zone franche urbane in calabria: le proposte

30 luglio 2008

Secondo le fonti ufficiali, sono certamente quattro le amministrazioni calabresi che allo scadere del termine previsto per lo scorso 21 luglio hanno fatto pervenire alla Regione le proposte di individuazione e perimetrazione delle Zone Franche Urbane sul proprio territorio: si tratta dei Comuni di Reggio Calabria, Lamezia Terme, Crotone e Cosenza.

Ancora nessuna conferma o smentita, invece, dall’Amministrazione di Vibo Valentia, dove l’ipotesi di individuazione di una Zona Franca Urbana è stata al centro di un vivace dibattito sui quotidiani locali proprio a ridosso dell’ultimo giorno utile per la presentazione.

Per la Città dello Stretto, l’Assessore alle Attività Produttive Candeloro Imbalzano e l’Assessore all’Urbanistica Demetrio Porcino hanno descritto alla stampa, nella giornata di mercoledì 23, due proposte: l’area Catona-Arghillà a nord e l’area Ravagnese-Pellaro a sud.

Si tratta di zone periferiche con diversa vocazione ma entrambe con potenzialità di sviluppo e ripresa e già al centro dei piani urbanistici e dei programmi per la localizzazione di attività produttive.

Anche Lamezia Terme avanza due soluzioni alternative, che in base a un’interessante impostazione corrispondono a due diversi modelli sviluppo, ovvero l’area Torrenti-Rotoli-Capizzaglie-Scinà, che patisce gravi problemi di ritardo sociale ed economico e nel contempo aperta all’insediamento di imprese, e l’area del centro storico, laddove invece l’individuazione di una Zona Franca Urbana risponderebbe alla necessità di arginare il recente fenomeno di delocalizzazione verso le periferie di importanti attività economiche e di servizi.

Crotone potrebbe invece vedere identificata quale Zona Franca Urbana una vasta area retroportuale, che comprende centro storico e area industriale, in questi mesi interessata dalla bonifica, e, tra gli altri, i quartieri Marinella e Fondo Gesù, già destinatari di programmi di riqualificazione ma tuttora in crisi socio-economica, come e più, statistiche alla mano, del resto del territorio comunale e provinciale.

Per quanto riguarda Cosenza, il capoluogo silano propone esclusivamente il centro e le zone contermini, evidentemente caratterizzate da particolari situazioni di svantaggio rispetto ad altre parti del territorio comunale: in base all’assetto urbano si possono quindi presentare di caso in caso indici di disagio socio-economico più elevati in centro che in periferia.

Sarà la task force istituita presso l’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Calabria a selezionare i progetti di interesse prioritario che, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, sottoporrà successivamente al vaglio del Cipe.

Occorre infatti ricordare che è previsto che in ciascuna Regione possano essere delimitate non più di tre Zone Franche Urbane e che, in ogni caso, sarà il Cipe a decidere in ordine alla individuazione definitiva e alla allocazione delle risorse, prima della necessaria e decisiva autorizzazione della Commissione Europea.

Dunque, almeno una delle amministrazioni comunali calabresi non vedrà accolta la propria proposta.

E’ presumibile che a deporre in favore dell’accoglimento saranno non soltanto l’indice di disagio socio-economico e i dati statistici riportati secondo le puntuali indicazioni che il Dipartimento per le Politiche di Sviluppo ha reso pubbliche on line, ma anche un’adeguata motivazione progettuale, una descrizione delle modalità di gestione previste, l’esistenza e la predisposizione di piani e programmi di tipo urbanistico e socio-assistenziale, gli ulteriori indicatori richiesti dalla Deliberazione n. 5/2008 del Cipe, una precisa elencazione delle vie interessate col supporto di strumenti cartografici e in formato digitale e, non da ultimo, una compiuta descrizione delle potenzialità inespresse dell’area prescelta e la fondatezza delle ragioni per cui la Zona Franca Urbana può sostenere la loro realizzazione.

Elementi, questi, che rivelano margini di discrezionalità nel ruolo di filtro che la Regione assume secondo l’attuale normativa e che, inevitabilmente, generano incertezza sull’esito finale dell’istruttoria, che dovrà concludersi entro il 5 agosto prossimo.

Pubblicato su “Strill.it“, quotidiano in tempo reale.

Zone franche urbane: le proposte“, luglio 2008.

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