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	<title>Commenti per rocco iemma</title>
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	<description>IMHO - rocco.iemma@tin.it</description>
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		<title>Commenti su zone franche rurali, perchè no? di non solo urbane &#171; rocco iemma</title>
		<link>http://roccoiemma.wordpress.com/2008/11/12/zone-franche-urbane-ma-non-solo/#comment-47</link>
		<dc:creator>non solo urbane &#171; rocco iemma</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:12:52 +0000</pubDate>
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		<description>[...] zone franche rurali, perchè no? [...]</description>
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		<title>Commenti su zfu 2.0 di roccoiemma</title>
		<link>http://roccoiemma.wordpress.com/2009/01/23/zfu-20/#comment-46</link>
		<dc:creator>roccoiemma</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2009 17:00:27 +0000</pubDate>
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		<description>Domanda difficile, Annalisa, almeno per un profano come me. Quello che posso dire è che l&#039;esperienza francese insegna che tra i settori più avvantaggiati dalle esenzioni fiscali in zona franca urbana vi è quello dell&#039;educazione, per esempio, e che le sole agevolazioni non bastano a risollevare le sorti dei quartieri svantaggiati. Anche in Italia si sta prendendo coscienza del fatto che riqualificare un quartiere significa non solo aiutare piccole e micro imprese ma anche intervenire sul piano sociale e urbanistico (ipotizzo: arredo urbano, architettura, pianificazione, restauro) attraverso l&#039;intervento pubblico e il coinvolgimento dei privati. Per la Campania, così come per ogni altra regione, non credo che vi sia una risposta, ma tante. Quelle cioè che sapranno dare i singoli Comuni che, attraverso strategie di marketing territoriale e agevolazioni al settore, vorranno orientare i vantaggi della zona franca franca urbana verso la propria vocazione, che può anche essere quella turistica, quindi della valorizzazione dei beni culturali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Domanda difficile, Annalisa, almeno per un profano come me. Quello che posso dire è che l&#8217;esperienza francese insegna che tra i settori più avvantaggiati dalle esenzioni fiscali in zona franca urbana vi è quello dell&#8217;educazione, per esempio, e che le sole agevolazioni non bastano a risollevare le sorti dei quartieri svantaggiati. Anche in Italia si sta prendendo coscienza del fatto che riqualificare un quartiere significa non solo aiutare piccole e micro imprese ma anche intervenire sul piano sociale e urbanistico (ipotizzo: arredo urbano, architettura, pianificazione, restauro) attraverso l&#8217;intervento pubblico e il coinvolgimento dei privati. Per la Campania, così come per ogni altra regione, non credo che vi sia una risposta, ma tante. Quelle cioè che sapranno dare i singoli Comuni che, attraverso strategie di marketing territoriale e agevolazioni al settore, vorranno orientare i vantaggi della zona franca franca urbana verso la propria vocazione, che può anche essere quella turistica, quindi della valorizzazione dei beni culturali.</p>
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		<title>Commenti su zfu 2.0 di mariniello annalisa</title>
		<link>http://roccoiemma.wordpress.com/2009/01/23/zfu-20/#comment-45</link>
		<dc:creator>mariniello annalisa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2009 16:33:24 +0000</pubDate>
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		<description>in che odo le zone franche urbane possono incidere sullo sviluppo dell&#039;erte e della cultura, soprattutto in campania</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>in che odo le zone franche urbane possono incidere sullo sviluppo dell&#8217;erte e della cultura, soprattutto in campania</p>
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		<title>Commenti su c&#8217;è sempre una prima volta di roccoiemma</title>
		<link>http://roccoiemma.wordpress.com/2009/03/10/discrezionalita-o-non-discrezionalita-questo-e-il-problema/#comment-44</link>
		<dc:creator>roccoiemma</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 21:35:41 +0000</pubDate>
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		<description>addirittura.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>addirittura.</p>
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		<title>Commenti su c&#8217;è sempre una prima volta di studiolegaletradizionale</title>
		<link>http://roccoiemma.wordpress.com/2009/03/10/discrezionalita-o-non-discrezionalita-questo-e-il-problema/#comment-43</link>
		<dc:creator>studiolegaletradizionale</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 21:32:23 +0000</pubDate>
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		<description>grande.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grande.</p>
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		<title>Commenti su zona franca urbana, una grande opportunità di santacesaria</title>
		<link>http://roccoiemma.wordpress.com/2008/12/04/zona-franca-urbana-una-grande-opportunita/#comment-41</link>
		<dc:creator>santacesaria</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 18:58:15 +0000</pubDate>
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		<description>purtroppo la prima data rigurdante il cipe e dicembrre è saltata</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>purtroppo la prima data rigurdante il cipe e dicembrre è saltata</p>
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		<title>Commenti su zone franche urbane, l&#8217;agenda di santacesaria</title>
		<link>http://roccoiemma.wordpress.com/2008/10/06/zone-franche-urbane-lagenda/#comment-40</link>
		<dc:creator>santacesaria</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 09:23:33 +0000</pubDate>
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		<description>concordo sul fatto che ci debba anche essere un intervento sotto forma di infrastrutture a livello locale per consentire un&#039;innamoramento del quartiere</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>concordo sul fatto che ci debba anche essere un intervento sotto forma di infrastrutture a livello locale per consentire un&#8217;innamoramento del quartiere</p>
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		<title>Commenti su zone franche urbane, l&#8217;agenda di roccoiemma</title>
		<link>http://roccoiemma.wordpress.com/2008/10/06/zone-franche-urbane-lagenda/#comment-39</link>
		<dc:creator>roccoiemma</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 22:21:29 +0000</pubDate>
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		<description>Buonasera, credo che non sia così semplice fare previsioni di questo tipo nè scontato il risultato, non certo in una prospettiva giuridica tributaria. Partiamo dal presupposto che le Zfu dovevano essere 18, numero calcolato proprio sulla base delle risorse disponibili. In tal senso l&#039;estensione a 22, operata dal Dipartimento per le Politiche di Sviluppo, può in effetti legittimamente far temere l&#039;insufficienza dei 50 milioni annui. Detto ciò, però, v&#039;è da considerare che l&#039;allocazione delle risorse non risponderà, presumibilmente o meglio preferibilmente, a un criterio di parti uguali. Si consideri poi la convivenza di agevolazioni e esenzioni a imprese già esistenti, nel limite de minimis, e a nuove imprese. O le differenze tra Zfu, alcune meno disagiate di altre, dunque con imprese già esistenti in numero maggiore. Imprese che saranno in gran parte micro e che non è detto che usufruiranno ognuna di tutte le esenzioni possibili. Eccetera. Il quadro è incerto, ferme restando ovviamente tutte le possibili previsioni degli economisti, almeno fino all&#039;emanazione di tutti i provvedimenti attuativi e, prima ancora, alle decisioni del Cipe, che pare siano imminenti.

Nell&#039;incertezza, una cosa è invece sicura: se amministratori e imprenditori si limitano a pensare alla leva fiscale, facendone peraltro una panacea di tutti i mali, il rischio di un equivoco e di un risultato non pienamente soddisfacente è elevato. I 50 milioni sono a copertura delle esenzioni. Ciò non toglie che altri interventi siano sempre possibili (infrastrutture, sociale, esenzioni e programmi a livello locale, come tra l&#039;altro proposto in Campania) e, anzi, auspicabili, se si vuole attrarre l&#039;investimento dall&#039;esterno ma soprattutto se si vuole osservare fino in fondo il senso e lo spirito della norma, che non è quello di risollevare le sorti economiche di intere regioni (non è lo strumento adatto, non in prima battuta) ma quello di fornire una leva alla lotta al disagio socio-economico dei quartieri.

Particolare, questo ultimo, non irrilevante ai fini di una valutazione della sufficienza delle risorse stanziate e di quelle di cui, sotto forma di esenzioni, potrà beneficiare in ipotesi ogni singola impresa in Zfu.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera, credo che non sia così semplice fare previsioni di questo tipo nè scontato il risultato, non certo in una prospettiva giuridica tributaria. Partiamo dal presupposto che le Zfu dovevano essere 18, numero calcolato proprio sulla base delle risorse disponibili. In tal senso l&#8217;estensione a 22, operata dal Dipartimento per le Politiche di Sviluppo, può in effetti legittimamente far temere l&#8217;insufficienza dei 50 milioni annui. Detto ciò, però, v&#8217;è da considerare che l&#8217;allocazione delle risorse non risponderà, presumibilmente o meglio preferibilmente, a un criterio di parti uguali. Si consideri poi la convivenza di agevolazioni e esenzioni a imprese già esistenti, nel limite de minimis, e a nuove imprese. O le differenze tra Zfu, alcune meno disagiate di altre, dunque con imprese già esistenti in numero maggiore. Imprese che saranno in gran parte micro e che non è detto che usufruiranno ognuna di tutte le esenzioni possibili. Eccetera. Il quadro è incerto, ferme restando ovviamente tutte le possibili previsioni degli economisti, almeno fino all&#8217;emanazione di tutti i provvedimenti attuativi e, prima ancora, alle decisioni del Cipe, che pare siano imminenti.</p>
<p>Nell&#8217;incertezza, una cosa è invece sicura: se amministratori e imprenditori si limitano a pensare alla leva fiscale, facendone peraltro una panacea di tutti i mali, il rischio di un equivoco e di un risultato non pienamente soddisfacente è elevato. I 50 milioni sono a copertura delle esenzioni. Ciò non toglie che altri interventi siano sempre possibili (infrastrutture, sociale, esenzioni e programmi a livello locale, come tra l&#8217;altro proposto in Campania) e, anzi, auspicabili, se si vuole attrarre l&#8217;investimento dall&#8217;esterno ma soprattutto se si vuole osservare fino in fondo il senso e lo spirito della norma, che non è quello di risollevare le sorti economiche di intere regioni (non è lo strumento adatto, non in prima battuta) ma quello di fornire una leva alla lotta al disagio socio-economico dei quartieri.</p>
<p>Particolare, questo ultimo, non irrilevante ai fini di una valutazione della sufficienza delle risorse stanziate e di quelle di cui, sotto forma di esenzioni, potrà beneficiare in ipotesi ogni singola impresa in Zfu.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su zone franche urbane, l&#8217;agenda di santacesaria</title>
		<link>http://roccoiemma.wordpress.com/2008/10/06/zone-franche-urbane-lagenda/#comment-38</link>
		<dc:creator>santacesaria</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 19:38:58 +0000</pubDate>
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		<description>la domanda che mi pongo è 50 milioni di euro non sono troppo pochi per 22 zone e per le imprese che non potranno essere soltanto 40 a zona.?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la domanda che mi pongo è 50 milioni di euro non sono troppo pochi per 22 zone e per le imprese che non potranno essere soltanto 40 a zona.?</p>
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		<title>Commenti su requisito o non requisito? questo è il problema&#8230; di roccoiemma</title>
		<link>http://roccoiemma.wordpress.com/2008/09/02/requisito-o-non-requisito-questo-e-il-problema/#comment-37</link>
		<dc:creator>roccoiemma</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 17:16:05 +0000</pubDate>
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		<description>Buonasera Claudia, sulle ragioni della scelta della sua amministrazione comunale non credo di poter essere utile, anche perchè non so da dove scrive e comunque non mi pronuncerei. E&#039; il Comune a prendere l&#039;iniziativa e formulare la proposta. Se poi si sta chiedendo se è possibile che un Comune proponga un&#039;area meno disagiata di altre, la risposta è sì. Tecnicamente è possibile. Tenga conto però, semplifico al massimo, che l&#039;indice di disagio socioeconomico può essere elevato anche in presenza di numerose attività commerciali. Delle zone franche urbane si parla ormai da oltre un paio di anni in rete, sui giornali, presso le associazioni di categoria, i partiti politici. Le prime norme in materia sono entrate in vigore il 1° gennaio 2007. Per cui...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera Claudia, sulle ragioni della scelta della sua amministrazione comunale non credo di poter essere utile, anche perchè non so da dove scrive e comunque non mi pronuncerei. E&#8217; il Comune a prendere l&#8217;iniziativa e formulare la proposta. Se poi si sta chiedendo se è possibile che un Comune proponga un&#8217;area meno disagiata di altre, la risposta è sì. Tecnicamente è possibile. Tenga conto però, semplifico al massimo, che l&#8217;indice di disagio socioeconomico può essere elevato anche in presenza di numerose attività commerciali. Delle zone franche urbane si parla ormai da oltre un paio di anni in rete, sui giornali, presso le associazioni di categoria, i partiti politici. Le prime norme in materia sono entrate in vigore il 1° gennaio 2007. Per cui&#8230;</p>
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