zone franche urbane in calabria: entro il 5 agosto la scelta

22 luglio 2008

Secondo le prime notizie diffuse a mezzo stampa e internet, sono quattro le amministrazioni calabresi che, allo scadere del termine previsto, hanno presentato alla Regione le proposte di individuazione e perimetrazione delle Zone Franche Urbane sul proprio territorio: si tratta dei Comuni di Reggio Calabria, Lamezia Terme, Crotone e Cosenza.

Della proposta della città dello Stretto, si saprà di più a seguito della conferenza stampa dedicata all’argomento convocata per mercoledì 23 luglio, così come da Crotone si spera di ottenere presto maggiori dettagli.

A Cosenza e Lamezia Terme, invece, è già noto quali sono le circoscrizioni e i quartieri individuati: se il capoluogo silano propone esclusivamente il centro e le zone contermini, evidentemente caratterizzate da particolari situazioni di svantaggio rispetto ad altre parti del territorio comunale, la città della Piana avanza invece due proposte alternative, che in base a un’interessante impostazione corrispondono a due diversi modelli sviluppo, ovvero l’area Torrenti-Rotoli-Capizzaglie-Scinà, che patisce gravi problemi di ritardo sociale ed economico e ha nel contempo vocazione e potenzialità di insediamento produttivo, e l’area del centro storico, laddove invece l’individuazione di una Zona Franca Urbana risponderebbe alla necessità di arginare il recente fenomeno di delocalizzazione verso le periferie di importanti attività economiche e di servizi.

Sarà la task force istituita presso l’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Calabria a selezionare i progetti di interesse prioritario che, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, sottoporrà successivamente al vaglio del Cipe.

Occorre infatti ricordare che è previsto che in ciascuna Regione possano essere delimitate non più di tre Zone Franche Urbane e che, in ogni caso, sarà il Cipe a decidere in ordine alla individuazione definitiva e alla allocazione delle risorse, prima delle necessaria e decisiva autorizzazione della Commissione Europea.

Dunque, almeno una delle amministrazioni comunali calabresi non vedrà accolta la propria proposta.

In attesa di conoscere forma e contenuto delle relazioni tecniche, è presumibile che a deporre a favore dell’accoglimento saranno non soltanto l’indice di disagio socio-economico e i dati statistici calcolati e riportati secondo le puntuali indicazioni che il Dipartimento per le Politiche di Sviluppo ha reso pubbliche on line, ma anche un’adeguata motivazione progettuale, una descrizione delle modalità di gestione previste, l’esistenza e la predisposizione di piani e programmi di tipo urbanistico e socio-assistenziale, gli ulteriori indicatori richiesti dalla Deliberazione n. 5/2008 del Cipe, una precisa elencazione delle vie interessate col supporto di strumenti cartografici e in formato digitale e, non da ultimo, una compiuta descrizione delle potenzialità inespresse dell’area prescelta e la fondatezza delle ragioni per cui la Zona Franca Urbana può sostenere la loro realizzazione.

Elementi, questi, che rivelano margini di discrezionalità nel ruolo di filtro che la Regione assume secondo l’attuale dispositivo e che, inevitabilmente, generano incertezza sull’esito finale dell’istruttoria, che dovrà concludersi entro il 5 agosto prossimo. 

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