono levate le voci degli attori locali, ma sporadiche e non proprio decisive, almeno finora, sono risultate le iniziative presso le autorità centrali.

All’incertezza contribuisce il lungo iter di approvazione del disegno di legge per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, S. 1195, il cui art. 3, comma 4, dispone proprio in materia di risorse destinate alle Zone Franche Urbane e di revisione dei criteri di selezione per una futura possibile applicazione del dispositivo nelle aree del Centro-Nord attualmente ineleggibili, come auspicato dallo stesso Ministro Scajola sin dall’estate del 2008.

E’ da segnalare che la 10^ Commissione del Senato ha approvato un emendamento del relatore, il 3.201, al comma 4, primo periodo che ora così stabilisce: “Il CIPE, nell’ambito delle risorse disponibili per la programmazione del Fondo aree sottoutilizzate, destina una quota del Fondo medesimo fino al limite annuale di 50 milioni di euro per le finalità di cui all’articolo 1, comma 340, della legge 27 dicembre 2006, n. 296”.

A un confronto col testo originario (“Al Fondo di cui all’articolo 1, comma 340, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, sono assegnate dal CIPE, a valere sul fondo per le aree sottoutilizzate di cui all’articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, risorse fino al limite annuale di 50 milioni di euro”), non pare che possano considerarsi definite le questioni sull’ammontare effettivo delle risorse disponibili.

Non si dimentichi infatti che il testo vigente della Legge Finanziaria 2007, come modificato dalla Legge Finanziaria 2008, dispone ancora che un fondo di 50 milioni annui (per il 2008 e per il 2009) destinati a copertura delle misure agevolative in Zona Franca Urbana sia istituito nello stato di previsione del Ministero dello Sviluppo Economico.

Ci si chiede se la quota Fas di cui al ddl 1195 si sostituisca o, come ipotizzato da Gazzetta del Sud, si sommi al fondo previsto in Legge Finanziaria 2007 (se e quando saranno aggiornate le annualità) e se le risorse realmente disponibili siano 50 o tra 50 e 100 milioni annui (ovvero i 50 previsti in Finanziaria cui aggiungersi la quota Fas “fino al limite” di 50).

Una lettura rigorosa dell’emendamento approvato farebbe propendere per la seconda soluzione.

Tuttavia, la relazione presentata al Cipe dal Ministero dello Sviluppo Economico, che distribuisce risorse per un totale di 50 milioni, i presunti rilievi che non hanno ancora consentito l’approvazione immediata della stessa, l’istituzione del fondo per le imprese e per l’economia reale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, le riflessioni dei tecnici sulla scadenza dei Fas e sulla ripartizione degli stessi, inducono a ritenere opportuno, e anzi necessario, un chiarimento definitivo, se non proprio una interpretazione autentica.

Anche perchè il citato comma 4, ulteriormente accrescendo i dubbi, prevede al secondo periodo un aggiornamento dei criteri di selezione per una progressiva distribuzione al Centro-Nord, in funzione solamente dell’utilizzo della quota Fas di cui al primo periodo e non (anche) del fondo istituito con Legge Finanziaria 2007: “Per l’utilizzo delle risorse stanziate ai sensi del presente comma, il CIPE provvede, con le modalità di cui all’articolo 1, comma 342, della citata legge n. 296 del 2006, e successive modificazioni, ad aggiornare i criteri e gli indicatori per l’individuazione e la delimitazione delle zone franche urbane al fine di incrementare progressivamente la loro distribuzione territoriale”.

Come se tutto ciò non bastasse, vi è chi promuove un aggiornamento dei criteri di selezione per consentire l’individuazione di Zone Franche Urbane anche in aree al momento non ammissibili (ad esempio per limiti demografici), allo scopo precipuo di compensare i disagi derivanti dalla realizzazione di grandi infrastrutture, e chi propone l’estensione del dispositivo ai territori confinanti con regioni a statuto speciale.

E, da ultimo, secondo quanto riferiscono Il Sole 24 Ore e La Stampa del 15 aprile 2009, si fa strada l’idea di procedere a una modifica dei parametri per il sostegno alle imprese e alle attività economiche delle zone colpite dal recente evento sismico in Abruzzo o addirittura di attivare tout court una  nuova Zona Franca Urbana per il rilancio dello sviluppo.

Il pericolo, allora, è che da un lato persista una situazione di stallo e indecisione su ammontare e distribuzione di risorse e fondi e che dall’altro, e nel frattempo, si perdano di vista gli obiettivi sottesi all’istituzione delle Zone Franche Urbane e la potenziale efficacia delle agevolazioni, che rischia di essere annullata da una progressiva deformazione di natura e di scopi, in ciò risolvendosi il graduale adattamento a contesti e finalità non proprie della misura.

Mentre qualcuno rassicura e si attendono i decreti attuativi, la cui pubblicazione è determinante ancor più della allocazione delle risorse, in vista del passaggio in Aula del ddl n. 1195 e intercettando il ritrovato spirito d’iniziativa del Ministro competente, vi sono dunque le ragioni, queste ed altre ancora, perchè le amministrazioni interessate e coinvolte avanzino idee e proposte, a una o più voci poco conta, affinchè dopo tre anni di dibattito le esenzioni e le agevolazioni in Zona Franca Urbana possano trovare concreta attuazione e, prima ancora, non ne venga stravolta la ratio.

Vi è l’esigenza, dato quel che è avvenuto in passato fino all’individuazione delle 22 Zfu ma anche in prospettiva, di una riflessione comune sul ruolo delle Regioni, su oggettività e inderogabilità dei parametri selettivi e sui margini di discrezionalità, sulle condizioni di ammissibilità delle aree e sulla annunciata estensione del dispositivo.

L’auspicio è che ciò avvenga in tempi brevi, prima che un’idea avanzata e sostenuta da pochi, fraintesa e sottovalutata da molti, ora appetita da tutti e buona per ogni stagione, divenga alla fine utile a niente e a nessuno.

( rocco.iemma@tin.it )

zone franche urbane in calabria: arrivano i fondi?

15 aprile 2009

 

Mentre l’attenzione di osservatori e cittadini è quasi tutta concentrata sull’approvazione dei finanziamenti per le grandi opere, interessanti novità giungono in materia di Zone Franche Urbane.

 

Secondo quanto riferito da Italia Oggi del 6 marzo 2009, il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato al Cipe l’attesa proposta di  allocazione delle risorse stanziate in favore delle 22 Zone individuate e a copertura delle agevolazioni fiscali e contributive al loro interno.

 

La Relazione del Ministero prevede una quota minima uguale per ogni Zona Franca Urbana, 750.000 euro pari a un terzo della dotazione, per favorire l’efficacia del dispositivo a prescindere dalle dimensioni demografiche e dall’indice di disagio socio-economico.

 

Le rimanenti risorse sono attribuite per il 60% in relazione al peso demografico e per il 40% in relazione all’indice di disagio socio-economico, distribuite per ogni Zona Franca Urbana in maniera direttamente proporzionale.

 

In particolare, per quanto riguarda la Calabria, alla ZFU “Retroporto” proposta dal Comune di Crotone spetterebbero 2.429.491,73 di euro; alla ZFU “Quartieri Aterp” di Rossano, 1.935.269,72; alla ZFU “Torrenti-Rotoli” di Lamezia Terme, infine, 2.381.038,84.

 

Nel susseguirsi di notizie e commenti in tempo reale, non è dato sapere quando la ripartizione sarà integralmente approvata, così come la complessiva proposta di perimetrazione e quella di estensione del dispositivo, a parità di risorse stanziate, a 22 aree in luogo delle 18 originariamente previste.

 

Inoltre, è al momento in discussione al Senato il Disegno di Legge n. 1195 su sviluppo e internazionalizzazione delle imprese, il cui art. 3, comma 4, dispone che al fondo previsto per le Zone Franche Urbane in Legge Finanziaria 2007, istituito nel bilancio di previsione del Ministero dello Sviluppo Economico, siano assegnati 50 milioni di euro annui a valere sui Fas.

 

Proprio dalla rimodulazione di questi ultimi, anch’essa approvata dal Cipe, proviene un fondo strategico per interventi immediatamente attuabili a sostegno dell’economia reale e delle imprese per 9 miliardi di euro, attinti alle quote nazionali, che saranno gestiti direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e a richiesta dei ministeri interessati: è da chiedersi se è a questo fondo, d’ora in poi, che dovrà farsi riferimento per il finanziamento delle esenzioni in Zona Franca Urbana, o non piuttosto ai FAS regionali.

 

In un quadro ancora in piena evoluzione, quando ancora ben poco si conosce dei decreti ministeriali essenziali per l’attuazione delle misure agevolative e tra i dubbi da più parti sollevati sulla sufficienza dei 50 milioni annui, la proposta di allocazione operata dal Ministero non può che considerarsi un buon passo in avanti.

 

Pubblicato su Strill.it, quotidiano in tempo reale

“Zone Franche Urbane in Calabria: arrivano i fondi?”, marzo 2009

e su Lamezia Web, il portale internet del lametino

“Zone Franche Urbane in Calabria: arrivano i fondi?”, marzo 2009

( rocco.iemma@tin.it )

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