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	<title>Commenti a: zone franche urbane, l&#8217;agenda</title>
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	<description>IMHO - rocco.iemma@tin.it</description>
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		<title>Di: santacesaria</title>
		<link>http://roccoiemma.wordpress.com/2008/10/06/zone-franche-urbane-lagenda/#comment-40</link>
		<dc:creator>santacesaria</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 09:23:33 +0000</pubDate>
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		<description>concordo sul fatto che ci debba anche essere un intervento sotto forma di infrastrutture a livello locale per consentire un&#039;innamoramento del quartiere</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>concordo sul fatto che ci debba anche essere un intervento sotto forma di infrastrutture a livello locale per consentire un&#8217;innamoramento del quartiere</p>
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		<title>Di: roccoiemma</title>
		<link>http://roccoiemma.wordpress.com/2008/10/06/zone-franche-urbane-lagenda/#comment-39</link>
		<dc:creator>roccoiemma</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 22:21:29 +0000</pubDate>
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		<description>Buonasera, credo che non sia così semplice fare previsioni di questo tipo nè scontato il risultato, non certo in una prospettiva giuridica tributaria. Partiamo dal presupposto che le Zfu dovevano essere 18, numero calcolato proprio sulla base delle risorse disponibili. In tal senso l&#039;estensione a 22, operata dal Dipartimento per le Politiche di Sviluppo, può in effetti legittimamente far temere l&#039;insufficienza dei 50 milioni annui. Detto ciò, però, v&#039;è da considerare che l&#039;allocazione delle risorse non risponderà, presumibilmente o meglio preferibilmente, a un criterio di parti uguali. Si consideri poi la convivenza di agevolazioni e esenzioni a imprese già esistenti, nel limite de minimis, e a nuove imprese. O le differenze tra Zfu, alcune meno disagiate di altre, dunque con imprese già esistenti in numero maggiore. Imprese che saranno in gran parte micro e che non è detto che usufruiranno ognuna di tutte le esenzioni possibili. Eccetera. Il quadro è incerto, ferme restando ovviamente tutte le possibili previsioni degli economisti, almeno fino all&#039;emanazione di tutti i provvedimenti attuativi e, prima ancora, alle decisioni del Cipe, che pare siano imminenti.

Nell&#039;incertezza, una cosa è invece sicura: se amministratori e imprenditori si limitano a pensare alla leva fiscale, facendone peraltro una panacea di tutti i mali, il rischio di un equivoco e di un risultato non pienamente soddisfacente è elevato. I 50 milioni sono a copertura delle esenzioni. Ciò non toglie che altri interventi siano sempre possibili (infrastrutture, sociale, esenzioni e programmi a livello locale, come tra l&#039;altro proposto in Campania) e, anzi, auspicabili, se si vuole attrarre l&#039;investimento dall&#039;esterno ma soprattutto se si vuole osservare fino in fondo il senso e lo spirito della norma, che non è quello di risollevare le sorti economiche di intere regioni (non è lo strumento adatto, non in prima battuta) ma quello di fornire una leva alla lotta al disagio socio-economico dei quartieri.

Particolare, questo ultimo, non irrilevante ai fini di una valutazione della sufficienza delle risorse stanziate e di quelle di cui, sotto forma di esenzioni, potrà beneficiare in ipotesi ogni singola impresa in Zfu.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera, credo che non sia così semplice fare previsioni di questo tipo nè scontato il risultato, non certo in una prospettiva giuridica tributaria. Partiamo dal presupposto che le Zfu dovevano essere 18, numero calcolato proprio sulla base delle risorse disponibili. In tal senso l&#8217;estensione a 22, operata dal Dipartimento per le Politiche di Sviluppo, può in effetti legittimamente far temere l&#8217;insufficienza dei 50 milioni annui. Detto ciò, però, v&#8217;è da considerare che l&#8217;allocazione delle risorse non risponderà, presumibilmente o meglio preferibilmente, a un criterio di parti uguali. Si consideri poi la convivenza di agevolazioni e esenzioni a imprese già esistenti, nel limite de minimis, e a nuove imprese. O le differenze tra Zfu, alcune meno disagiate di altre, dunque con imprese già esistenti in numero maggiore. Imprese che saranno in gran parte micro e che non è detto che usufruiranno ognuna di tutte le esenzioni possibili. Eccetera. Il quadro è incerto, ferme restando ovviamente tutte le possibili previsioni degli economisti, almeno fino all&#8217;emanazione di tutti i provvedimenti attuativi e, prima ancora, alle decisioni del Cipe, che pare siano imminenti.</p>
<p>Nell&#8217;incertezza, una cosa è invece sicura: se amministratori e imprenditori si limitano a pensare alla leva fiscale, facendone peraltro una panacea di tutti i mali, il rischio di un equivoco e di un risultato non pienamente soddisfacente è elevato. I 50 milioni sono a copertura delle esenzioni. Ciò non toglie che altri interventi siano sempre possibili (infrastrutture, sociale, esenzioni e programmi a livello locale, come tra l&#8217;altro proposto in Campania) e, anzi, auspicabili, se si vuole attrarre l&#8217;investimento dall&#8217;esterno ma soprattutto se si vuole osservare fino in fondo il senso e lo spirito della norma, che non è quello di risollevare le sorti economiche di intere regioni (non è lo strumento adatto, non in prima battuta) ma quello di fornire una leva alla lotta al disagio socio-economico dei quartieri.</p>
<p>Particolare, questo ultimo, non irrilevante ai fini di una valutazione della sufficienza delle risorse stanziate e di quelle di cui, sotto forma di esenzioni, potrà beneficiare in ipotesi ogni singola impresa in Zfu.</p>
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		<title>Di: santacesaria</title>
		<link>http://roccoiemma.wordpress.com/2008/10/06/zone-franche-urbane-lagenda/#comment-38</link>
		<dc:creator>santacesaria</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 19:38:58 +0000</pubDate>
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		<description>la domanda che mi pongo è 50 milioni di euro non sono troppo pochi per 22 zone e per le imprese che non potranno essere soltanto 40 a zona.?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la domanda che mi pongo è 50 milioni di euro non sono troppo pochi per 22 zone e per le imprese che non potranno essere soltanto 40 a zona.?</p>
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