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	<title>Commenti a: la replica del prof. buccafurri</title>
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	<description>IMHO - rocco.iemma@tin.it</description>
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		<title>Di: Francesco Buccafurri</title>
		<link>http://roccoiemma.wordpress.com/2008/06/27/la-replica-del-prof-buccafurri/#comment-29</link>
		<dc:creator>Francesco Buccafurri</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 06:39:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://roccoiemma.wordpress.com/?p=46#comment-29</guid>
		<description>Vedo ora il &quot;simpatico&quot; commento di Daniele. 
Solo chi è digiuno di vulnerabilità del sistema di firma digitale (e anche di esperienza e conoscenza del problema del falso nei documenti) può usare simili argomentazioni. Su Marte, così come sulla Terra, le ambiguità del documento informatico, da quando è nata la firma digitale, hanno sempre seriamente preoccupato tecnici e giuristi (legislatore incluso), anche se verificabili a posteriore senza difficoltà. Si pensi per esempio alle macro di Word (ci sono norme tecniche e tecnocloiche a livello europeo e nazionale che le contemplano e le contrastano). Se poi, come nel nostro caso, la tecnica è nuova e agisce su formati considerati sicuri, credo che sia ancora più importante conoscere l&#039;esistenza in modo da abbassare la pericolosità. Anche se viene &quot;taroccato&quot; un assegno un giudice che ordina una perizia si accorgerà del falso. Ma intanto l&#039;assegno taroccato un po&#039; di problemi può averli creati. E lo stesso vale per i documenti informatici (soprattutto in uno scenario futuro in cui le transazioni che avvengono attraverso d.i. è elevato). 
L&#039;utente che subisce una contestazione non è sempre un espertissimo informatico-giudice (giudice anche circa la affidabilità professionale della popolazione, collegata alla provenienza geografica) come Daniele. Quindi può subire la truffa con molta più facilità.
Gli strumenti che consentono le truffe vanno ridotti il più possibile, in ogni caso.
Ma tutto questo, comunque, non è legato all&#039;aspetto scientifico, al quale si riferisce Daniele. Ma a quello giuridico-pratico. Dal punto di vista scientifico, non credo sia Daniele a giudicare, ma la comunità scientifica, che ha dato un parere significativamente diverso. E non si trattava di marziani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vedo ora il &#8220;simpatico&#8221; commento di Daniele.<br />
Solo chi è digiuno di vulnerabilità del sistema di firma digitale (e anche di esperienza e conoscenza del problema del falso nei documenti) può usare simili argomentazioni. Su Marte, così come sulla Terra, le ambiguità del documento informatico, da quando è nata la firma digitale, hanno sempre seriamente preoccupato tecnici e giuristi (legislatore incluso), anche se verificabili a posteriore senza difficoltà. Si pensi per esempio alle macro di Word (ci sono norme tecniche e tecnocloiche a livello europeo e nazionale che le contemplano e le contrastano). Se poi, come nel nostro caso, la tecnica è nuova e agisce su formati considerati sicuri, credo che sia ancora più importante conoscere l&#8217;esistenza in modo da abbassare la pericolosità. Anche se viene &#8220;taroccato&#8221; un assegno un giudice che ordina una perizia si accorgerà del falso. Ma intanto l&#8217;assegno taroccato un po&#8217; di problemi può averli creati. E lo stesso vale per i documenti informatici (soprattutto in uno scenario futuro in cui le transazioni che avvengono attraverso d.i. è elevato).<br />
L&#8217;utente che subisce una contestazione non è sempre un espertissimo informatico-giudice (giudice anche circa la affidabilità professionale della popolazione, collegata alla provenienza geografica) come Daniele. Quindi può subire la truffa con molta più facilità.<br />
Gli strumenti che consentono le truffe vanno ridotti il più possibile, in ogni caso.<br />
Ma tutto questo, comunque, non è legato all&#8217;aspetto scientifico, al quale si riferisce Daniele. Ma a quello giuridico-pratico. Dal punto di vista scientifico, non credo sia Daniele a giudicare, ma la comunità scientifica, che ha dato un parere significativamente diverso. E non si trattava di marziani.</p>
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	<item>
		<title>Di: daniele</title>
		<link>http://roccoiemma.wordpress.com/2008/06/27/la-replica-del-prof-buccafurri/#comment-20</link>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 15:10:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://roccoiemma.wordpress.com/?p=46#comment-20</guid>
		<description>Ma di cosa stiamo parlando?? Ma veramente vogliamo considerare questa &quot;bischerata&quot; da un punto di vista scientifico??

In caso di contestazioni (vedo dal sito unirc.it che l&#039;esempio di pericolosità (!) riportato parla di &quot;...contestarmi un pagamento con un contratto BMP...&quot;, il file con il pagamento, immutabile dato che è stato firmato visionandone la parte fraudolenta o la parte legittima, parlerebbe da solo: sarebbe un&#039;oggeto blob con una parte BMP che costituisce commento per un file html accodato.... Un giudice sano di mente che dirima una contestazione del genere odorerebbe la truffa o no? Sarebbe quantomeno strano che l&#039;utente abbia firmato un oggetto del genere o no? 
Ma da dove vengono gli ingegneri di RC, da Marte?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma di cosa stiamo parlando?? Ma veramente vogliamo considerare questa &#8220;bischerata&#8221; da un punto di vista scientifico??</p>
<p>In caso di contestazioni (vedo dal sito unirc.it che l&#8217;esempio di pericolosità (!) riportato parla di &#8220;&#8230;contestarmi un pagamento con un contratto BMP&#8230;&#8221;, il file con il pagamento, immutabile dato che è stato firmato visionandone la parte fraudolenta o la parte legittima, parlerebbe da solo: sarebbe un&#8217;oggeto blob con una parte BMP che costituisce commento per un file html accodato&#8230;. Un giudice sano di mente che dirima una contestazione del genere odorerebbe la truffa o no? Sarebbe quantomeno strano che l&#8217;utente abbia firmato un oggetto del genere o no?<br />
Ma da dove vengono gli ingegneri di RC, da Marte?</p>
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