zone franche urbane in calabria: la proposta di reggio ultima ammessa, quella di crotone prima

12 agosto 2008

Reggio Calabria, l’area urbana probabilmente più estesa della Regione, la Città più popolosa, quasi sicuramente non ospiterà sul proprio territorio una Zona Franca Urbana. Perchè?

Si è conclusa il 5 agosto scorso la valutazione ad opera delle Regioni delle proposte di individuazione delle Zone Franche Urbane, fatte pervenire dai Comuni e da inoltrare al Ministero dello Sviluppo Economico per l’istruttoria decisiva.

Occorre rammentare che alle Regioni spettava innanzitutto di verificare la sussistenza dei requisiti di ammissibilità dei progetti e la corretta misurazione dell’indice di disagio socio-economico delle aree selezionate e, successivamente, valutate le relazioni nel loro complesso, di stilare una graduatoria tra le proposte da inviare al Ministero, indicando quelle di interesse prioritario, che solo in parte saranno definitivamente accolte dal Cipe nel previsto numero complessivo di diciotto sull’intero territorio nazionale.

Per quanto riguarda la Calabria, un comunicato stampa del Ministero dello Sviluppo Economico diffuso nella giornata di ieri rende di dominio pubblico che sono state ammesse al vaglio le proposte avanzate dai Comuni di Crotone, Lamezia Terme, Rossano, Vibo Valentia, Cosenza, Corigliano e Reggio Calabria.

In attesa di dati ufficiali dalla Regione, secondo quanto si apprende sulla delibera della Giunta che il 4 agosto scorso ha stabilito in merito all’individuazione delle Zone Franche Urbane e stando inoltre agli entusiastici commenti provenienti da Crotone, Lamezia Terme e Rossano, le cui amministrazioni avrebbero formulato proposte dichiarate di interesse prioritario, risulta che proprio quello riportato dal Ministero sia l’ordine di graduatoria fissato dall’esecutivo calabrese.

La proposta avanzata dalla Città dello Stretto avrebbe cioè ottenuto un punteggio di molto inferiore a quello attribuito alle relazioni tecniche predisposte dagli altri sei Comuni proponenti.

Non sono ancora note le motivazioni della scelta, che dovrebbero essere formalizzate nella relazione tecnica che la Regione Calabria ha inviato al Ministero per lo Sviluppo Economico.

Né i margini di discrezionalità in capo alla task force istituita presso l’Assessorato regionale alle Attività Produttive consentono di ipotizzare in maniera attendibile le ragioni di una più che realistica esclusione del Comune di Reggio Calabria dalla sperimentazione delle esenzioni in Zona Franca Urbana.

Pur potendosi legittimamente supporre, e trattasi di pura supposizione tutta da verificare, che esistano sul territorio reggino zone con maggiore disagio rispetto a quanto indicato alla Regione, non è facile, in realtà, comprendere al momento se la soluzione di Reggio Calabria sia stata considerata così gravemente non prioritaria per il basso indice di disagio socio-economico delle aree indicate rispetto a quelle individuate soprattutto nel territorio di Crotone, Lamezia Terme e Rossano, o non piuttosto e prevalentemente per altre ragioni da ricondursi al contenuto del progetto che, è bene ribadirlo, non era da limitarsi al solo calcolo su basi statistiche ma da arricchirsi con dettagliate informazioni su: modalità di gestione successiva; strategie di sviluppo e di pianificazione urbana; eventuali previsioni di cofinanziamento; misure di comunicazione e marketing territoriale; animazione economica e sociale; cooperazione con le realtà associative locali; obiettivi e scopi sottesi alla individuazione dell’area urbana con il corredo di dati su diffusione di micro-criminalità, carenze nei servizi pubblici, popolazione immigrata, patrimonio immobiliare non residenziale disponibile per l’insediamento di attività economiche.

Quale che sia il motivo per cui l’idea concepita in seno al Comune di Reggio Calabria è stata negativamente giudicata, è prudente immaginare, sebbene la decisione definitiva spetti al Ministero dello Sviluppo Economico e poi al Cipe, che difficilmente una rivalutazione rispetto all’attuale graduatoria, di per sé già improbabile, sarà mai sufficiente a far rientrare una delle aree proposte da Palazzo San Giorgio tra le tre Zone Franche Urbane, due secondo il quotidiano Libero, che al massimo la Calabria potrà ospitare sul proprio territorio.

Allo stato attuale, nell’impossibilità di ulteriori approfondimenti tecnici e fatte salve inattese smentite da Catanzaro, Crotone, Lamezia Terme e Rossano, per Reggio Calabria si profila la più classica delle occasioni svanite: quella di poter risollevare le sorti di almeno una delle aree urbane disagiate facendo leva su esenzioni e agevolazioni fiscali e contributive estremamente attrattive per le nuove piccole e micro imprese e per quelle già esistenti.

Pubblicato su Strill.it, quotidiano in tempo reale.

ZFU: Reggio tra le ultime ammesse?“, agosto 2008.

Ed ecco, in attesa di conoscere, se mai ciò accadrà, cifre ufficiali e motivazioni delle valutazioni espresse, la graduatoria finale delle proposte di individuazione di Zone Franche Urbane all’esito del vaglio della Regione Calabria, secondo il blog Percorsi di autonomia amministrativa e mentale – Iniziative per la costituzione del nuovo Comune di Porto Santa Venere (VV)

1) Crotone ZFU “Retroporto di Crotone” punteggio 19,00;
2) Lamezia Terme ZFU “Torrenti-Rotoli” punteggio 15,86;
3) Rossano ZFU “Quartieri ATERP” punteggio 13,73;
4) Vibo Valentia, 11,52 con la ZFU “Località Marinate”;
5) Cosenza “ZFU Centro storico” punteggio 10,64;
6) Corigliano “ZFU Centro storico” punteggio 10,35;
7) Reggio Calabria ZFU Catona” punteggio 10,28.

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