requisito o non requisito? questo è il problema…

2 settembre 2008

IMHO, affermare che un Comune ha i requisiti per essere inserito nella lista dei 18 comuni titolati ad essere zone franche urbane (sarebbe più corretto dire “a proporre l’individuazione di una zona franca urbana sul proprio territorio, ammesso che un suo quartiere ne abbia a sua volta i requisiti”) e subito dopo rammentare che i dati sulla disoccupazione hanno portato all’estromissione dello stesso, è una contraddizione in termini.

(rif. “Occupazione: Pelino da Ministro Scajola per zone franche urbane“, da Industriale Oggi)

Ad: i requisiti sono espressamente indicati nei provvedimenti del Cipe e del Mise-Dps in materia di Zone Franche Urbane e a questi e solo a questi, ai fini dell’individuazione, bisogna fare riferimento. Pertanto, o ci sono o non ci sono, almeno per quel che riguarda le Zfu. Non avere un tasso di disoccupazione più elevato della media nazionale dovrebbe essere una buona notizia, ma è pur vero che anche in Comuni con bassa disoccupazione vi sono situazioni di grave disagio che meriterebbero, per quanto non si tratti di un concorso a premi, di potere almeno concorrere per sperimentare questa misura agevolativa. Il post che precede riguarda proprio l’ipotesi di una futura (dal momento che a selezione ormai avvenuta non rimane che sperare in una successiva estensione del dispositivo) variazione dei requisiti di ammissione, a beneficio dei Comuni, del Nord Italia ma non solo, con un tasso di disoccupazione basso ma con aree particolarmente disagiate. 

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2 Risposte to “requisito o non requisito? questo è il problema…”

  1. claudia Says:

    il mio paese è rientrato nelle diciotto citta per usufruire della zona franca ma una cosa che non capisco come tanti altri negozianti e cge qui nel mio paese hanno dichiarato zone franca il centro del paese in degrado, ma a me come tanti altri non risulta visto che negli ultimi tempi hanno aperto tante attività tra bar e ristoranti quindi la domanda sorge spontanea c’è tutto questo degrado nel centro? e con tutto che hanno molte agevolazioni per tutte le manifestazioni che durante l’anno vengono organizzate a spese del comune . l’ altra domanda già sapevano di questa zona franca? Il resto del paese che non è rientrato in questo progetto lo ha appreso tramite un piccolo articolo sul giornale poche settimane fa. A me non sembra giusto v

  2. roccoiemma Says:

    Buonasera Claudia, sulle ragioni della scelta della sua amministrazione comunale non credo di poter essere utile, anche perchè non so da dove scrive e comunque non mi pronuncerei. E’ il Comune a prendere l’iniziativa e formulare la proposta. Se poi si sta chiedendo se è possibile che un Comune proponga un’area meno disagiata di altre, la risposta è sì. Tecnicamente è possibile. Tenga conto però, semplifico al massimo, che l’indice di disagio socioeconomico può essere elevato anche in presenza di numerose attività commerciali. Delle zone franche urbane si parla ormai da oltre un paio di anni in rete, sui giornali, presso le associazioni di categoria, i partiti politici. Le prime norme in materia sono entrate in vigore il 1° gennaio 2007. Per cui…


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