Si anima il dibattito tra giuristi e tecnici informatici sull’ormai celebre “attacco alla firma digitale”, portato da un gruppo di ricercatori dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria.
Nella prospettiva giuridica è interessante, oltre che autorevole, l’opinione di Manlio Cammarata, direttore di Interlex, in “Un ‘baco’ che non c’è e una scorciatoia per i disonesti”.
Il passaggio sul falso, in particolare, dimostra come spesso, davanti alle incertezze e agli allarmi sull’uso delle nuove tecnologie, le norme vigenti, quand’anche concepite in altra epoca, e la loro interpretazione possano offrire al cittadino e all’operatore un approdo sicuro, atteso che prevenire e prevedere tutto è impossibile e forse anche poco auspicabile.
Non sarebbe la prima volta, d’altronde, che il diritto arriva prima e magari meglio della tecnologia.
Sotto un profilo tecnico, agli esperti contemporanei e ai posteri l’ardua sentenza.
Intanto, ecco la risposta di Corrado Giustozzi al gruppo di ricerca del Prof. Buccafurri in “La luna, il pozzo, la bufala”, ancora su Interlex.
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