zone franche urbane, l’agenda

6 ottobre 2008

1) Cipe: delibera ai sensi dell’art. 1 comma 342 della L. n. 296/2006, come sostituito dall’art. 2 comma 563 della L. n. 244/2007 (fatto, delibera n. 5 del 30 gennaio 2008, pubblicata il 6 giugno 2008);

2) Ministero dello Sviluppo Economico: definizione delle procedure di presentazione delle proposte da parte delle amministrazioni coinvolte, ai sensi del paragrafo 2 della delibera n 5/2008 del Cipe (fatto, circolare del Dps-Mise n. 1418 del 26 giugno 2008);

3) Comuni interessati: presentazione delle proposte alle Regioni, ai sensi della delibera n. 5/2008 del Cipe (fatto entro il 21 luglio 2008);

4) Ministero dello Sviluppo Economico e Dipartimento per le Politiche di Sviluppo in collaborazione con le Regioni: entro 60 giorni dalla pubblicazione della delibera del Cipe, individuazione delle Zfu da proporre al Cipe per l’ammissione a finanziamento, ai sensi del paragrafo 2 della delibera n 5/2008 del Cipe (fatto, le Regioni hanno ammesso e inoltrato entro il 5 agosto 2008 le proposte al Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per le politiche di sviluppo; un Gruppo Tecnico interno ha elaborato e trasmesso al Cipe una Relazione sulla proposta di individuazione delle Zone Franche Urbane, del 30 settembre 2008);

5) Ministero dell’Economia e delle Finanze: decreto su limiti, modalità e condizioni delle esenzioni fiscali in Zona Franca Urbana, ai sensi dell’art. 1 comma 341 quater della L. n. 296/2006, introdotto dall’art. 2 comma 562 della L. n. 244/2007, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della disposizione (da fare, importante);

6) Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale: decreto su limiti di massimale di retribuzione entro cui applicare l’esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente previsto dall’art. 1 comma 341 lett. d) della L. n. 296/2006, come sostituito dall’art. 2 comma 562 della L. n. 244/2007, ai sensi dello stesso (da fare, importante);

7) Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le politiche di sviluppo – Nucleo di valutazione e verifica: proposta tecnica per il sistema di monitoraggio e la valutazione del dispositivo, secondo quanto previsto dal Gruppo Tecnico istituito presso il Mise-Dps al par. 12 della Relazione sulla proposta di individuazione delle Zone Franche Urbane del 30 settembre 2008, tutto ai fini dell’attuazione dell’art. 1, comma 343, della L. n. 296/2006 (da fare, importante);

8) Cipe: delibera recante individuazione e perimetrazione delle Zone Franche Urbane e allocazione delle risorse, ai sensi dell’art. 1 comma 342 della L. n. 296/2006, come sostituito dall’art. 2 comma 563 della L. n. 244/2007, e della delibera n. 5/2008 dello stesso Cipe (attendere prego, vedi punto 4);

9) Commissione Europea: autorizzazione delle misure e del dispositivo ex art. 88 par. 3 del Trattato istitutivo della Comunità Europea, ai sensi dell’art. 1 comma 342 della L. n. 296/2006, come sostituito dall’art. 2 comma 563 della L. n. 244/2007 (attendere prego, decisivo).

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3 Risposte to “zone franche urbane, l’agenda”

  1. santacesaria Says:

    la domanda che mi pongo è 50 milioni di euro non sono troppo pochi per 22 zone e per le imprese che non potranno essere soltanto 40 a zona.?

    • roccoiemma Says:

      Buonasera, credo che non sia così semplice fare previsioni di questo tipo nè scontato il risultato, non certo in una prospettiva giuridica tributaria. Partiamo dal presupposto che le Zfu dovevano essere 18, numero calcolato proprio sulla base delle risorse disponibili. In tal senso l’estensione a 22, operata dal Dipartimento per le Politiche di Sviluppo, può in effetti legittimamente far temere l’insufficienza dei 50 milioni annui. Detto ciò, però, v’è da considerare che l’allocazione delle risorse non risponderà, presumibilmente o meglio preferibilmente, a un criterio di parti uguali. Si consideri poi la convivenza di agevolazioni e esenzioni a imprese già esistenti, nel limite de minimis, e a nuove imprese. O le differenze tra Zfu, alcune meno disagiate di altre, dunque con imprese già esistenti in numero maggiore. Imprese che saranno in gran parte micro e che non è detto che usufruiranno ognuna di tutte le esenzioni possibili. Eccetera. Il quadro è incerto, ferme restando ovviamente tutte le possibili previsioni degli economisti, almeno fino all’emanazione di tutti i provvedimenti attuativi e, prima ancora, alle decisioni del Cipe, che pare siano imminenti.

      Nell’incertezza, una cosa è invece sicura: se amministratori e imprenditori si limitano a pensare alla leva fiscale, facendone peraltro una panacea di tutti i mali, il rischio di un equivoco e di un risultato non pienamente soddisfacente è elevato. I 50 milioni sono a copertura delle esenzioni. Ciò non toglie che altri interventi siano sempre possibili (infrastrutture, sociale, esenzioni e programmi a livello locale, come tra l’altro proposto in Campania) e, anzi, auspicabili, se si vuole attrarre l’investimento dall’esterno ma soprattutto se si vuole osservare fino in fondo il senso e lo spirito della norma, che non è quello di risollevare le sorti economiche di intere regioni (non è lo strumento adatto, non in prima battuta) ma quello di fornire una leva alla lotta al disagio socio-economico dei quartieri.

      Particolare, questo ultimo, non irrilevante ai fini di una valutazione della sufficienza delle risorse stanziate e di quelle di cui, sotto forma di esenzioni, potrà beneficiare in ipotesi ogni singola impresa in Zfu.

  2. santacesaria Says:

    concordo sul fatto che ci debba anche essere un intervento sotto forma di infrastrutture a livello locale per consentire un’innamoramento del quartiere


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