amministrazione digitale, novità in vista

7 Luglio 2008

Il disegno di legge finanziaria approvato nei giorni scorsi, tra tante disposizioni su innovazione, semplificazione e utilizzo delle nuove tecnologie, contiene all’art. 49 una delega al Governo ad adottare uno o più decreti legislativi volti a modificare, ancora, il Codice dell’Amministrazione Digitale.

 

Se Marco Scialdone pone l’accento critico sull’ipotesi di intervento sulla normativa in materia di firma digitale formulata alla lettera c), non può d’altro canto non sottolinearsi la bontà, se non altro in linea di principio e di intenzioni, di quanto proposto alla lettera a): prevedere forme sanzionatorie, anche inibendo l’erogazione dei servizi disponibili in modalità digitali attraverso canali tradizionali, per le amministrazioni che non ottemperano alle prescrizioni di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005.

 

Se letto in combinato con quanto previsto alle lettere b), e) e g), il testo potrebbe infatti rivelarsi un passo decisivo verso la effettività dei principi ispiratori del CAD, a cominciare dal tanto discusso diritto all’uso delle nuove tecnologie, già azionabile presso il giudice amministrativo dopo il decreto correttivo del 2006, nell’ottica complessiva di una gestione efficiente ed efficace dell’amministrazione digitale e della stessa digitalizzazione della pubblica amministrazione, da perseguire attraverso meccanismi non solo sanzionatori, certamente e ormai imprescindibili, ma anche di incentivazione.

 

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