Archivio per il 'fiscalità di vantaggio'Categoria

zone franche urbane, conto alla rovescia

20 Novembre 2009

Zone Franche Urbane, ci siamo quasi:

1) Cipe: delibera ai sensi dell’art. 1 comma 342 della L. n. 296/2006, come sostituito dall’art. 2 comma 563 della L. n. 244/2007 (fatto, delibera n. 5 del 30 gennaio 2008, pubblicata il 6 giugno 2008);

2) Ministero dello Sviluppo Economico: definizione delle procedure di presentazione delle proposte da parte delle amministrazioni coinvolte, ai sensi del paragrafo 2 della delibera n 5/2008 del Cipe (fatto, circolare del Dps-Mise n. 1418 del 26 giugno 2008);

3) Comuni interessati: presentazione delle proposte alle Regioni, ai sensi della delibera n. 5/2008 del Cipe (fatto entro il 21 luglio 2008);

4) Ministero dello Sviluppo Economico e Dipartimento per le Politiche di Sviluppo in collaborazione con le Regioni: entro 60 giorni dalla pubblicazione della delibera del Cipe, individuazione delle Zfu da proporre al Cipe per l’ammissione a finanziamento, ai sensi del paragrafo 2 della delibera n 5/2008 del Cipe (fatto, le Regioni hanno ammesso e inoltrato entro il 5 agosto 2008 le proposte al Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per le politiche di sviluppo; un Gruppo Tecnico interno ha elaborato una Relazione sulla proposta di individuazione delle Zone Franche Urbane da trasmettere al Cipe, Relazione datata 30 settembre 2008);

5) Ministero dell’Economia e delle Finanze: decreto su limiti, modalità e condizioni delle esenzioni fiscali in Zona Franca Urbana, ai sensi dell’art. 1 comma 341 quater della L. n. 296/2006, introdotto dall’art. 2 comma 562 della L. n. 244/2007, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della disposizione (in arrivo, secondo indiscrezioni);

6) Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale: decreto su limiti di massimale di retribuzione entro cui applicare l’esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente previsto dall’art. 1 comma 341 lett. d) della L. n. 296/2006, come sostituito dall’art. 2 comma 562 della L. n. 244/2007, ai sensi dello stesso (in arrivo, secondo indiscrezioni);

7) Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le politiche di sviluppo – Nucleo di valutazione e verifica: proposta tecnica per il sistema di monitoraggio e la valutazione del dispositivo, secondo quanto previsto dal Gruppo Tecnico istituito presso il Mise-Dps al par. 12 della Relazione sulla proposta di individuazione delle Zone Franche Urbane del 30 settembre 2008, tutto ai fini dell’attuazione dell’art. 1, comma 343, della L. n. 296/2006 (da fare, importante, inizialmente previsto entro il 2008, poi entro il primo trimestre 2009 secondo la proposta del Ministero dello Sviluppo Economico del 9 dicembre 2008, approvata dal Cipe in data 8 maggio 2009);

8) Cipe: delibera recante individuazione e perimetrazione delle Zone Franche Urbane e allocazione delle risorse, ai sensi dell’art. 1 comma 342 della L. n. 296/2006, come sostituito dall’art. 2 comma 563 della L. n. 244/2007, e della delibera n. 5/2008 dello stesso Cipe (fatto, 8 maggio 2009, su proposta del Ministero dello Sviluppo Economico, deliberazione n. 14/2009 pubblicata in G.U. n. 159 del 11 luglio 2009);

9) Commissione Europea: autorizzazione delle misure e del dispositivo ex art. 88 par. 3 del Trattato istitutivo della Comunità Europea, ai sensi dell’art. 1 comma 342 della L. n. 296/2006, come sostituito dall’art. 2 comma 563 della L. n. 244/2007 (autorizzazione richiesta in data 11 giugno 2009, aiuto di stato N346/2009, concessa il 28 ottobre 2009);

10) Comuni e Ministero dello Sviluppo Economico: Contratti di Zona Franca Urbana (impegni sottoscritti a Roma il 28 ottobre 2009).

( rocco.iemma@tin.it )

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non solo urbane

20 Novembre 2009

Circa un anno fa, su questo blog:

zone franche rurali, perchè no?

12 Novembre 2008

In Francia esistono le Zones de Revitalisation Rurale, introdotte nel 1995 e comprendenti comuni con un basso numero di abitanti, con scarsa popolazione attiva e con vocazione agricola. Al loro interno si attuano misure fiscali agevolative di varia tipologia e interventi pubblici a sostegno e in sussidio dell’iniziativa privata per la conservazione delle attività agricole e lo sviluppo di artigianato e agriturismo. Lo scopo è evidentemente quello di favorire i territori svantaggiati dalla distanza, dalla collocazione geografica e dalla incapacità di attrarre sviluppo, per ciò stesso in fase di spopolamento e invecchiamento. Secondo gli ultimi rilievi, a oltre dieci anni dalla loro istituzione, le Zones de Revitalisation Rurale sembrano dare buoni frutti sotto il profilo della nascita di nuove imprese e della distribuzione sul territorio nazionale del turismo ambientale, oggi più diffuso e diffuso più ampiamente.

In Belgio, in particolare nella regione vallone, un “piano Marshall” del 2005, poi corretto con successivi decreti del 2006 e del 2007, ha previsto l’istituzione di Zone Franche Locali anche in territori extraurbani, perciò definite Zones Franches Rurales, in comuni caratterizzati da scarsa densità abitativa, problemi di isolamento, difficoltà socio-economiche, criticità in tema di servizi essenziali, di disoccupazione, di reddito medio dichiarato, soggetti svantaggiati, condizioni abitative precarie.

In Italia, dal recente e ancora attuale dibattito sulle Zone Franche Urbane è emersa l’esigenza da parte di numerose amministrazioni, escluse sulla base dei parametri, di usufruire di forme di fiscalità di vantaggio territoriale per la crescita, il rilancio di territori non urbani ma non per questo meno bisognosi di interventi.

Sempre più di frequente si invocano esenzioni a livello locale per il turismo, in qualche caso si propone l’estensione dei benefici in Zona Franca Urbana a diversi contesti. Numerose sono poi le proposte e i disegni di legge per l’istituzione di zone franche in piccoli comuni svantaggiati, per esempio quelli situati al confine con province e regioni a statuto autonomo e speciale e con territori che godono di una fiscalità vantaggiosa o di migliori condizioni economiche.

Se ne discute in Trentino Alto Adige, ma anche in Sardegna e in Valle d’Aosta, dove si ipotizza l’individuazione di Zone Franche Montane.

La complessità dei problemi legati allo spopolamento di campagne e montagne, alla concentrazione dei servizi ai cittadini e alle imprese e alla trasformazione del mondo agricolo e nel contempo le potenzialità di sviluppo proprie dell’Italia, del suo artigianato, della sua tradizione enogastronomica, della sua agricoltura, inducono ad una riflessione sulla sperimentazione anche in questo ambito di uno strumento finora destinato solo ai quartieri delle città.

Zone Franche Rurali anche in Italia, perchè no?

A margine della firma dei “Contratti di Zona Franca Urbana”, avvenuta a Roma il 28 ottobre scorso, il tema delle zone franche in località rurali e montane è tornato alla ribalta.

Il merito è soprattutto del Presidente della Regione Valle d’Aosta Augusto Rollandin, che in occasione di una recente Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome ha rilanciato l’ipotesi di Zone Franche Montane “simili a quelle Urbane, per garantire le agevolazioni e gli incentivi previdenziali e fiscali in grado di attrarre gli investimenti di capitale e sostenere le imprese, con benefici per l’occupazione”, nell’ambito di politiche mirate alla coesione territoriale.

Nella giornata di ieri, l’amico Fabrizio Favre, direttore del Corriere della Valle d’Aosta e collaboratore del Sole 24 Ore Nord Ovest, si chiede sul suo blog “ImpresaVDA” se la decisione Aiuto di Stato N346/2009, con cui la Commissione Europea ha autorizzato le Zone Franche Urbane in Italia, possa essere d’ispirazione per le Zone Franche Montane.

La risposta è: forse sì.

La citata comunicazione della Commissione Europea, infatti, in un suo passaggio sottolinea: “la politica di coesione può contribuire alla creazione di comunità sostenibili in quanto permette di affrontare le questioni economiche, sociali e ambientali attraverso strategie integrate di rinnovamento, recupero e sviluppo delle zone urbane e rurali“, richiamando in nota la Comunicazione Politica di coesione a sostegno della crescita e dell’occupazione: linee guida della strategia comunitaria per il periodo 2007-2013, in particolare il punto relativo al contributo della politica di coesione alla crescita e all’occupazione.

Spunti interessanti.

( rocco.iemma@tin.it )

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a catania, per esempio

19 Novembre 2009

Tratto dal quotidiano online “CataniaPolitica“:

ZFU DI LIBRINO: PIU’ RISORSE DAL COMUNE DI CATANIA

Il Consiglio Comunale nella seduta di ieri ha approvato all’unanimità un ordine del giorno teso a dare applicazione al progetto “ Lotta al disagio socio-occupazionale nelle aree urbane” relativo alle zona franca urbana (ZFU) di Librino impiegando le risorse residue del patto territoriale denominato “ Catania Sud” e del “Patto per il Lavoro”. Sull’odg, proposto come primo firmatario dal vice presidente vicario del Consiglio Comunale Puccio La Rosa con l’apporto tecnico de’ La Contea, si sono espressi favorevolmente, sottoscrivendolo, i capigruppo del Pd, Pdl, Udc, la Destra, Mpa e il presidente della sesta commissione consiliare, Maurizio Mirenda.

La ZFU di librino rientra tra le 22 aree individuate in tutta Italia e tra le tre siciliane che possono ottenere sgravi fiscali e contributivi con eventuali investimenti aggiuntivi lasciati alla libera scelta dei Comuni  con risorse rintracciate tra quelle locali. Destinatari del piano le piccole e micro imprese che aderiranno con il sistema detto “ clik – Day” ossia chi prima aderisce prima otterrà lo sgravio. L’iniziativa in questione, salvaguarda dal rischio di vanificare gli effetti positivi della nascita di una Zfu per mancanza di risorse, disponendo l’accantonamento dal bilancio comunale di più di un milione di euro derivanti da fondi residui destinati al microcredito del” Patto per il Lavoro”  e di circa sette milioni di euro disponibili nell’ambito del “ Patto Territoriale denominato Catania Sud”.

“ Una scelta importante- ha detto La Rosa – che libera risorse e avvia le procedure amministrative necessarie per impiegarle attraverso l’istituto del microcredito rivolto a piccole imprese artigianali, industriali, turistiche che partecipano alla ZFU di Librino”. Inoltre sarà possibile realizzare le infrastrutture necessarie nella zona artigianale prevista  sempre all’interno della Zfu di Librino con i circa sette milioni a disposizione del Comune.  Il Consiglio Comunale ha inoltre impegnato l’Amministrazione a costruire una cabina di regia che coinvolga, con risorse e sinergie, anche la Provincia Regionale e la Regione Siciliana, la nascita di uno sportello informativo che sfrutti quello già esistente dello sportello unico d’impresa e, infine, a costituire una tavolo di concertazione con le associazioni sindacali  e di categoria per la realizzazione di un piano articolato di intervento su sviluppo e occupazione.

http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/2009/11/19/zfu-di-librino-piu-risorse/

Un altro esempio.

( rocco.iemma@tin.it )

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modello francese, la scelta vincente: la decisione della commissione europea

19 Novembre 2009

Sono trascorsi circa due anni e mezzo da quando, vigente il testo originario dell’art. 1, commi 340-343, della L. n. 296/2006 (Legge Finanziaria 2007), si esprimevano perplessità sugli obiettivi e le basi giuridiche dell’istituzione delle Zone Franche Urbane e si segnalava l’opportunità di avvicinare il modello italiano a quello francese, allo scopo di adeguare il dispositivo ai principi e agli orientamenti comunitari e quindi di favorirne l’approvazione da parte della Commissione Europea.

Il timore era che il richiamo agli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013 e agli Orientamenti sugli aiuti alle piccole imprese di nuova costituzione della misura come adottata in prima battuta, così come la caratterizzazione ecocomica e finalizzata allo sviluppo regionale peraltro del solo Mezzogiorno, potessero ostare all’approvazione comunitaria e alla stessa applicazione delle agevolazioni (Clelia Buccico, Il fondamento giuridico delle zone franche urbane e l’equivoco con le zone franche di diritto doganale, in “Diritto e pratica tributaria”, vol. LXXIX n. 1 2008; sia consentito rinviare anche a Rocco Iemma, Le Zone Franche Urbane in Italia. L’esperienza francese, rilievi critici e spunti di riflessione, in “Filodiritto” http://www.filodiritto.com, 2 maggio 2007).

Dopo le modifiche introdotte dalla Legge Finanziaria 2008, con le quali il Legislatore ha rimosso il riferimento agli Orientamenti e il limite al solo Mezzogiorno, anche dalla Commissione Europea giunge un’importante conferma.

E’ stata infatti pubblicata la comunicazione ufficiale all’Italia della decisione Aiuto di Stato N346/2009, della quale si riproducono alcuni passaggi ancora oggi utili per comprendere fino in fondo la ratio delle esenzioni in Zona Franca Urbana e i motivi e le condizioni della loro ammissibilità:

“…obiettivo del dispositivo è contrastare i fenomeni di esclusione sociale che caratterizzano talune zone urbane e di favorire l’integrazione sociale e culturale dei loro abitanti…”

“…le misure notificate mirano a rafforzare il tessuto economico locale di queste zone e a stimolarvi la creazione di nuove attività tramite incentivi fiscali, favorendo così l’occupazione…”

“…le misure proposte nel quadro del regime delle ZFU non mirano tanto a incentivare gli investimenti e la creazione di occupazione in una prospettiva di sviluppo economico regionale, ma mirano piuttosto a porre rimedio alle esclusioni di natura territoriale e sociale…”

“…la Commissione ritiene quindi, come già affermato relativamente alle zone franche urbane francesi nella decisione N/70/A/2006, che le misure notificate non coincidano esattamente con gli orientamenti sugli aiuti di Stato a finalità regionale…”

“…la rivalorizzazione economica e sociale dei quartieri urbani svantaggiati può quindi essere considerata una delle iniziative che mirano a obiettivi di coesione economica e sociale…”

“…la Commissione ritiene dunque che il regime in oggetto abbia come obiettivo esclusivo zone a elevata concentrazione di serie difficoltà socio-economiche per le quali è richiesto un intervento dei poteri pubblici, ed è quindi necessario…”

“…benché non sia possibile escludere effetti sugli scambi, apparentemente tali effetti sarebbero molto limitati e non tali da provocare una distorsione in misura contraria al comune interesse, per i seguenti motivi: – il regime è rivolto esclusivamente a piccole e micro imprese; – le misure sono aperte a tutti i settori di attività; – la copertura geografica delle misure è limitata (interessano solo lo 0,58% della popolazione); – i quartieri sono stati selezionati in funzione di criteri obiettivi quali il tasso di disoccupazione, il tasso di occupazione, il tasso di popolazione di età inferiore a 24 anni sul totale della popolazione e il tasso di scolarizzazione; – le misure mirano essenzialmente a lottare contro l’esclusione sociale in quartieri particolarmente difficili; – le autorità italiane, per far sì che vi sia la massima trasparenza nella valutazione delle azioni poste in atto, trasmettono al CIPE relazioni annuali sull’attuazione delle ZFU; – le misure sono limitate nel tempo…”

“…la Commissione ritiene che le misure in esame non siano tali da alterare le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse e che gli effetti sugli scambi saranno molto limitati…”.

La Commissione Europea, confermando il proprio convincimento, stabilisce dunque alcuni punti fermi, tecnicamente e concettualmente imprescindibili se e quando si discute di Zone Franche Urbane e fiscalità di vantaggio “mirata”, a beneficio di un dibattito pubblico talvolta viziato dalla sottovalutazione di alcuni aspetti (ad esempio, il necessario rigore di parametri geografici e demografici prestabiliti) e dalla sopravalutazione di altri (ad esempio, gli effetti diretti sullo sviluppo di aree vaste).

Modello francese, sempre più modello europeo.

Pubblicato su Lamezia Web, quotidiano in tempo reale

“La decisione della Commissione Europea sulle ZFU”, novembre 2009

( rocco.iemma@tin.it )

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28 ottobre 2009, il giorno delle zone franche urbane

30 Ottobre 2009

zone franche urbane, la commissione europea autorizza

30 Ottobre 2009

La Commissione Europea autorizza le Zone Franche Urbane in Italia, il comunicato ufficiale:

Aiuti di Stato: la Commissione autorizza l’attuazione di un regime di zone franche urbane in Italia

La Commissione europea ha autorizzato, sulla base delle norme del trattato CE relative agli aiuti di Stato, la costituzione di zone franche urbane (ZFU) in determinate regioni italiane. La misura è volta a stimolare la rivitalizzazione di determinati quartieri particolarmente svantaggiati. Nei 22 quartieri classificati come ZFU, le piccole e micro imprese che costituiscono una nuova attività potranno beneficiare di una serie di esenzioni fiscali. La Commissione ha concluso che le misure in esame non sono tali da alterare le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse e che gli effetti sugli scambi saranno molto limitati.

La Commissaria responsabile della concorrenza, Neelie Kroes, ha dichiarato: «La misura proposta dall’Italia permette di incoraggiare la creazione di nuove attività in quartieri svantaggiati stimolando nel contempo l’occupazione locale. A termine, lo sviluppo di un tessuto di attività in questi quartieri problematici avrà effetti positivi sia sul piano sociale che su quello economico, senza incidere sulla concorrenza in maniera sproporzionata.»

L’11 giugno 2009 l’Italia ha notificato un progetto che prevede la creazione di 22 zone franche urbane (ZFU) che godranno di un regime di esenzioni fiscali a favore delle piccole e micro imprese che iniziano una nuova attività economica. In particolare, queste imprese beneficeranno di un’esenzione dalle imposte sui redditi, dall’imposta regionale sulle attività produttive, dall’imposta comunale sugli immobili e dai contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

La Commissione considera la rivalorizzazione dei quartieri urbani svantaggiati una delle iniziative che mirano a raggiungere l’obiettivo comunitario della coesione economica e sociale. Tale rivalorizzazione è in linea con la comunicazione della Commissione del 17 luglio 2006 sulla politica di coesione e le città.

Visto il livello di concentrazione delle difficoltà socio-economiche (misurate con un indice sintetico) e il fatto che le misure previste sono estremamente mirate a livello geografico, la Commissione le ha ritenute necessarie e proporzionate per il raggiungimento dell’obiettivo della rivitalizzazione urbana senza provocare una distorsione della concorrenza contraria al comune interesse. La Commissione ha altresì concluso che gli effetti sugli scambi saranno particolarmente limitati per i seguenti motivi:

  • le misure mirano essenzialmente a lottare contro l’esclusione sociale in quartieri particolarmente difficili;
  • il regime è rivolto esclusivamente a piccole e micro imprese;
  • la copertura geografica delle misure è limitata (interessano solo lo 0,58% della popolazione);
  • i quartieri sono stati selezionati in funzione di criteri obiettivi quali il tasso di disoccupazione, il tasso di occupazione, il tasso di popolazione di età inferiore a 24 anni sul totale degli abitanti e il tasso di scolarizzazione;
  • le autorità italiane si sono impegnate a trasmettere al Comitato interministeriale per la programmazione economica relazioni annuali sull’attuazione delle ZFU .

La versione non riservata della decisione sarà disponibile con il numero N 346/2009 nel registro degli aiuti di Stato ( State Aid Register ) sul sito della DG Concorrenza una volta risolte tutte le questioni relative alla riservatezza. Il bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato ( State Aid Weekly e-News ) riporta le ultime decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate su Internet e nella Gazzetta ufficiale.

( rocco.iemma@tin.it )

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zfu, l’evento di roma in diretta on line

27 Ottobre 2009

Dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico:

Pmi: il Ministro Scajola mercoledì varerà le prime 22 Zone Franche Urbane
Il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, alla prevista presenza del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, darà il via libera, mercoledì 28 ottobre alle ore 11.30, alle “Zone Franche Urbane” firmando i relativi contratti con i sindaci dei 22 Comuni interessati.

L’iniziativa, che si inserisce nell’ambito del piano straordinario del Governo per il Sud, è volta a rilanciare quartieri caratterizzati da degrado socio-economico stimolando la nascita di piccole e microimprese attraverso esenzioni fiscali e previdenziali per vari anni, favorendo così la formazione di migliaia di posti di lavoro.Le zone franche, selezionate sulla base di una serie di indicatori, sorgeranno a :

- Catania, Gela, Erice – Sicilia;

- Crotone, Rossano e Lamezia Terme – Calabria;

- Matera – Basilicata;

- Taranto, Lecce, Andria – Puglia;

- Napoli, Torre Annunziata e Mondragone – Campania;

- Campobasso – Molise;

- Cagliari, Iglesias e Quartu Sant’Elena – Sardegna;

- Velletri e Sora – Lazio;

- Pescara – Abruzzo;

- Massa Carrara – Toscana;

- Ventimiglia – Liguria.

La diretta online della cerimonia sarà inoltre visibile nel sito del Ministero dello Sviluppo Economico.
(www.sviluppoeconomico.gov.it)

( rocco.iemma@tin.it )

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a rossano, per esempio

23 Ottobre 2009

Dal sito del Comune di Rossano, comunicato stampa n. 429 del 22/10/2009 “PRESENTATI DUE PROGETTI SUI CENTRI DI AGGREGAZIONE GIOVANILE”:

…il Comune di Rossano ha partecipato a tale bando presentando due progetti: la Casa dei Giovani e il potenziamento della struttura polisportiva del “Maria De Rosis”.
Il primo progetto riguarda un centro di aggregazione giovanile che concerne la realizzazione dell’officina delle arti, intesa come luogo della formazione e dell’espressione delle capacità artistiche dei giovani. Il progetto, inoltre, si distingue per l’individuazione di un modulo costituito da due laboratori per la formazione professionale e l’attivazione di percorsi di creazione di impresa. La Casa dei Giovani si colloca all’interno dell’area della Zona Franca Urbana per consentire la riqualificazione urbanistica e sociale che è uno degli obiettivi che hanno portato alla ZFU…

( rocco.iemma@tin.it )

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zone franche urbane, presentazione a roma il 28 ottobre 2009

13 Ottobre 2009

Presentazione del progetto Zone Franche Urbane, Sala degli Arazzi, Ministero dello Sviluppo Economico, Roma, 28 ottobre 2009.

( Comunicato Stampa del Comune di Rossano )

( rocco.iemma@tin.it )

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zone franche urbane, aggiornamento

12 Ottobre 2009

Zone Franche Urbane, lo stato dei lavori:

1) Cipe: delibera ai sensi dell’art. 1 comma 342 della L. n. 296/2006, come sostituito dall’art. 2 comma 563 della L. n. 244/2007 (fatto, delibera n. 5 del 30 gennaio 2008, pubblicata il 6 giugno 2008);

2) Ministero dello Sviluppo Economico: definizione delle procedure di presentazione delle proposte da parte delle amministrazioni coinvolte, ai sensi del paragrafo 2 della delibera n 5/2008 del Cipe (fatto, circolare del Dps-Mise n. 1418 del 26 giugno 2008);

3) Comuni interessati: presentazione delle proposte alle Regioni, ai sensi della delibera n. 5/2008 del Cipe (fatto entro il 21 luglio 2008);

4) Ministero dello Sviluppo Economico e Dipartimento per le Politiche di Sviluppo in collaborazione con le Regioni: entro 60 giorni dalla pubblicazione della delibera del Cipe, individuazione delle Zfu da proporre al Cipe per l’ammissione a finanziamento, ai sensi del paragrafo 2 della delibera n 5/2008 del Cipe (fatto, le Regioni hanno ammesso e inoltrato entro il 5 agosto 2008 le proposte al Ministero dello Sviluppo Economico, Dipartimento per le politiche di sviluppo; un Gruppo Tecnico interno ha elaborato una Relazione sulla proposta di individuazione delle Zone Franche Urbane da trasmettere al Cipe, Relazione datata 30 settembre 2008);

5) Ministero dell’Economia e delle Finanze: decreto su limiti, modalità e condizioni delle esenzioni fiscali in Zona Franca Urbana, ai sensi dell’art. 1 comma 341 quater della L. n. 296/2006, introdotto dall’art. 2 comma 562 della L. n. 244/2007, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della disposizione (da fare, decisivo);

6) Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale: decreto su limiti di massimale di retribuzione entro cui applicare l’esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente previsto dall’art. 1 comma 341 lett. d) della L. n. 296/2006, come sostituito dall’art. 2 comma 562 della L. n. 244/2007, ai sensi dello stesso (da fare, decisivo);

7) Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le politiche di sviluppo – Nucleo di valutazione e verifica: proposta tecnica per il sistema di monitoraggio e la valutazione del dispositivo, secondo quanto previsto dal Gruppo Tecnico istituito presso il Mise-Dps al par. 12 della Relazione sulla proposta di individuazione delle Zone Franche Urbane del 30 settembre 2008, tutto ai fini dell’attuazione dell’art. 1, comma 343, della L. n. 296/2006 (da fare, importante, inizialmente previsto entro il 2008, poi entro il primo trimestre 2009 secondo la proposta del Ministero dello Sviluppo Economico del 9 dicembre 2008, approvata dal Cipe in data 8 maggio 2009).

8) Cipe: delibera recante individuazione e perimetrazione delle Zone Franche Urbane e allocazione delle risorse, ai sensi dell’art. 1 comma 342 della L. n. 296/2006, come sostituito dall’art. 2 comma 563 della L. n. 244/2007, e della delibera n. 5/2008 dello stesso Cipe (fatto, 8 maggio 2009, su proposta del Ministero dello Sviluppo Economico, deliberazione n. 14/2009 pubblicata in G.U. n. 159 del 11 luglio 2009)

9) Commissione Europea: autorizzazione delle misure e del dispositivo ex art. 88 par. 3 del Trattato istitutivo della Comunità Europea, ai sensi dell’art. 1 comma 342 della L. n. 296/2006, come sostituito dall’art. 2 comma 563 della L. n. 244/2007 (autorizzazione richiesta in data 11 giugno 2009, aiuto di stato N346/2009).

( rocco.iemma@tin.it )

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